Babele
Babele
 
19/05/2008
La spazialità dell'Esserci

(a voce bassa): - Papà, ma è vero che il corpo di nonna Anna sta sotto terra dove ci sta la croce? -.
- Sì, Renata -.
...
(a voce alta e perentoria) - Ma nonno Renato come fa a stare in un quadratino piccolo col suo papà? -.

Postato da Azioneparallela | 15:47 | commenti (1)

Pinker, Ratzinger e la verità del relativo

Su New Republic è apparso in questi giorni un importante articolo dal titolo inequivocabile: “The Stupidity of Dignity”. Io me ne occupo su Left Wing (con un'opinione un po' diversa sulla stupidità)

Postato da Azioneparallela | 00:25 | commenti (1)

16/05/2008
Ammiccamenti

"La modernità sèi è abituata a considerare che le linee di conflitto sono molte e non sempre componibili".
"La logica della rappresentanza è l'unica che rende legittimo un potere obbligante nei confronti di individui dotati di uguali diritti fondamentali"
"Penetrare i fondamenti teorici della crisi della democrazia non richiede soltanto una ricognizione dei fenomeni reali che non si lasciano contenere dentro la concettualità politica moderna"
"Proprio perché circola un qualche senso di giustizia, è possibile che attecchisca e prenda piede il discorso giuridico, formale-razionale, della giustificazione"
"Solo l'ansia di cercare fatti superlativi, indiscussi e indiscutibili, che abbiano un simile potere di giustificare, procura poi l'impressione drammatica che alla regola manchi il terreno sotto i piedi, e che dunque possa essere bellamente soppiantata"
"Dare a tutti gli uomini un futuro non era nell'ideale di vita buona e felice degli antichi, ed è invece la sostanza comune, nient'affatto formale o neutrale, della speranza moderna di felicità".

Aristotele, Etica nicomachea; N. Bobbio, Il futuro della democrazia; A.Schiavone, Storia e destino. Ma soprattutto L. Wittgenstein, Ricerche filosofiche. Che si possa parlare "senza giustificazione" e tuttavia "non a torto" è infatti la citazione che costituisce il perno fondamentale del mio contributo al fascicolo 2/2008 della rivista bimestrale della Fondazione ItalianiEuropei, Se la democrazia ha ancora un compito.
(Vi ho messo i libri citati e le proposizioni che ammiccano ai lati del testo. Se ora volete il testo, occorre che acquistiate il fascicolo)

Postato da Azioneparallela | 09:37 | commenti (1)

