Coming out
Sul Riformista di oggi, Gianni Cuperlo scrive una magnifica replica a Claudio Fava, e spiega le ragioni del suo voto in Parlamento sulla vicenda Cosentino. Ma la ragione per cui ve la linko sta nelle ultime, straordinarie righe della lettera, nella rivendicazione di quello che da quindici anni a questa parte, dalla discesa in campo di Berlusconi, era ed è diventato quasi un insulto. Insomma: una specie di coming out, di questi tempi. Bravo.
Postato da Azioneparallela | 19:40 | commenti (6)
Hamas deve essere in qualche modo portata dentro il processo di pace
Ancora una volta D'Alema sembra insistere con questa idea che bisogna parlare con tutti, anche con Hamas. Non so se attribuire questa dichiarazione all'antisemitismo di parte della sinistra italiana, o a Tony Blair.
Postato da Azioneparallela | 12:41 | commenti (14)
Segni dei tempi
"Probabilmente, è questo uno dei segni che fanno capire con quanta convinzione la Chiesa si schieri oggi sulla difensiva, quanto profondamente si interpreti come una fortezza assediata, un´identità coinvolta in un conflitto di civiltà,che si gioca tanto all´interno dell´Occidente quanto all´esterno. Certo, questo clima intellettuale e argomentativo, che porta la Chiesa a conciliarsi piuttosto con i tradizionalisti che col mondo di oggi, costringe a ritornare ai "fondamentali" della Modernità, alla sua lotta contro il principio di autorità: e a ricordare che le affermazioni dogmatiche, comunque orientate, portano con sé la potenziale negazione della libertà e della verità che gli uomini faticosamente costruiscono nella loro vicenda storica".
(Carlo Galli, Repubblica di oggi)
Postato da Azioneparallela | 23:56 | commenti (1)
Comunicazione di servizio non istituzionale
Le lezioni di venerdì prossimo di Ermeneutica filosofica e Filosofia del Linguaggio non si terranno.
Postato da Azioneparallela | 15:25 | commenti
M'ingerisco
M'ingerisco solo un momento negli affari della Chiesa, a proposito della revoca della scomunica dei quattro vescovi lefebvriani. Tutti a prendersela col povero Williamson, che in materie che non impegnano la sua autorità di vescovo ha idee storicamente un po' ardite e alquanto negazioniste, o col Papa, che giustamente non chiede conto di queste arditezze perché non c'entrano nulla con la comunione della Chiesa appena ritrovata.
Io no. Io ho letto la remissione della scomunica: è tutto in ordine. Fellay riconosce il primato di Pietro, e il successore di Pietro revoca conseguentemente la scomunica. Molto bene: è la storia della pecorella smarrita, suppongo.
Ora però mi piacerebbe solo sapere, a margine, che giudizio dia l'attuale Pontefice di uno dei momenti più significativi (più 'spirituali') del papato di Wojtyla. Ecco quello che ne pensava (e, forse, ne pensi ancora) mons. Fellay, il capo dei lefebvriani (o, più rispettosamente, il Superiore Generale della Fraternita' Sacerdotale San Pio X):
Questo avvenimento provoca la nostra profonda indignazione e la nostra riprovazione.
Perché offende Dio e il suo primo comandamento.
Perché nega l’unicità della Chiesa e della sua missione salvifica.
Perché conduce i fedeli direttamente all’errore dell’indifferentismo.
Perché inganna gli sventurati infedeli e i seguaci delle altre religioni".
Postato da Azioneparallela | 19:22 | commenti (5)
Il rinnovamento della politica

Postato da Azioneparallela | 00:34 | commenti
Sinistra e destra: lezioni
Enrico: - Mamma, ma quando sarò grande potrò guidare la moto -.
Mamma: - Sì, amore. Però mamma e papà devono essere sicuri che tu sia attento e prudente -.
Enrico: - Mamma, ma che significa prudente? -.
Mamma: - Che fai attenzione a ogni cosa, che vai piano, che per esempio quando attraversi guardi prima a destra e a sinistra...-.
