Ladri di mozzarelle
Postato da Azioneparallela | 20:41 | commenti
La proposizione perfetta/8
Postato da Azioneparallela | 10:44 | commenti (3)
Il test definitivo per fare chiarezza sul proprio posizionamento politico
Test scientificamente impeccabile. (A differenza della volta scorsa, questa volta non ho avuto sorprese).
Postato da Azioneparallela | 18:01 | commenti (8)
Serie
Ad esempio:
Barack Obama ti ha insegnato un trucco per ricordare le tabelline; Barack Obama ha pianto di nascosto quando è nato tuo figlio; Barack Obama ha fatto quel viaggio in Australia che sognavi da una vita. Quando è tornato ti ha detto che non era niente di che; Barack Obama ti ha mandato una cartolina con su scritto "vacanza stupenda, manchi solo tu!"; Barack Obama, con te, può essere se stesso.
Gli stessi che curano da anni la celebrata serie del cattivissimo Chuck Norris, sotto lo slogan "Yes, he can" si sono messi a fare la serie del buonissimo Barack.
Postato da Azioneparallela | 12:24 | commenti
Nel regno incontrastato (un post apocalittico)
Postato da Azioneparallela | 00:30 | commenti (1)
E ora chi glielo dice a Boselli che non voto PS?

Postato da Azioneparallela | 00:27 | commenti (3)
La religione non salva
Postato da Azioneparallela | 10:35 | commenti (9)
Resurrezione
"Si dice che la risurrezione costituisce la vittoria sulla morte. Ma in che senso? Qui da noi, su questa terra, la morte non è vinta, anzi. Di là, nel regno dell’eterno, Dio non aveva bisogno di vincerla, perché lì egli regna da sempre e per sempre, lì c’è solo lui e il suo regno". E dunque? "Il valore di quell’evento (in sé unico) è solo dimostrativo: è il segno della possibilità reale di una vita personale oltre la morte. Se però quel segno non fosse avvenuto, non cambierebbe nulla da un punto di vista ontologico e assiologico".
Vito Mancuso sulla Resurrezione di Gesù e la salvezza degli uomini. (Più tardi, se ho tempo, una noterella di commento).
Postato da Azioneparallela | 12:27 | commenti (9)
E io che in gioventù mi vantavo di non averci mai messo piede
"Blogs are like gym memberships - it's not creating them that's important, it's keeping them up".
(La raggelante considerazione si trova qui)
Postato da Azioneparallela | 01:33 | commenti
Left Wing
Il nuovo numero di Left Wing ha molte cose interessanti: due articoli su obamismi vari, in particolare, che dicono cose che di solito non trovate sui giornali, e un articolo sul caso Moro, la cui prima caratteristica, dal punto di vista della storia nazionale,è la necessità che sia appunto un caso, possibilmente irrisolto.
Un punto di vista abbastanza precisamente opposto a quello di Francesco Cundari è quello del Ministero dell'Informazione di Radio Cafoscari. Io la penso senza molti dubbi come Francesco, però segnalo lo stesso questa singolare necessità di una sacra rappresentazione dell'affaire, che mi sembra valere meno come ricostruzione storica che come ricostruzione di certi costumi di noi italiani. (Tra i pregi dell'articolo di Left Wing, metto anche l'avere ricordato quanto recitino in una rappresentazione anche coloro che di solito credono di riservarsi per sé solo il ruolo di quelli che assistono, e magari fustigano).
Postato da Azioneparallela | 01:31 | commenti
Zero gradi centigradi
Grazie a Malvino, leggo che secondo Francesco D'Agostino (Quel tranello rende plausibile l'eutanasia), “l’autonomia, per essere esercitata nella sua pienezza, richiede serenità di giudizio, fermezza d’animo, ridottissima emotività, informazione compiuta in merito al contesto in cui si deve assumere la decisione”. L'unico modo per tenere in piedi queste parole per un tempo superiore a quello della loro lettura è attribuire all'inciso "nella sua pienezza" questo significato estensivo: "in quei casi in cui la posta in gioco è talmente alta che bisogna essere sicuri che ogni decisione venga presa in maniera completamente autonoma". Uno di quei casi sarebbe appunto l'eutanasia.