15/05/2008
Perché l'opposizione è da irrobustire

“Confronti continuativi periodici”. Al Senato, Berlusconi ha annunciato ieri che si è deciso di avviare, già dalla fine di questa settimana, un “confronto non pregiudiziale” con l’opposizione, senza precedenti nella storia della Repubblica, per una “comune assunzione di responsabilità” che consenta finalmente, dopo una “guerra quasi ventennale”, di restituire credibilità al sistema politico nel suo insieme ed efficacia all’azione di governo, particolarmente sul terreno delle riforme istituzionali.
Se questa è la grande notizia della giornata politica, non piccola notizia è che un confronto serio e meditato si è avviato anche all’interno del partito democratico, sicché quelle stesse parole possono forse servire anche per dare conto del seminario a porte chiuse che ieri pomeriggio ha riunito attorno a un tavolo i maggiori leader del partito democratico nella sede di piazza Farnese della Fondazione ItalianiEuropei: la “cosa differente” che sta cercando di fare D’Alema – secondo le sue parole di ieri al Corriere – cioè uno di quei luoghi in cui si può supporre che in futuro troverà articolazione la proposta politica del PD.
Ora, che ci sia stata o no nelle scorse settimane un’analisi delle cause della sconfitta elettorale altrettanto approfondita, franca e non retorica di quella condotta ieri, e che Veltroni abbia impresso o meno dopo il disastroso ballottaggio di Roma una qualche correzione di rotta sui modi e le forme in cui il partito democratico dovrà attrezzarsi nei cinque lunghi anni che trascorrerà all’opposizione, il fatto è che si sta comunque facendo largo la salutare convinzione che il partito leggero e mediaticamente affascinante, immaginato e descritto fino al giorno prima delle elezioni dal suo leader, ha urgente bisogno di irrobustirsi un po’. E che la necessaria cura ricostituente non può non passare attraverso il “confronto non pregiudiziale” tra analisi, idee e proposte che alimentino sia la forza di elaborazione politica e culturale del centrosinistra che la sua capacità di rappresentare interessi e bisogni reali del paese. Nonostante gli impegnativi manifesti dei valori e i codici etici, quel che finora è stato messo in campo dal PD è poca cosa a confronto di quanto occorrerà che metta in campo nei prossimi anni per recuperare un rapporto non sfilacciato né velleitario con il paese.
E di velleità il PD ne ha coltivate molte, in questi ultimi mesi. L’idea un po’ contraddittoria che bisognasse fare sì un partito, ma che in nulla somigliasse effettivamente a un partito, rientra tra queste. Ma dopo una “guerra quasi ventennale” in cui ha spirato forte il vento dell’antipolitica, si può sommessamente osservare che, ci sarà stata pure la casta, quel che però di sicuro non c’è stato, sono stati proprio i partiti (e casomai, in loro vece, le proprietà private di questo o quel leader)? Berlusconi lo ha capito, e ha preso come un complimento che qualcuno gli abbia detto, dopo il suo discorso in Parlamento, di avere parlato da democristiano. E dalle parti del PD?
Nelle sue celebri lezioni americane, Italo Calvino scelse anche lui parole fascinose per attrezzarsi alle sfide del nuovo millennio. La leggerezza e la rapidità, innanzitutto, poi l’esattezza e la visibilità. Bene. Anche a voler concedere che queste parole funzionino davvero per organizzare le forze con cui affrontare i futuri impegni che il paese ha davanti, e che non sono di poco momento, c’è da augurarsi almeno che il partito democratico scorra l’elenco fino in fondo, e prenda nota anche delle ultime due: molteplicità e coerenza.
Molteplicità, anzitutto, il che, adattato un po’ rozzamente alle esigenze del PD, non deve certo significare correnti vecchio stile e sanguinose faide intestine, ma presenza sul territorio e nella società, e pluralità di centri, associazioni politiche e culturali, istituti di ricerca, a meno di non voler trasformare la vocazione maggioritaria in una voce monocorde.
E infine coerenza. La sesta paroletta scelta da Calvino, che non fece in tempo a descriverla, era la coerenza. Si dovrà vedere nelle prossime settimane se la disponibilità alla “comune assunzione di responsabilità” manifestata da Veltroni nel partecipare al seminario della Fondazione avrà un seguito e darà forza al partito democratico oppure sarà stato solo un gesto senza seguito di fredda e distratta cortesia.
(Il Mattino)

Postato da Azioneparallela | 15:38 | commenti (4)

14/05/2008
Should I stay or should I go?

Should philosophy have something to say to non-philosophers? Should philosophy be pursued only by those trained in philosophy? Should academic teachers of philosophy consider themselves philosophers in virtue of the fact that they teach philosophy? And should analytic philosophers deny that continental philosophers are philosophers at all, or acknowledge that they represent different modes of philosophizing?
Sì; No; Ma che sei scemo?; Sì, sei scemo.
P.S. Il titolo è un amletico omaggio alla mia gioventù

Postato da Azioneparallela | 16:25 | commenti

10/05/2008
Tu chiamalo se vuoi fascismo pop

Nuovo film dei fratelli Wachowski (quelli di Matrix e V for Vendetta), Speed Racer, nei cinema da oggi.