Enrico: - No! -.
Mamma: - ?? -.
Enrico: - Si guarda prima a sinistra e poi a destra. Ce lo hanno detto i vigili -.
Postato da Azioneparallela | 21:15 | commenti (1)
Qudabliu
C'è una cosmicomica di Calvino che cito sempre, anche se ormai non me la ricordo più. Si chiama Un segno nello spazio, e c'è Qwfwq (Qudabliueffedabliuqu, più o meno) che ha il problema di lasciare, in un universo appena nato, un segno. Il primo.
L'ho citata anche ieri, durante la prima lezione di Filosofia del Linguaggio, introducendo qualche piccola variante. Il protagonista si chiamava cioè Qudabliubush, e siccome era texano, non capiva proprio come non si potesse affatto tracciare questo primo segno.
(Al pomeriggio, durante la prima lezione di Filosofia della Comunicazione, mi veniva voglia di citarla di nuovo. Ma ho fatto di meglio: ne ho inventata una di sana pianta. Però quest'altra non ve la racconto).
P.S. In rete trovo questo passo:
“ (…) io una volta passando feci un segno in un punto dello spazio, apposta per poterlo ritrovare duecento milioni d’anni dopo, quando saremmo ripassati di lì al prossimo giro. Un segno come? È difficile da dire perché se vi si dice segno voi pensate subito a un qualcosa che si distingue da un qualcosa, e lì non c’era niente che si distinguesse da niente; voi pensate subito a un segno marcato con qualche arnese oppure con le mani, che poi l’arnese o le mani si tolgono e il segno invece resta, ma a quel tempo arnesi non ce n’erano ancora, e nemmeno mani, o denti, o nasi, tutte cose che si ebbero poi in seguito, ma molto tempo dopo. La forma da dare al segno, voi dite non è un problema perché, qualsiasi forma abbia, un segno basta serva da segno, cioè sia diverso oppure uguale ad altri segni: anche qui voi fate presto a parlare, ma io a quell’epoca non avevo esempi a cui rifarmi per dire lo faccio uguale o lo faccio diverso, cose da copiare non ce n’erano, e neppure una linea, retta o curva che fosse, si sapeva cos’era, o un punto, o una sporgenza o rientranza. Avevo l’intenzione di fare un segno, questo sì, ossia avevo l’intenzione di considerare segno una qualsiasi cosa che mi venisse fatto di fare, quindi avendo io, in quel punto dello spazio e non in un altro, fatto qualcosa intendendo di fare un segno, risultò che ci avevo fatto un segno davvero”.
Postato da Azioneparallela | 13:11 | commenti (3)
Marzullo, al confronto
Ma la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?, chiedeva quel tale. Se stasera seguite Liberi Nantes, su Red TV, scoprirete che nel corso del programma, intorno alla mezzanotte, come in un incubo sono stato sognato (e la domanda non è poi molto diversa).
Postato da Azioneparallela | 11:27 | commenti
Insediamento
E così, anche quest'anno, cominciano i corsi. Filosofia del linguaggio: la prima delle Ricerche logiche di Husserl e La voce e il fenomeno di J. Derrida. Ermeneutica filosofica: la Fenomenologia dello Spirito di Hegel (sezioni); Filosofia della comunicazione: Mente, segno e vita di F. Cimatti.
(Gli altri anni al vecchio blog è toccato qualcosa. Quest'anno ne dubito molto).
Postato da Azioneparallela | 00:01 | commenti (2)
Tutti a guardare Obama, voialtri
E per colpa di Obama, la puntata di Europa, Occidente con Esposito non va in onda stasera, per non rischiare slittamenti di orario o addirittura tagli. Se ne parla martedì prossimo. Stasera va in replica la De Monticelli
Postato da Azioneparallela | 18:06 | commenti (1)
Puntatone
Stasera Roberto Esposito a Europa, Occidente. Alle 21.30, Red TV.