Ma anche così non funziona. Suponiamo infatti di essere novelli sposi, e di voler avere un figlio. Ne va della vita di una persona: il caso mi pare rilevante. Mi pare proprio uno di quei casi straordinari. Ora, ignoro quale esperienza abbia Francesco D'Agostino al riguardo, ma a me è sempre risultato molto difficile, nei momenti decisivi, mantenere serenità di giudizio, fermezza d'animo, e soprattutto ridottissima emotività. Di autonomia ce n'era davvero pochina, in quei casi lì. Sicché è difficile qualificare come "autentica e affidabile" la mia volontà di avere figli. Avrei dovuto affidare a qualche superiorie autorità eticamente qualificata la mia decisione di far figli: non è un bel risultato.
(E per il resto - ed è in verità il punto rilevante - quest'idea che l'autonomia richieda la temperatura di zero gradi centigradi delle emozioni, che si è completamente autonomi solo quando le emozioni sono azzerate, cioè quando non si è più esseri umani, è veramente deprimente).
Postato da Azioneparallela | 10:17 | commenti
PubblicitÃ
Sul'ultimo numero di Reset, che è una gran bella rivista, compare, grazie a lui, un mio articolo. Di bello, oltre alla rivista, Reset ha anche questo sito.
(Di bello, il fascicolo attualmente in edicola della rivista ha molte cose. L'articolo in questione ha per titolo: "Esiste un terzo regno tra scienza e fede?", comincia con Ratzinger e finisce con Musil).
Postato da Azioneparallela | 08:59 | commenti
Eccesso di nuovismo
Ieri, su Il Mattino:
Postato da Azioneparallela | 00:02 | commenti (2)
Per una rivalutazione del governo Prodi, e Cesare Damiano presidente
"Oggi, se vuoi stare sui giornali e in televisione, devi fare il ministro dei beni culturali, perché se fai il ministro del lavoro non ti conosce nessuno".
(Sempre quel vecchio operaista di Tronti. Se però uno tiene conto che Prodi s'è trovato tra Rutelli e Veltroni..., viene da pensare che se a Veltroni andrà male toccherà a Giovanna Melandri. Finalmente una donna! E viene da pensare anche che la fine della prima Repubblica si poteva prevedere anche in base a questa sequenza finale: Carlo Vizzini, Vincenza Bono Parrino, Ferdnando Facchiano)
Postato da Azioneparallela | 10:36 | commenti (1)
Slogan
"Tutto il potere ai Soviet" è stata un’utopia.
Non vorrei che diventasse realtà “tutto il potere ai gazebo”.
(Non condivido molte cose di questo intervento di Mario Tronti, però la battuta non è malaccio. Tenuto conto che è del giugno 2007, aveva persino aspetti premonitori)
Postato da Azioneparallela | 10:25 | commenti
Agamben
L'intervista di Agamben apparsa ieri sul Manifesto è molto interessante. Segnalo un paio di cose.
La prima. Agamben sostiene che la politica è, oggi, governamentalità. Si pone cioè il problema del governo, della mediazione, della gestione razionale di uomini e cose, con conseguente primato del diritto e dell'economia su di essa. E conseguente deperimento della tradizione democratica, che riposa sul principio che "la politica è possibile se vi è da qualche parte un conflitto che non può essere mediato e governato". Come la democrazia riposi su questo principio, non è chiaro. Agamben dice che "si ha democrazia quando il sistema giuridico-politico si mantiene in relazione dialettica con un'esteriorità, che non può essere semplicemente esclusa". Tuttavia io capirei bene se dicesse "si ha politica", ma sarei più esigente su ciò che si deve intendere per "democrazia". L'esteriorità del potere costituente rispetto al potere costituito non mi pare di per sé sinonimo di democrazia. Che se poi qualcuno obiettasse ad Agamben: ma l'esteriorità c'è, il conflitto non mediabile c'è, è il terrorismo, la risposta sarebbe, a quel che leggo: no, il terrorismo è piuttosto la negazione dell'esteriorità e la dislocazione del conflitto (però dove? All'esterno... Voglio dire: i concetti formali con i quali Agamben ha definito la democrazia qui evidentemente non bastano).
La seconda. La seconda è solo la citazione della domanda che il giornale rivolge al filosofo: La sinistra, politicamente rappresentata di fatto dal solo Bertinotti, come può rispondere sul piano strategico a quello che lei chiama il problema della governamentalità? A quali riserve culturali 'buone' dovrebbe attingere?
