Solidarietà un euro un minuto
Celebrare il 25 aprile a Onna, in un paese distrutto dal terremoto, è stato un gesto dal forte valore simbolico: una dimostrazione visibile della solidarietà dell’intero paese verso l’Abruzzo. Anche la decisione di tenere il G8 a L’Aquila non è solo la soluzione che consente di risparmiare milioni di euro; è anche un modo per far sentire tangibilmente vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite. Dalla notte del 6 aprile ad oggi c’è stato l'impegno di tutti e di ciascuno: dagli interventi della Protezione civile ai soccorsi dei volontari, dalla presenza delle istituzioni a quello dei singoli cittadini non si può dire che gli italiani non abbiano dimostrato partecipazione e solidarietà.
Postato da Azioneparallela | 15:02 | commenti
Il piano casa
Io non so bene a che punto sia il piano casa del governo Berlusconi. Se però non è ancora cosa fatta, invito il governo a rifletterci con cura. Non mette questo governo fra i suoi valori fondamentali di riferimento quello della famiglia? Bene. Se devo giudicare da quello che può succedere in casa mia, io lo pregherei caldamente di desistere.
Fino ad oggi, non ho alcun motivo di abbandonare il tetto coniugale. Ma la ristrutturazione del tetto coniugale, quella sì mi metterebbe a dura prova, ne sono certo. E non credo che sia il solo a temere giustificatamente l'impatto devastante sull'equilibrio familiare di rifacimenti, ampliamenti, modifiche e progettazioni varie. La semplice pressione informativa che viene esercitata su di me mi stressa (è uscito? Non è uscito? Uscirà? Ma il regolamento comunale? Ma la legge regionale?): figuriamoci l'avvio dei lavori, il piano di avanzamento, l'architetto, l'ingegnere, la ditta, il mobiliere, il pavimentista, l'imbianchino, il tappezziere e via così. Un incubo.
Rinnovo dunque l'appello: non è che io sia per la decrescita e contro lo sviluppo, però la famiglia non era un bene prezioso, per questo governo?
Sono sincero, veramente: io non ho mai visto andare d'accordo due cuori e la ristrutturazione di una capanna.
Postato da Azioneparallela | 18:39 | commenti (2)
La scorciatoia per il deserto referendario
Nel libro che Gore Vidal ha dedicato ai padri costituenti degli Stati Uniti d’America è riportato, sul finire, il malinconico ricordo di un mattino a casa di John Fitzgerald Kennedy. Tra una partita a backgammon e un sigaro, Jackie domanda all’amico scrittore come fu possibile che il secolo XVIII producesse geni del calibro di Franklin, Jefferson o Hamilton, mentre tra la gente potente e influente dell’epoca sua non vi erano che mediocrità. «Il tempo. Loro ne avevano di più», risponde Vidal. E Kennedy di rimando osserva che, effettivamente, più nessuno ha il tempo di rileggersi «tutti quei dibattiti sulla Costituzione».
Nel dibattito sulle riforme costituzionali che affligge l’Italia da un bel po’ di anni pare che sussistano entrambe le condizioni che definivano, agli occhi dei due amici, la mediocrità:
Il seguito lo trovate su Left Wing, dove trovate anche uno splendido articolo di Claudio Sardo, di segno un po' diverso dal mio.
Postato da Azioneparallela | 15:27 | commenti
Franco Volpi
Non ho scritto nulla sulla morte di Franco Volpi. Rimedio oggi. Conoscevo Volpi, anche se superficialmente. Ero ancora studente quando lo vidi per la prima volta, ospite ad un convegno heideggeriano all'Università di Salerno: mi fece impressione l'autorevolezza che gli veniva riconosciuta, pur essendo ancora molto giovane (parlo di più di vent'anni fa, se non ricordo male). L'ultima volta che l'ho visto è stato a Napoli, in occasione della presentazione del romanzo di Feinmann L'ombra di Heidegger, tradotto da un mio grande amico e da un suo grande amico, Lucio Sessa. Romanzo che lessi in bozza, e di cui pure discutemmo un po', con Lucio. E con il mio heideggerologo di fiducia, da cui sarei curioso di avere un parere, a proposito del testo che metto qui sotto (pubblicato sul Domenicale del Sole 24 Ore). Volpi si è nutrito di Heidegger per tanti anni, ne ha curato un bel po' di roba, e colpisce che sia giunto a un bilancio così fallimentare. In verità, penso che questo bilancio Volpi lo avesse tratto da tempo: ricordo un suo saggio sulla riabilitazione della filosofia pratica, e ricordo che pensai allora che un tal saggio era abbastanza incompatibile con le vertigini e gli abissi dell'ultimo Heidegger.