Postato da Azioneparallela | 07:18 | commenti (2)
Santoro, Annunziata e non solo
Postato da Azioneparallela | 15:42 | commenti (11)
Richiesta editoriale
Per piacere, fate uscire There is God di Antony Flew, "il più famoso ateo del mondo" (che io, per miei limiti, non conosco). Luca Volonté sospetta che dietro la mancata pubblicazione del lbro vi siano biechi motivi, e perciò si incarica di darcene notizia, a margine della vicenda degli autobus atei. Ma, in maniera veramente sublime, anziché fornirci le prove dell'esistenza di Dio che Flew adduce nel libro, Volonté si limita a scrivere che Flew, appunto, adduce siffatte "prove scientifiche".
E qui si dimostra quanto è robusta la fede di Luca Volonté, che deve fare evidentemente a meno delle prove, perché il non averle prodotte è segno evidente che Volonté non le ha così bene intese da poterle riprodurre.
Dio, dunque, renderà particolare merito alla sua fede. Io però non tanto.
Postato da Azioneparallela | 15:14 | commenti (3)
Facebook come disturbo delle personalitÃ
Postato da Azioneparallela | 19:44 | commenti (1)
Il senso delle cose
Oggi ero in cerca del senso delle cose. E ne ho trovato un sacco, più di quanto pensassi. C'è per esempio Il senso delle cose di Raf, o la puntata CSI Miami Il senso delle cose. La filosofia ha detto la sua da tempo, con Del senso delle cose di Tommaso Campanella, questo me lo ricordavo, ma non sapevo che anche la scienza: non dico l'antropologia culturale, perché quella si capisce, ma la fisica più seria se n'è occupata: con Richard Feynman.
La poesia, che è più profonda, è andata in cerca de Il senso segreto delle cose (e ci vanno anche autori emergenti). Al cinema pensavo ci fossero solo Lo stato delle cose di Wenders e Il senso della vita dei Monty Phyton, ma poi ho visto che ci hanno pensato egregiamente due artisti a coprire la lacuna (lo so che la traduzione non è letterale, e che questo consentirebbe di includere anche il fondamentale Camilleri e molte altre cose).
Io però ero in cerca di questo e la morale è che il senso l'ho trovato a caro prezzo
Postato da Azioneparallela | 10:39 | commenti (3)
Un senso non ce l'ha, anzi ce l'ha, ce l'ha ma diverso, ma la diversità non ha senso, oppure ce l'ha: non so.
Non ho seguito la faccenda degli autobus genovesi (con la notizia che Dio non esiste, e che non ce n'è bisogno). Leggo solo ora i post di Ffdes e Luca Sofri. Il punto che interessa Luca Sofri (a giudicare dalla citazione, e in polemica con Mantellini) è che non c'è alcuna prevaricazione o imposizione nella manifestazione del libero pensiero sulle autolinee (altrimenti, aggiungo, che pensare della scritta "Dio c'è" che per anni ci ha accompagnato nei nostri viaggi autostradali?). Il punto che invece interessa Ffdes, contro Sofri, è che non è banalmente vero che Dio non esiste, e che la proposizione "Dio non esiste" ha molto più senso della proposizione "gli asini volano" (benché, aggiungo io, ci vorrebbe qualche spiegazione su cosa mai sia il senso, perché la proposizione "gli asini volano", che è sensatissima - benché falsa - deve la sua sensatezza alla possibilità di essere vera, pur rivelandosi fala, mentre la propoizione "Dio esiste" deve far appello ad un senso di sensatezza diverso dalla vero/falsità, temo).
I due punti che interessano i contendenti, come si vede, sono tra loro compatibili. Non vedo peraltro l'interesse di Sofri a sostenere che le due proposizioni in questione si equivalgono sul piano della sensatezza, e perciò egli potrebbe rivedere la sua frettolosa opinione sul punto; Ffdes dovrebbe però evitare di aggiungere che è insulsa la pubblicità in questione, anche perché se è vero - come scrive - che la verità di "Dio esiste" è essenziale al cristianesimo, che qualcuno neghi una cosa essenziale al cristianesimo ben difficilmente può passare per un'operazione insulsa (se poi quella proposizione è essenziale anche al funzionamento di istituzioni, è ancor meno insulsa l'operazione, condivisibile o no che sia).