Ora, leggetevi la risposta e ditemi voi quanto sia pertinente.
(Altre cose segnalerei: la risposta finale sulla Chiesa cattolica, ad esempio, che non mi riesce di condividere in nessun modo, ma anche l'idea - centrale, in Agamben - che oggi si applichino ai cittadini gli stessi standard di sicurezza un tempo applicati ai criminali recidivi. A me pare una semplificazione veramente eccessiva, se con ciò si vuole intendere che la mia condizione esistenziale non è nello spazio pubblico messa meglio di quanto lo fosse un tempo quella del criminale recidivo).
Postato da Azioneparallela | 10:01 | commenti (1)
Operazione veritÃ
Come ha sottolineato Galli della Loggia sul Corriere di domenica, il paese ha bisogno di una grande operazione di verità. Il direttore del giornale, Paolo Mieli, ha colto la palla al balzo, e intervistato questa sera da Antonello Piroso per Niente di personale, richiesto di esprimere un giudizio sulle cose dette da D'Alema all'Unità a proposito dell'eredità di Moro, ha esordito così: "Qui devo dare un giudizio più da storico che da politico".
Postato da Azioneparallela | 22:55 | commenti
Rovesciamenti dialettici
Ma niente affatto. L'ultimissimo stadio è linkare uno che linka uno che non ha niente da dire.
(E' nota la teoria secondo la quale nell'Accademia il professore si sceglie un assistente meno bravo di lui che proprio perciò potrà rimanergli fedele, e così di seguito fino al punto più basso in cui è chiamato a scegliere chi è così poco bravo da non avvedersi di avere scelto uno più bravo, e il ciclo ricomincia. Con le fregnacce intimiste può accadere lo stesso: diventano pubbliche, e prima o poi si imbatteranno in un psicologo, in un sociologo o peggo in un filosofo che scomoderà la Fenomenologia dello Spirito, per spiegare come sia questa l'ennesima incarnazione della "divina natura del linguaggio", che muta il più personale, soggettivo e idiosincratico nel più universale, oggettivo e pubblico).
Postato da Azioneparallela | 10:24 | commenti (6)
Sulla crisi finanziaria mondiale, i subprime e tutto il resto.
Se in casa anche a te arriva la pubblicità di quella Finanziaria il cui accattivante messaggio promozionale è: "Finanziamo i tuoi sogni", rifletti bene! Pensaci! E' scritto a chiare lettere! Non c'è trucco e non c'è inganno!
Finanziano i tuoi sogni. Infatti: soprattutto i tuoi sogni. E cioè: qualunque cavolata tu voglia fare o acquistare, loro ti finanziano. Il loro unico interesse è che tu ti indebiti.
Postato da Azioneparallela | 22:31 | commenti (1)
Considerazioni relative al relativismo
Prima parte.
Che poi se, come dice Massimo Introvigne, i nuovi relativisti si sono fatti aggressivi, se il problema è ancora la dittatura del relativismo, che cosa vuol dir questo se non che il relativismo si fa assoluto? E se così fosse, se il male non sta nel relativismo, ma nella sua dittatura, cioè nel suo farsi assoluto, non ne consegue che il problema è come lberarci dell'assoluto, e che il relativismo non se ne libera abbastanza? E invece no: il relativismo assolutizzato non va bene, si dice, dunque diamoci direttamente all'assolutismo. (Declino ogni responsabilità per il ridicolo comportato da simili espressioni)? E perché non darsi invece a un relativismo migliore, che relativizzi se stesso, ad infinitum? Oppure una roba del genere è impossibile? Poniamo pure che lo sia. Ma è (sarebbe) un'impossibilità puramente formale, da cui consegue solo che un assoluto - quale che sia - ci tocca. Dopo di che, che si fa: scegliamo quale assoluto ci tocca, quale demone regge i fili della nostra esistenza? Ma questo è Weber, non Ratzinger! Questo è relativismo puro!
Seconda parte.