Mereghetti è perplesso: "La trama è prevedibilmente elementare"; "la storia prosegue sui binari di una prevedibilità monocorde e anche i rari elementi di «disturbo» che il fumetto possedeva [...] sono anestetizzati o cancellati. Perché allora impegnare 120 milioni di dollari nel produrre una storia così sciapa? L'unica risposta plausibile può essere la convinzione (del produttore Joel Silver) che il pubblico non cerchi più storie a cui appassionarsi ma immagini da cui farsi bombardare e stordire. E su questo piano Speed Racer non è davvero secondo a nessuno. Ci sono circa 2000 inquadrature nel film e si può dire che nemmeno una non sia stata ritoccata o manipolata al computer".

Mereghetti è perplesso. Anthony Lane su New Yorker non lo è affatto. Dopo aver ricordato la gag di Groucho Marx (questo dispaccio lo capirebbe un bambino di 4 anni? Presto, trovatemi un bambino di 4 anni!), scrive: "There’s something about the ululating crowds who line the action in color-coördinated rows; the desperate skirting of ordinary feelings in favor of the trumped-up variety; the confidence in technology as a spectacle in itself; and, above all, the sense of master manipulators posing as champions of the little people. What does that remind you of ?". Già, cosa? 

"You could call it entertainment, and use it to wow your children for a couple of hours. To me, it felt like Pop fascism, and I would keep them well away".

Postato da Azioneparallela | 07:36 | commenti (3)

08/05/2008
Il concetto del politico

"Sovrano è colui che decide da solo da chi vuole farsi fregare" (P. Sloterdijk).

(L'originale è qui)

Postato da Azioneparallela | 12:51 | commenti (2)

Quiz

"Il Signore mi ha reso ambasciatore di un nuovo cielo e di una nuova terra [...] si è compiuto ciò che ha predetto Isaia".

Di chi è l'affermazione sopra citata?

a. Martin Lutero b. George Bush c. Cristoforo Colombo d. Friedrich Nietzsche e. San Paolo f. Abraham Lincoln.

Postato da Azioneparallela | 12:21 | commenti (14)

05/05/2008
Assemblea Generale

"Nel 2006 Michel Schooyans ha pubblicato un nuovo libro, Le terrorisme à visage humain, prefazione del Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia (deceduto solo pochi giorni fa), in cui si denuncia l’organizzarsi su scala mondiale di un fronte comune contro la vita. Fronte sul quale si attesterebbero oggi le scienze mediche e biologiche, ma anche la filosofia del linguaggio, la demografia, il diritto, e molte altre discipline e saperi che hanno conosciuto un analogo, perverso mutamento di paradigma, per cui non servono più la vita ma della vita si servono. Non è una novità la denuncia anche vigorosa della cultura della morte: è stata anzi un leit motiv di molti degli interventi degli ultimi pontificati. Quel che però colpisce, è che, ad illustrare la minaccia “bioterroristica”, il libro abbia in copertina non l’immagine del laboratorio di qualche scienziato pazzo, ma una foto dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. È questo ciò che ci si deve aspettare dalle rinascite religiose del nostro tempo? ".
Questa è la conclusione. Tutto il resto, su inSchibboleth

Postato da Azioneparallela | 16:33 | commenti (2)

Dal vostro inviato

ll mondo nuovo delle nozze di paese:

"Resistono. In barba alla globalizzazione, in spregio al futuro ipertecnologico della specie umana e, soprattutto, nonostante le dimensioni ancora ciclopiche della cerimonia, i matrimoni di paese resistono. Nel mese di maggio, poi, è difficile farla franca: da un amico ormai perso di vista o da un ramo decisamente laterale della famiglia, un invito vi raggiungerà comunque. E sarà una splendida giornata di sole, che avreste volentieri dedicato ad una passeggiata al mare. Incurante dei primi caldi, il prete terrà dall’altare un’omelia di almeno mezz’ora. Sopporterà qualche ventaglio e sorriderà bonario alle spalle nude di qualche signora..." (su il Mattino di ieri).

Postato da Azioneparallela | 01:00 | commenti (4)





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