Infine, d'accordo: la pretesa di verità di chi afferma che Dio esiste è di genere assai diverso dalla pretesa di verità di chi afferma che gli asini non volano. Il secondo dovrebbe perciò concedere, senza infastidirsi, che chi pretende che sia vero che Dio esiste lo pretende in un senso di verità e di essere diverso da quello implicato dall'affermazione sugli asini; il primo però non dovrebbe pretendere (e nemmeno sottintendere) che il solo fatto che qualcuno dica: "no, non in quel senso, ma in un altro", garantisca che un altro senso ci sia per davvero, e che sia proprio quello che lui ha in mente, senza dunque infastidirsi se v'è chi lo nega.
(i link ve li metto un'altra volta, ché non ho tempo)
Postato da Azioneparallela | 12:32 | commenti (13)
RED TV
Quasi mi dimenticavo - ma in realtà chi passa di qui a quest'ora non ha scuse: se puoi stare in rete, puoi vederti anche Red TV. Stasera, ore 21.30 riprende "Europa, Occidente". Tocca a Charles Larmore.
Postato da Azioneparallela | 21:09 | commenti
La nave di Teseo e della Iervolino
collaboratori del sindaco, all’interno dei locali della sala stampa del Comune, hanno distrutto il nastro della cassetta ed eliminato i file audio". Tornano alla mente le amare parole di Raffaele La Capria, a proposito di uno dei momenti cruciali della storia di Napoli: dopo la sconfitta della rivoluzione napoletana, per incapacità «di affrontare il grande mare della modernità», la città cominciò lentamente a scivolare fuori della storia, ha scritto La Capria, e i napoletani presero a «fare i napoletani», inscenando la grande «recita collettiva» della napoletanità. Della quale purtroppo sembra che non sappiano fare a meno, se anche in quest'ultimo, drammatico passaggio politico, si assegnano le parti di una poco brillante rappresentazione, inventandosi il ricorso ad una registrazione, per metà autorizzata per metà nascosta, il cui unico effetto è stato di trasformare un incontro politico in un'avvilente commedia degli equivoci. Anche questa volta, insomma, nel rispetto della nota legge per la quale la storia si ripete, sì, ma in forma farsesca, all'occasione mancata segue, invece dell'analisi e della critica, la messa in scena, con in più il tentativo finale di chiudere la vicenda con un conciliante «scurdammece 'o passato» che non si sa bene quanto dovrebbe durare, e soprattutto perché.
Postato da Azioneparallela | 14:26 | commenti (2)
Impossibile ma
Questo articolo del Corriere della Sera sulle "proposte impossibili ma chiare della Lega" con le quali la Lega miete consensi, indipendentemente dalla realizzabilità delle proposte stesse, è molto interessante. (Naturalmente, non si tratta di proposte del tipo: "una Ferrari in ogni garage", che sono anch'esse impossibili e chiare, ma non credibili).
Per questo genere di proposte, chiare, credibili e impossibili (o perlomeno di assai difficile irrealizzabilità) io avrei un unico aggettivo, che uso in un senso nient'affatto spregiativo: ideologiche. Sono proposte ideologiche. Come dice il sociologo intervistato, "sono messaggi che funzionano al di là della loro reale applicabilità: perché cambiano il modo di pensare" (una caratteristica misconosciuta di un'ideologia è per l'appunto questa: è una cosa che funziona, altrimenti non la si adotterebbe. E funziona dove deve funzionare: a livello delle idee e dei modi di pensare della gente comune).
Ora viene la domanda: diamo al centrosinistra la possibilità di formulare cinque, dieci proposte impossibli ma chiare e credibili. Concediamo pure l'impossibilità, e cerchiamo di capire il modo di pensare.