Non resta che pensare che il relativismo assolutizzato non è un guaio perché assoluto, ma perché è un cattivo assoluto. Bisogna perciò avere già in cassaforte un vero assoluto buono per criticare il falso assoluto. E in effetti così si pensa, da gran tempo: dal tempo in cui gli dei (al plurale) si son scoperti "falsi e bugiardi". Chiedete però a chi ha il vero assoluto come sia possibile che se ne costituisca uno falso, che di assoluti ve ne siano due (o più di due), che quello vero non sia così evidentemente vero da farsi valere da sé, e vi dirà (con la giusta enfasi): la libertà! Ma la libertà non è quella cosa per cui si sceglie quale assoluto ci tocca, quale demone regge i fili della nostra esistenza? No, vi si dirà per parare il colpo, la vera libertà. Cioè quella libertà che, a conti fatti, sceglie il vero assoluto (e che cioè più che scegliere viene scelta): l'altra, quella che sceglie il falso assoluto, non è vera libertà (eh, già). Ma si può scegliere fra la vera e la falsa libertà? Oppure c'è là un mistero imperscrutabile (oppure un altro regresso ad infinitum)? Un mistero imperscrutabile (il regresso fa un po' orrore a tutti, ed è decisamente relativistico). Sicché, alla fine della fiera, la critica (razionale, si dice) alla dittatura del relativismo si fonda su un mistero imperscrutabile.
P.S. Per iniziati: nessuno dei termini qui in gioco: assoluto, relativo, vero, falso, libertà, scelta, è usato in un senso per me filosoficamente accettabile. Ma quesa è un'altra storia.
Postato da Azioneparallela | 09:34 | commenti (3)
Premio per il peggior guazzabuglio parafilosofico del mese
Per controbilanciare l'evidente laicismo del post precedente, vi segnalo anche la paginata di Scalfari sul peccato originale, in cui campeggia senza dimostrazione alcuna, ma in compenso con vasto affresco di parole, la tesi (in sé e per sé dall'antico lignaggio) che il peccato è la soggettività. O meglio: Scalfari crede di avere dimostrato la sua tesi con l'affermazione che l'uomo, a differenza dell'animale, è capace di pensare (e connesse variazioni sul tema), ma è davvero un peccato che non faccia quasi nulla per darcelo a credere.
Interessante è comunque leggere la conclusione, in cui, dopo avere spiegato che gli animali, purtroppo per loro, posseggono solo istinti primari e ripetitivi Scalfari "ripete ancora una volta" che il peccato originale è la soggettività. Lo ripete, appunto.
Postato da Azioneparallela | 16:47 | commenti (6)
Evidenze
"Il governo spagnolo ha varato leggi che negano l'evidenza della natura e della ragione": così dice al Corriere il cardinale Antonio Canizares, primate di Spagna, arcivescovo di Toledo.
Ora, il fatto è che la filosofia ha qualche problema non con l'evidenza della natura o con quella della ragione, ma proprio con l'evidenza in generale. Da cosa infatti sarebbe contraddistinta l'evidenza e come ne avremmo notizia? Forse da qualche segno, per cui essa è evidente? Ma se è così, allora non è più un'evidenza. Se è per l'interposta mediazione di un segno che è evidente, allora l'immediatezza dell'evidenza è bell'e rovinata. E se è invece non è contraddistinta da nulla, allora v'è alcun segno per cui essa è evidente. Essa è dunque tanto vera quanto è vero ciò di cui non si ha alcun segno o notizia che sia vero. Se poi si vuole che l'evidenza si imponga da sé, allora non si dia pena il cardinale: si imporrà da sé. Oppure la si vuole imporre?
Postato da Azioneparallela | 16:29 | commenti (2)
La proposizione perfetta/7
"Chiedere se il mondo abbia senso è altrettanto stravagante e assurdo che chiedere se abbia sapore"
(qui i link alle altre proposizioni perfette)
Postato da Azioneparallela | 18:49 | commenti (4)
Scanner cerebrali e istituzioni democratiche
"Al solito, il problema è politico. Perché però il problema sia politico non è facile vederlo. Si parla, infatti, di tutt’altro: di scienza e cervello, percezioni e neuroni. Ma andiamo con ordine e cominciamo dalla notizia".
La notizia, naturalmente, è ripresa su Left Wing, con tanto di commento ed il perché io, con questa cosa qua della scansione del cervello, io la butto in politica.
Postato da Azioneparallela | 00:01 | commenti (1)
Donne
Donna è per esempio Hillary Rodham Clinton, in corsa per la nomination del partito democratico, in America, e donna è Ingrid Betancourt, in mano ai guerriglieri delle Farc dal febbraio del 2002, in Colombia. Donna è per esempio Eugenia Roccella, portavoce del Family Day, che non vuole modificare la legge 194, ma adeguarla, che diamine, quello sì, e donna è anche chi, a Napoli, si è vista arrivare in ospedale le forze dell'ordine, per verificare con i bruschi metodi della polizia giudiziaria il rispetto della legge. Donna è la top model che sfavilla sulla copertina delle riviste di tutto il mondo, ma donna è anche il viso malinconico che si cela dietro un impenetrabile burqa. Donna è l'imprenditrice di successo, e donna è anche la telefonista del call center. Donna è la ragazza che ama il piercing, e donna è anche la bambina che deve subire la pratica dell'infibulazione. Donna, insomma, si dice in questi e in moltissimi altri modi. E non tutti sono da valorizzare. Non, per esempio, i modi in cui si sta giungendo alle candidature al femminile. Che a volte non riescono a liberarsi dai cliché più vieti, con la conseguenza che in lista spuntano le segretarie, le figliole e le belle ragazze. Che la colpa sia anzitutto della mai abbastanza deprecata legge elettorale, capace di trasformare le elezioni in più burocratiche nomine, è dimostrato dal fatto che nell'universo maschile le cose non stanno andando molto meglio. Per quel che comunque è dato capire sinora, non stiamo per assistere alla nascita del primo Parlamento rosa della storia della Repubblica. Il Partito democratico vanta infatti la ragguardevole cifra del 35% di candidate, ma poiché le posizioni in lista sono spesso di rincalzo, è ragionevole attendersi che la percentuale di parlamentari donna sarà di gran lunga inferiore. È presto per dire cosa accadrà nel Pdl, ma dietro la vetrina di qualche bel volto televisivamente accattivante, e in attesa di verificare la «presenza importante» di cui parlano i leader (tutti maschi), è complicato immaginare come la cultura del centrodestra riuscirà a prestare una particolare attenzione per il pensiero femminile, la differenza sessuale, e insomma per le donne a Montecitorio. Però celebreremo l'8 marzo. E il miglior modo per celebrarlo, è anzitutto quello di guardare a quella parte di mondo nella quale la condizione della donna è ancora oggetto di pesanti discriminazioni. In tempi di relativismo culturale, questo è un sicuro criterio per orientarci fra i diversi sistemi di vita e di governo: è migliore quel paese nel quale le donne godono degli stessi diritti degli uomini. E troppi sono ancora i luoghi in cui questo non accade. Dopo di che, occorre guardare anche in casa nostra. Dove non mancano i riconoscimenti di principio, ma mancano di sicuro i riconoscimenti di fatto - come la vicenda delle candidature sta ancora una volta dimostrando. E dove soprattutto impera una straordinaria pigrizia culturale, per la quale si possono facilmente riconoscere, com'è doveroso, le uguaglianze di legge, le pari opportunità, l'eguale dignità, perfino le quote rosa, e insomma tutto quanto il diritto è in grado di garantire formalmente, a condizione però di non dover rivedere i ruoli, le figure, gli ordini simbolici dentro i quali pensare la figura femminile. E a proposito di ordini simbolici: nel Simposio, Platone racconta che gli dei, temendo la forza e l'animosità dei nostri progenitori, pensarono bene di segarli in due, creando così con il taglio le due metà, l'uomo e la donna. Perciò essi si cercano: per completarsi a vicenda. Ed è così che ancora credono gli uomini, che le donne siano solo il loro completamento. Gli uomini in generale lo pensano, e i leader politici in particolare, che infatti con le donne «completano» le liste. Ma le donne non sono e non vogliono essere un mero complemento. Vogliono essere una cosa differente: ogni volta, a modo loro. E che riescano a esserlo, vi sia o no un denominatore comune tra i molti modi di essere donna, è il miglior augurio che si possa fare loro. (Il Mattino)
Postato da Azioneparallela | 15:04 | commenti (3)
Il Padreterno
Com'è, come non è, sta il fatto che è lì che mi sento veramente arrivato. Il giornalismo, invece, è relativo. E' quando sto in cattedra o correggo una tesi e ho a che fare con gli studenti, che m sento veramente un padreterno.
Detto ciò, l'articolo di oggi su Il Mattino io ve lo segnalo lo stesso. Ma cosa volete che importi: oggi arrivo a Cassino e ho lezione. L'ultima.
(Dimenticavo: il padreterno, o quello che almeno si sente tale è un povero professore a contratto, che ha con l'università un rapporto assolutamente contrario, ahilui. E' Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera. Quando vuole, pur tenuto conto del fatto che a lezione io a mia volta mi sento il Verbo, sono disponibile a scambiare i rispettivi ruoli).
Postato da Azioneparallela | 04:56 | commenti (2)
Questioni di estetica
"Papà, guarda che cosa riesco a fare con la mia creatività!".
Enrico, 4 anni e mezzo, dopo avere utilizzato il programma Paint, ed avere così inteso porre il problema fondamentale dell'arte contemporanea.
Postato da Azioneparallela | 18:59 | commenti (2)
Sintesi
Gustavo Zagrebelsky, giurista, scrive un libro, Contro l'etica della verità (che non ho letto e di cui nulla so). Umberto Galimberti, filosofo, recensisce su Repubblica. E spiega: un conto è la verità definitiva, assoluta, un conto sono le verità sempre parziali, sempre suscettibili di essere riesaminate e riscoperte. Un conto è la conoscenza, un conto è la fede. Un conto è l'intelletto, un conto è la volontà. Un conto è la norma universale, un conto sono le situazioni particolari. Poi conclude: "Quando i cristiani e in generale tutti i detentori di una presunta verità assoluta riusciranno a convincersi che la politica e l'etica civile che ne deriva non sono la semplice applicazione delle proprie radicate fedi e convinzioni, ma mediazione tra fedi, convinzioni, opinioni, norme e concrete situazioni?".
Sono 8.808 caratteri: spero abbiate apprezzato la sintesi. Per mia parte aggiungo: un conto sono gli articoli di giornale, e va bene, un altro però è la filosofia. Per la quale non c'è termine su cui qui s'è fatto conto che non faccia problema. Problema, in particolare, nello starsene di qua mentre il dirimpettaio se ne sta di là. (Oppure voi sapete tracciare con nettezza la linea? E soprattutto sapete chi, tra i due termini opposti, la traccia?). Ma anche il cristiano. Mi metto nei suoi panni: nel venerdì santo, di quale verità assolute e definitive disponeva? E nel sabato santo, di quale verità assolute e definitive disponeva? E perfino la domenica, di quali verità assolute e definitive disponeva? Credeva, ma fino a un certo punto (al lunedì per esempio aveva ancora qualche dubbio), che Gesù fosse risorto. Ma che questo significasse per lui ciò che Galimberti intende per verità assoluta e definitiva ce ne corre. (Però d'accordo: è un'obiezione da fare anzitutto a Ratzinger).
Postato da Azioneparallela | 10:18 | commenti (4)
Bronci
Ora che ci andrete, noterete in alto le parole:. "Non si può fare il broncio ai propri tempi senza riportarne danno". Sono di Robert Musil, e Azioneparallela, che di Musil è figlio, non può non rallegrarsene.
Potete andarci dal banner in alto a destra: Babele è la community della Fondazione ItalianiEuropei, sulla cui piattaforma prima o poi atterrerà questo blog, per ora linkato. Oggi alle 12 presentazione del nuovo sito e dell'ultimo numero della rivista.
Postato da Azioneparallela | 11:09 | commenti
Ingerenze
Io non credo che sia facile la convinvenza nel partito democratico tra laici e cattolici. Me lo auguro con tutto il cuore, ma non sarà facile, almeno finché le continue ingerenze di parte cattolica continueranno ad avvelenare il clima. I teodem sembrano troppo restii ad accettare le regole democratiche di un partito che deve tenere conto non dirò degi appetiti, ma almeno delle esigenze di ciascuno.
Prendete ieri. Sono nei pressi di Piazza Farnese, a Roma. Sono le tredici e quaranta. Ho dieci minuti di tempo per mangiarmi un trancio di pizza. Entro in una bottega del pane, o qualcosa di simile, e adocchio una focaccia imbottita con formaggio, salame e insalata verde. E' il mio turno. Non ne faccio una questione di valori non negoziabili, sono anzi nel negozio per pagare, ma vorrei poter esprimere democraticamente la mia preferenza, quando alle spalle una signora dalla biancha chioma s'intromette, e senza alcun rispetto per la civile convivenza nell'esercizio commerciale ordina. E ingerisce pure.
E non vuoi che sia la senatrice Binetti?