Che Volpi non poteva amare. Lo dico senza conoscere per bene il suo lavoro di storico. Ma ne conosco l'opera fondamentale, quella su Heidegger e Aristotele. Vitiello, che stimava molto Volpi, leggeva Heidegger in maniera non opposta ma quasi: Essere e Tempo non è solo una riambientazione di concetti aristotelici, ma ha almeno due anime, una greca e una cristiana. Le vertigini e gli abissi dipendono essenzialmente da quest'ultima, che Vitiello ha finito col preferire. Volpi ha preferito l'altra.
Infine. Sono stato all'Università di Padova, lunedì scorso, per una chiacchierata. Ho visto alcune splendide persone di cui ho molto stima, e sono veramente felice di averle reincontrate. Ma c'era un clima di mestizia, in una città che mi ha sempre dato l'impressione di essere mesta fino alla depressione (ma forse è solo colpa della pioggia, che immancabilmente vi ho incontrato). Sarà per questo che Volpi aveva trovato quasi una seconda patria in Sud America?
Ai muri c'erano i saluti al professor Franco Volpi, e qui io lascio il mio.
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I «Contributi alla filosofìa»? «Il diario di un naufragio. Avventurandosi troppo in là nei mari dell'Essere, il suo pensiero va a fondo»
L’esperienza di Nietzsche vuota le metafore di Heidegger, tarpa i suoi slanci, mina alle fondamenta la costruzione dei Contributi alla filosofia. È forse un caso che Heidegger ponga in esergo ai due volumi dedicati a Nietzsche (1961) una epigrafe tratta dall'Anticristo che corrisponde esattamente alla conclusione dei Contributi? Questi terminano con una "fuga" che tratta dell'ultimo Dio, il primo capitolo del Nietzsche si apre con la citazione: «Quasi due millenni e non un solo nuovo dio!».
Forse Heidegger non è più riuscito a risollevarsi filosoficamente dal de profundis di Nietzsche. Nella triste luce dell'esaurimento, l'Essere - quest'ospite solitamente fugace dei nostri pensieri - rimane per il grande Heidegger l'ultima chimera che valga la pena di sognare. Tutti i suoi sforzi mirano a quest'unica meta, l'Essere, ma i sentieri si sono interrotti. La sua intermittente sperimentazione filosofica e il suo "procedere tentoni" in questo sogno hanno prestato il fianco a critiche da far tremare i polsi. Heidegger rifiuta la razionalità moderna con lo stesso gesto sottomesso con cui ne riconosce il dominio, richiama la scienza che "non pensa" ai suoi limiti, demonizza la tecnica fingendo di accettarla come destino, fabbrica una visione del mondo catastrofìsta, azzarda tesi geopolitiche quanto meno avventurose - l'Europa stretta nella morsa tra americanismo e bolscevismo - soffiando sul mito greco-germanico dell'originario da riconquistare. Anche le sue geniali sperimentazioni linguistiche implodono, e assumono sempre più l'aspetto di funambolismi, anzi, di vaniloqui. Il suo uso dell'etimologia si rivela un abuso (...). La convinzione che la vera filosofia possa parlare soltanto in greco antico e tedesco (e il latino?), una iperbole. La sua celebrazione del ruolo del poeta, una sopravvalutazione. Le speranze da lui riposte nel pensiero poetante, una pia illusione. La sua antropologia della Lichtung, in cui l'uomo funge da pastore dell'Essere, una proposta irricevibile e impraticabile. Enigmatico non è tanto il pensiero dell'ultimo Heidegger, bensì l'ammirazione supina e spesso priva di spirito critica che gli è stata tributata e che ha prodotto tanta scolastica.
Certo, i comuni mortali spesso deridono le soluzioni del filosofo solo perché non capiscono i suoi problemi. Dunque non è affatto detto che queste critiche colgano nel segno. Ma se fosse così, allora i Contributi alla filosofia sarebbero allora davvero il diario di bordo di un naufragio. Per avventurarsi troppo in là nel mare dell'Essere, il pensiero di Heidegger va a fondo. Ma come quando a inabissarsi è un grande bastimento, lo spettacolo che si offre alla vista è sublime.
Postato da Azioneparallela | 09:57 | commenti (1)
Primi bagni
Lo so, è brutto tempo in larga parte d'Italia. Fa ancora freddino. Ma fra un mese ci sarà il sole. E si potranno fare i primi bagni. E si potranno fare a Marina di Camerota, fra una lezione e l'altra di Sini e Severino, Margalit e Moreiras, Marino e Schiavone, Sequeri e De Sanctis. Insomma, è on line il programma della II edizione della Scuola di Filoaofia e Politica della Fondazione Italianieuropei. Non avete molto tempo per iscrivervi, perciò sbrigatevi. Ne vale la pena. Ora però, non so che fine abbia fatto il bottoncino per inserire i link (sarà colpa di Google Chrome?), quindi vi metto l'indirizzo per esteso qui sotto: http://www.italianieuropei.net/content/view/1251/32/lang,it/
Postato da Azioneparallela | 10:48 | commenti (1)
Reduce
Reduce da Perugia (venerdì) Firenze (sabato) Bologna (domenica) Padova (lunedì) Roma (martedì) - reduce, in serata, da una macchina che non parte allora chiamo mio fratello che viene coi cavetti ma la macchina non parte lo stesso allora andiamo a prendere un'altra macchina perché forse la batteria non è sufficiente ma la mia macchina non parte lo stesso allora forse sono i cavetti e allora mi accompagna a casa sicché ci son volute due ore da roma a salerno e due ore da salerno a casa e domani mi toccherà scendere di nuovo a salerno per cercare di far ripartire la macchina - reduce da tutto questo, mi segnalano questa meravigliosissima intervista che mi tocca segnalare pure a voi.
Postato da Azioneparallela | 23:48 | commenti (3)
La tortura svelata
Postato da Azioneparallela | 19:08 | commenti (8)
Aggiornamenti mancati
Spinto da un insano impulso (ma anche da qualcuno), ho guardato un po' quel che si dice del referendum elettorale sul sito dedicato. E' in via di spegnersi la polemica sull'election day, cioè su abbinamento sì o abbinamento no fra referendum ed europee (ma anche uno splendido abbinamento quasi), e perciò è ora che capisca bene "che cosa succederebbe al sistema politico italiano se venisse approvato il referendum". Leggo (e approssimativamente commento, tra parentesi quadre]:
"L’approvazione del referendum produrrebbe un radicale rinnovamento dell’attuale sistema elettorale – e, attraverso quello, del sistema politico –" [questo è vero. Ma come sarebbe, il sistema elettorale e politico rinnovato? I refendari assicurano che sarebbe] "in grado di assicurare all’intero contesto politico più trasparenza [e perché? Guardate il parlamento italiano: c'è nulla che non sia oggi, elettoralmente e politicamente, trasparente? Non si capisce chi è maggioranza e chi è opposizione?], agli schieramenti più unità [Gli schieramenti attuali non sono sufficientemente uniti? Mettere tutti dentro un'unica lista assicura unità alla lista?], ai cittadini più opportunità di spendersi per far valere le proprie capacità e meriti [questa mi è del tutto incomprensibile]. L’eliminazione del frazionismo e dello sbriciolamento della rappresentanza, garantirebbero una ristrutturazione profonda del sistema dei partiti [all'anima!: L'unica cosa che si è ristrutturata sono proprio i partiti: sono nuovi di zecca, ed è difficile affermare che siano migliori dei precedenti]. I quali sono sempre più avvitati su se stessi e stentano ad operare qualsiasi ricambio [vorrei però capire in che modo questo referendum assicurarebbe il ricambio dentro i partiti: a me pare in nessun modo].
Selezionano le proprie classi dirigenti in base a criteri poco trasparenti che spesso non hanno nulla a che vedere con il merito, le capacità o la passione disinteressata [ho capito: questo non è un referendum: è una bacchetta magica!].
I partiti, inoltre non riescono a realizzare l’unità negli schieramenti, con una strisciante, continua guerra di posizione ed uno scontro di paralizzanti veti incrociati, all’interno delle coalizioni".
E' inutile che continui: i referendari si sono dimenticati di aggiornare il loro sito, e parlano come se il sistema politico ed elettorale non fosse mutato dal 92' ad oggi, e in particolare come se non si fosse votato nel 2008.
Postato da Azioneparallela | 08:52 | commenti (2)
Europa laicità diritti

Postato da Azioneparallela | 08:44 | commenti (1)
Metà del guado
E' Pasqua. Sono esausto. E c'è ancora la Pasquetta.
Postato da Azioneparallela | 16:37 | commenti
Umbri di tutto il mondo, aspettatemi
Si conclude oggi il Festival internazionale del giornalismo, in svolgimento a Perugia dal 1° aprile. Come con il Festival di Sanremo, era prevista la più frontale delle controprogrammazioni, e nello stesso giorno (il 3 aprile), alla stessa ora in cui c'era Marco Travaglio, era in programma l'incontro su Europa, laicità, diritti. Un po' come Schopenhauer che faceva le lezioni nella stessa ora in cui le teneva Hegel.
Io perciò, memore del precedente storico, ci sarei andato lo stesso.
Ma poi s'è pensato di lanciare un segnale distensivo e l'incontro è ora fissato per il 17.
Postato da Azioneparallela | 17:01 | commenti (4)
A proposito del peso del web nella candidatura di Debora Serracchiani alle europee
Ma facciamo, anzitutto, che il punto è, in generale, quanto il web orienti (formi e sia un pezzo de) l'opinione pubblica? Non vedo ragioni per escluderlo. Vi sono, per dirla alla buona, aspetti materiali (quanti soldi sposta il web, per esempio) e aspetti formali (ci vogliono candidati che funzionano sul web? oppure: ci vogliono messaggi che funzionano sul web?). E' ovvio che è più facile rilevare gli aspetti materiali, perché lì basta far di conto, ma questo non significa che non abbiano rilievo gli aspetti formali.
Che abbiano rilievo gli aspetti formali non significa, a sua volta, che il web decide di candidati e messaggi. Una condizione necessaria, o quasi-necessaria, o più semplicemente: una condizione di qualche peso, non è una condizione necessaria e sufficiente. E non è nemmeno una condizione esclusiva, come se si dicesse: la novità passa sul web e solo sul web.
Quel che dovrebbe forse dare maggiormente da pensare (posto che una simile candidatura sia esemplare: cosa che non so, ignorando tutto il resto delle liste alle Europee) è invece se (non so: dico se) il partito democratico cercasse le sue candidature indipendentemente da una preoccupazione circa gli interessi reali e le domande di riconoscimento che intende rappresentare. Dico: interessi reali e domande di riconoscimento per non dire solo idee nuove. Il punto è che la credibilità di una proposta politica deve soddisfare la condizione necessaria, o quasi-necessaria, o anche solo di qualche peso, dell'attratività presso l'opinione pubblica (televisioni, carta stampata, web, telefono e quant''altro), ma deve anzitutto essere una proposta politica. (Per tutto il resto, torno a rinviare a Left Wing)
Postato da Azioneparallela | 16:14 | commenti (1)
Addizione
Io: - Se tanto mi dà tanto... -.
Enrico: - Hai due tanti, papà! -.
Postato da Azioneparallela | 22:09 | commenti (3)
"From Plato onwards, Communism is the only political idea worthy of a philosopher"
(Come che sia, qui è come la vede il Guardian, a proposito di On the Idea of communism. Qui potete ascoltare Rancière, Badiou, Zizek. Qui invece potete leggere Nancy).
(Se però non vi basta: Roma, 3 aprile, Palazzo Marini, Sala delle Colonne, via Poli 19, ore 17.30 E. Laclau, La ragione populista, con l'autore e con almeno un paio di persone in gamba)
Postato da Azioneparallela | 19:22 | commenti (2)
Pesce d'aprile
"Scherzo sempre" (L. V. Tarca, ma mi sa che già l'ho messa).