Postato da Azioneparallela | 11:30 | commenti (1)
Segnalazione
Postato da Azioneparallela | 09:10 | commenti (1)
Il Sessantotto come antefatto del nichilismo postmoderno
E' il titolo, veramente mirabile, di un saggio di un giovane pensatore contenuto in questo volume (il saggio, non il pensatore). Ha il pregio, in verità non raro, di scoraggiarmi da qualunque acquisto. Peccato, perché scrive cose interessanti - o perlomeno titoli, come questo: "gli atei, invece di prendersela con se stessi per la crisi, attaccano la Chiesa".
P.S. Di Iannuzzi, testa pensante del sito Ragione politica, mi ero già occupato, mi accorgo ora.
Postato da Azioneparallela | 23:43 | commenti
La coscienza di Azioneparallela
(Sto scivolando per una china pericolosissima: prendo almeno una decisione definitiva al giorno, condendola con varie superstizioni numeriche)
Postato da Azioneparallela | 23:29 | commenti (2)
Atheismusstreit
Com'è accettabile un'idea di redenzione che non riguardi anche il gattino malconcio, che stanotte mi guardava impaurito, nascosto dietro una ruota dell'auto?
E com'è possibile la redenzione, se deve riguardare anche quel gattino?
Postato da Azioneparallela | 00:37 | commenti (8)
Sul far della sera
Enrico: - Papàà! -.
Io: - Che c'è? -.
Enrico: - Papà, mi porti a Betlemme? -
Io: - Figlio mio, ormai sei un tag -.
Postato da Azioneparallela | 19:25 | commenti (3)
La giustizia italiana e i latrati di Trasimaco
Il 2008 si è chiuso là dove la vicenda politica era cominciata: al primo libro della Repubblica di Platone. Più precisamente: siamo al punto in cui Socrate, disceso al Pireo e ospite del ricco Cefalo, ha finito di chiacchierare con Polemarco, e Trasimaco, il lupo Trasimaco, non vede l’ora di dire la sua sull’argomento in discussione: cosa sia mai la giustizia. E dopo qualche breve schermaglia la dice, senza alcun infingimento: la giustizia è l’interesse del più forte. Ma siccome Socrate fa mostra di non capire, aggiunge: in tutti gli Stati la giustizia è sempre l’interesse del potere costituito, il quale è forte abbastanza perché sia detta giusta sempre la stessa cosa. L’interesse del più forte, per l’appunto.
(continua su Left Wing)
Postato da Azioneparallela | 13:49 | commenti (2)
Sparizioni
Enrico: Papà! se uno che ha paura di niente, come fa a essere spaventato? Però uno ha l'idea di sparire per un giorno, così quello si spaventa, perché un giorno è un poco troppo. Però come fanno a sparire, papà?
Io: - Non lo so -.
Enrico: - Se Dio ce lo potesse dire, io lo ascolterei. Però è vero che non c'è nessuno che ha paura di niente. Ognuno ha paura di qualcosa. Come quello della Tv, che diceva di non avere paura di niente ma poi aveva paura di qualcosa, che gli Ozzy Bus* sparivano per un giorno -.
Enrico (dopo una lunga pausa): - Papà, ma Dio è sparito? -.
*[La grafia è una mia pura invenzione. Enrico mi dice che sono dei pinguini]
Postato da Azioneparallela | 15:39 | commenti (9)
La mutazione umana
Postato da Azioneparallela | 16:14 | commenti
La cosa più buffa
Io: - Enrico, perché mi hai chiesto da quanto tempo stanno in cielo nonno e nonna? -.
Enrico: - Perché mi preoccupo che quando muoro starò sempre lì. Sempre! -.
Io: - Ah! -.
Enrico: - Però primo starò vicino a Gesù. Secondo starò vicino ai miei nonni. Terzo starò vicino a papà. E quarto sarò adulto e quindi non piangerò come un bambino -.
Io: - Giusto! -:
Enrico: - Questa è veramente la cosa più buffa, che non piangerò più! -:



