Tecnologia sapiens nel futuro dell'uomo
Tecnica con la maiuscola o con la minuscola? Tecniche per cosa o per chi? Pensi uguale con o senza internet? Tecnica di qua e natura di là, oppure queste sono sciocchezze? Su Quinta di copertina, intervistato da Antonio Sofi, per ben venti minuti!
Postato da Azioneparallela | 09:54 | commenti (3)
Vorrei e non vorrei
Chiunque abbia minimamente a cuore la filosofia, e abiti a sud di Formia e a nord di Eboli, sappia che questa settimana Carlo Sini è all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, a Napoli, per un ciclo di lezioni su Spinoza. Vi tremerà il cuore. Avete tempo oggi e domani per rompere gli indugi.
(E se venite, là ci darem la mano, là ci direm di sì)
Postato da Azioneparallela | 11:23 | commenti
La filosofia e lo statuto del vivente
Postato da Azioneparallela | 10:18 | commenti (2)
Futuro natura
Sul sito della Fondazione Italianieuropei, quindici minuti circa sulla Summer School di Marina di Camerota su Il futuro della natura umana. (Oltre al sottoscritto, in una discutibile prestazione a spalle incassate, si esprime anche - nel corso del filmato - il maggior heideggerologo vivente a sud di Scafati e a nord di Vietri sul mare).
Postato da Azioneparallela | 15:15 | commenti (1)
Perché alla sinistra manca il popolo
Postato da Azioneparallela | 15:13 | commenti (2)
Il futuro della natura umana
(M. Adinolfi - D'Attorre, Introduzione a Aa. Vv., Religione e democrazia, Roma 2009) Venerdì 22 maggio 15.00-17.00 “L'etica, la medicina e lo Stato” 17.30-19.30 “Diritto, vita e proprietà” 11.00-13.30 “L'uomo e la tecnica” 16.00-19.00 “Natura umana e homo oeconomicus” Domenica 24 maggio 10.00-13.00 Tavola rotonda “La politica e le trasformazioni dell’umano” (a Marina di Camerota, la II Summer School della Fondazione Italianieuropei)
10.00-13.00 “La filosofia e lo statuto del vivente”
intervengono: Giulio Giorello, Carlo Sini
intervengono: Piergiorgio Donatelli, Ignazio R. Marino,
Adriano Pessina
intervengono: Francesco De Sanctis, Eligio Resta
Sabato 23 maggio
intervengono: Emanuele Severino, Mons. Pierangelo Sequeri,
Aldo Schiavone
intervengono: Laura Bazzicalupo, Alberto Moreiras,
Alessandro Pizzorno
modera: Giancarlo Bosetti
intervengono: Rocco Buttiglione, Massimo D'Alema, Avishai Margalit
Postato da Azioneparallela | 06:13 | commenti (1)
Ripartenze
La Fondazione Italianieuropei e la Casa della Cultura di Milano, in occasione della pubblicazione del volume “Filosofia al presente”, organizzano a Milano lunedì 18 maggio alle ore 21 alla Casa della Cultura (Via Borgogna, 3) un seminario di discussione tra esponenti del mondo politico e accademico.
Massimo Adinolfi Ne discutono
“Filosofia al presente”
Lunedì 18 maggio ore 21
Milano, Casa della Cultura
Via Borgogna 3
Illustrerà il lavoro
Salvatore Veca
Pier Paolo Portinaro
Postato da Azioneparallela | 08:45 | commenti
Ma che freddo fa
(Si noti il finale Pizza Express)
Postato da Azioneparallela | 09:35 | commenti
Intellettuali dipietristi
Postato da Azioneparallela | 14:49 | commenti (8)
Bronci
“Non si può mettere il broncio ai propri tempi senza riportarne danno”. Così, con una citazione di Robert Musil, Massimo Adinolfi ha spiegato ieri il senso del “rapporto” elaborato dal gruppo di filosofia della fondazione ItalianiEuropei. Una citazione che si potrebbe considerare già smentita dal fatto che la fondazione presieduta da Massimo D’Alema e Giuliano Amato abbia un “gruppo di filosofia”, e che in quella sede, assieme a giuristi quali lo stesso Amato, Luigi Ferrajoli e Stefano Rodotà, il suddetto gruppo si ritrovi a discutere il proprio lavoro per buone tre ore.
(continua)
Postato da Azioneparallela | 01:41 | commenti
Il Paradiso (tu vivrai)
Roberto De Mattei si fa interprete, su Il Foglio, del pensiero di Benedetto XVI. Il punto è uno solo: i guai che provoca il rimettere tutto alla libertà della coscienza. Quel che sarebbe per l'ennesima volta da notare, è il modo in cui si argomenta in difesa della verità: siccome per la via del soggettivismo moderno (e relativismo e nichilismo, eccetera eccetera) non si salva nulla di ciò a cui tengo, allora il soggettivismo è erroneo. Anche a voler mettere al posto di "ciò a cui tengo" qualcosa di più solido e meno idiosincratico, resta che in tutte queste difese dell'oggettivismo nella morale (e non solo nella morale) ciò su cui l'argomento si regge è semplicemente l'indesiderabilità delle conseguenze. Un modo abbastanza comodo di argomentare.
Ma (lascio perdere quel che la filosofia contemporanea avrebbe da dire su queste superstizioni del soggettivismo e dell'oggettivismo) neppure questo modo è seguito veramente sino in fondo. Tra queste conseguenze, Roberto De Mattei mette infatti la seguente:
"I cattolici che rifiutano l’assioma extra ecclesiam nulla salus sono convinti che la 'buona fede' salva. Ma allora, assomigliano a quel teologo, conosciuto dal giovane professor Ratzinger, secondo cui persino i membri delle SS naziste sarebbero in Paradiso perché portarono a compimento le loro atrocità con assoluta certezza di coscienza".
Qualunque cosa pensasse il giovane professor Ratzinger, la mia idea è che se proprio devo trovare un posto per l'idea di Paradiso, se proprio mi deve tornare comoda, direi che è quel qualcosa in cui persino i membri delle SS naziste possono trovar posto. Non vedo a cos'altro potrebbe servirmi l'idea del Paradiso, e forse è vero: metterla in un modo o nel'altro è la misura oggettiva della coscienza dell'uno o dell'altro: di ciò su cui essa è fondata.
Postato da Azioneparallela | 22:22 | commenti (4)
All'improvviso un dubbio mi assale
Mentre leggo della politica dei respingimenti: ma i rom, che fine hanno fatto? Sono stati tutti espulsi, sterminati, arrestati? Non c'è più neanche uno straccio di rom che delinque? Siedono per caso impunemente sugli autobus delle nostre città ?
Postato da Azioneparallela | 19:42 | commenti (4)
Enrico, domani
Vado su ffdes, ci trovo gli artisti uniti per l'Abruzzo. Mi ascolto la canzone: Se siamo insieme domani è già qui. La canzone finisce, comincia Enrico.
(Le parole che seguono sono state scritte in presa diretta, queste che avete letto invece no)
Enrico: - Domani non esiste vero papà? -.
Io: - Come? -.
Enrico: - Domani è un modo di dire un altro giorno -.
Io: - Ma un altro giorno esiste? -.
Enrico: - Per esempio domani sarebbe questo giorno, quindi venerdì è già passato e allora siamo a oggi e quindi domani non esiste. Venerdì è passato e oggi è sabato e non è domani. Domani ci sta sempre ma non è mai oggi. Se è venerdì, sabato era domani, di venerdì. Se venerdì è già passato, non è più venerdì, è sabato, e sabato non è più domani, perché oggi è sabato e domani non è sabato, se no ci sarebbero due sabati: capito? E quindi è lo stesso per domenica -.
Io: - Ma allora esiste? -
Enrico - Sì esiste solo che fa tutto il giro per i giorni. Pure oggi, e pure dopodomani. Se passi a quel giorno, quel giorno non è più domani, capito papà? Perciò hanno inventato i modi di dire: domani, dopodomani, eccetera -.
Postato da Azioneparallela | 11:22 | commenti (4)
Il paradosso antropologico/2
Si può fare un'ontologia del presente? L'espressione, che è di Michel Foucault, ha un carattere paradossale: indica un oggetto di studio – il presente, le forme di vita contemporanee, quel che sta capitando proprio 'adesso' – che è storico quant'altri mai, e che anzi costringe persino a inseguire la cronaca; ma scomoda l'ontologia, cioè un sapere che, al riparo dal divenire storico, si propone di delineare le strutture universali e necessarie proprie di ogni ente in quanto tale: ieri come oggi, e oggi come domani. Perché dunque il proposito di costruire le linee di un'ontologia del presente non appaia soltanto un equivoco, occorre avanzare l'ipotesi che quel che sta succedendo oggi è perlomeno l'annuncio di qualche profonda modificazione in corso, che tocca se non la natura in generale, almeno la natura umana.
(continua su InSchibboleth)
Postato da Azioneparallela | 09:56 | commenti (5)
Formula di chiusura
Mauro: - Papà , dove sta zio Vincenzo? -. Io: - A Bologna -. Mauro: - No: sta a casa sua -. Io: - Ma casa sua sta a Bologna -. Enrico: - E Bologna sta in Italia -. Io: - Giusto -. Enrico. - E l'Italia dove sta? -. Io: - In Europa -. Enrico: - E l'Europa? -. Io: - Nel mondo -. Enrico: - E il mondo? -. Io: - Nell'universo -. Enrico: - E l'universo? -. Io: - L'universo non sta da nessuna parte -. Enrico: - No. sta in Dio -. Io: - E allora Dio? -. Enrico ci pensa un po', poi: - Dio è di Gesù -.



