Pietanze
L'articolo di cui sotto:
Postato da Azioneparallela | 22:17 | commenti (10)
Il Pd diviso sulla trincea della laicitÃ
Sul Mattino, ore 14. (Che nelle mie intenzioni la divisione doveva passare anzitutto nella cosa radicale, e la laicità non doveva essere una trincea)
Postato da Azioneparallela | 06:10 | commenti
Daniel Mendelsohn
"Al Museo dell'Olocausto di Washington hanno allestito un carro bestiame, simile a quello su cui deportavano gli ebrei. La gente ci sale su, poi va a prendere un'insalata di pollo alla caffetteria attigua e sospira: "Ora ho capito cosa è successo agli ebrei". E' disgustoso. D'altra parte, perché stupirsi? L'Olocausto non è un'esperienza americana. Tutto quello che noi sappiamo è di seconda mano". "Non sono tra coloro che pensano che la poesia sia finita dopo Auschwitz, credo semmai che l'arte sia il modo più discreto e incisivo per esplorare l'inesplorabile. Vuoi sapere cosa significa sopravvivere allo sterminio del tuo popolo? Leggi la storia di Noè. Vuoi comprendere cosa significa ammazzare un fratello? Per questo c'è Caino e Abele. Vuoi sapere perché la gente volla lo sguardo al passato? Rifletti sulla moglie di Lot".
"Io prendo dannatamente sul serio la civilizzazione. Per molti è insopportabie che molti la ritengano un gioco". "L'intricatezza della prosa è un riflesso dell'ossessione per l'oralità. Una cosa ereditata dai classici,da Omero a Erodoto. Loro ti insegnano che quando racconti una storia sei tenuto a fermarti, spiegare, fare un passo avanti e un paio indietro". "Sapevo che la differenza tra una storia interessante e una storia trascurabile equivale alla differenza che c'è tra letteratura e cronaca. Non è detto che un fatto vero esprima alcuna verità. E talvolta la verità ha bisogno dell'immaginazione per affermarsi".
Daniel Mendelsohn a colloquio con Alessandro Piperno, sul Corriere di oggi. Non online (credo). Sono così vicino a questo modo di intendere la letteratura, che mi son preso la briga di copiare. Direi solo che se per capire il significato profondo di questo o di quello c'è differenza fra il salire sul carro bestiame e il leggere di Caino e Abele e perché solo nel secondo caso si comprende almeno quanto non si comprenda, mentre nel primo si comprende tutto (quello che è comprensibile), e perciò non si comprende affatto.
(Il libro di Mendelsohn che dà occasione alla conversazione è Gli scomparsi).
Postato da Azioneparallela | 15:26 | commenti (5)
L'importante è esagerare
In filosofia, s'intende, dove "every justified exaggeration is no longer an exaggeration". Il libro di Alexander Garcia Düttmann, Philosophy of Exaggeration, dedicato alla filosofia continentale sembra, a giudicare dalla recensione, assai interessante. E io l'avrei anche acquistato, se il prezzo non fosse stato, francamente, esagerato
Postato da Azioneparallela | 16:36 | commenti
Eugenetica
Non so come prendere la notizia. Per me, è eugenetica. Per me, bisogna porre un limite al progresso scientifico e tecnologico. Per me, l'ingiustizia nei confronti di chi non potrà beneficiare dei risultati della ricerca è intollerabile. Per me, la natura non può essere sfidata così impunemente. Per me, che ho preso pubblicamente decisioni irrevocabili, è un vero affronto. Finirà che mi sentirò discriminato. Per me, certe scoperte possono metterti veramente di cattivo umore per l'intera settimana.
Postato da Azioneparallela | 15:13 | commenti (2)
L'antropologia: un vademecum
L'antropologia. L'antropologia di Veronesi. Francesco D'Agostino, su Avvenire, spiega che l'antropologia riduzionista di Veronesi non va. Non se sia o non sia cattolico, ma proprio l'antropologia. Voi capite che la richiesta è intellettualmente onesta ma molto, molto esigente. Purtroppo D'Agostino non chiarisce quale antropologia o quali antropologie invece gli vadano bene. A meno che non voglia dividere il campo in riduzionisti da una parte e non riduzionisti dal'altra (starebbe in compagnia con i neo-pagani, ad esempio), il problema è serio. D'Agostino deve aiutarci: quante antropologie distingue, e quali vanno bene? Escluso infatti che gli vada bene solo quella cattolica (alrimenti torniamo a candidati cattolici e non cattolici), diviene necessario procurarsi un manuale di antropologia e scienze umane a titolo di vademecum elettorale.
(Ignazio Marino non ha obiezioni antropologiche da muovere a Veronesi; Luigi Manconi ha un bel modo di difenderlo).
Postato da Azioneparallela | 09:31 | commenti
La proposizione perfetta/6
"Se di qualcosa non sapete dar ragione, allora dite che questo qualcosa è la ragione di tutto".
(Le altre proposizioni perfette: la quinta. Qui i link alle altre quattro)
Postato da Azioneparallela | 19:59 | commenti (4)
Il testo
Postato da Azioneparallela | 15:19 | commenti (6)
Ma perché dovrei occuparmi di filosofia?
Problema tra i massimi di cui si debba preoccupare chiunque sia impegnato con il Ministero nel definire gli sbocchi occupazionali e i profili professionali e le abilità e le capacità e le competenze e questo e quello. Leiter Reports segnala come metta la cosa il Dipartimento della Victoria University di Wellington, che per attirare un po' di studenti ricorda un certo numero di laureati famosi in filosofia, da Bill Clinton e Papa Giovanni Paolo II (ne vene che in materia di etica sessuale lo studio della filosofia non ti influenza univocamente) Woody Allen e Bruce Lee (ne viene che anche il vostro destino cinematografico può prendere le vie più diverse). Poi ci sono le definizioni di cosa sia la filosofia (un movimiento lento), e infine le abilità:
» look at issues from multiple points of view
» solve problems
» think logically and critically
» think independently and creatively
» synthesise information and identify main points
» consider pros and cons of an idea
» identify mistakes in reasoning
Insomma, un buon blog.
Postato da Azioneparallela | 09:58 | commenti (1)
L'anagrafe e la politica
Su Il Mattino. Dopo le 14 lo metto qui.
Postato da Azioneparallela | 08:37 | commenti (5)
Da un secolo all'altro
Postato da Azioneparallela | 17:55 | commenti
L'anima e la sua plausibilitÃ
L'ultimo libro di Vito Mancuso, L'anima e il suo destino, ha venduto decine di migliaia di copie o forse più. In questa pagina, trovate le più significative e per dir così ufficiali stroncature teologiche, quelle della Civiltà Cattolica e dell'Osservatore Romano, nonché la bella replica dell'autore alla prima delle due (la seconda replica è attesa). Ora non ho il tempo di linkare altre cose interessanti sul'argomento, ma vi linko, almeno, l'articolo che ho dedicato al libro su Left Wing, che comincia con domande come queste:
“Com’è possibile che tutta l’immensa vicenda umana dipenda da un singolo evento? Ma Dio, il Padre di tutti gli uomini, non avrebbe potuto trovare qualcosa di più chiaro e di più sicuro per aiutare i suoi figli […]? E soprattutto, non avrebbe potuto trovarlo prima, visto che la resurrezione è avvenuta solo duemila anni fa?”.
Domande non mie, di Mancuso.
Postato da Azioneparallela | 06:30 | commenti (1)
Endorsement
Mi fa piacere sapere, grazie a Malvino, che Clinton legge Azioneparallela, o almeno i suoi ultimi post.
Postato da Azioneparallela | 23:47 | commenti (1)
Quando la mia esistenza è priva di passione ammutolisco, e la fonte non zampilla
Gli zampillii di Heidegger, di cui s'era tentato di dare notizia qui, sono tradotti in italiano, nel carteggio voluto dalla nipote di Elfride Heidegger. Li presenta Franco Volpi sul numero di Panorma in edicola (online solo per utenti registrati). (Altra segnalazione, qui). (A suo tempo)
Postato da Azioneparallela | 09:57 | commenti
Novecento senza aborto
Postato da Azioneparallela | 00:59 | commenti (21)
Habemus articulum
Con titolo, L'aborto e la coerenza, del quale ringrazio il giornale (anzi, già che ci sono, ringrazio pure il Direttore:
Postato da Azioneparallela | 14:38 | commenti (10)
Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, proposizione 6.43
"Il mondo del febbricitante è altro da quello del non febbricitante"
Postato da Azioneparallela | 09:23 | commenti (3)
L'attesa
In attesa di poter riprodurre qui l'articolo apparso oggi su Il Mattino, aggiungo tre considerazioni. La prima, in risposta al commento lasciato sotto da SchwarzWelf (grazie):
Postato da Azioneparallela | 09:18 | commenti
Zeitgeist
Ho ascoltato la trasmissione veritativa di cui sotto, e ne scriverò. Due cose, intanto:
io non sono riuscito a capire perché se l'aborto è un omicidio non è un omicida chi lo commette. Da qualche parte, sospinto pure dallo spirito del tempo e dalla cultura della morte e dal vento dell'ideologia, da qualche parte un omicida in carne ed ossa dovrà pur esservi, o no?
prendendosela con la cultura del suo tempo, che lo ha reso mascalzone tre volte (la cultura del tempo, a lui: è un liberale coi controfiocchi!), ha detto che quando lui era giovane vigeva qesta cultura deresponsabilizante per cui, ma sì, ti dicevano: iscriviti a Filosofia tanto poi un lavoro lo troverai sempre.
Ah, è così? Perciò s'è iscritto (ma s'è iscritto)? Almeno non sono nichilista come lui. Io ho deciso il 3 novembre, due giorni prima che scadesse il termine regolare di presentazione delle domande, perché mi si consigliava esattamente il contrario: iscriviti a Legge, fai il notaio. E poi nel tempo libero ti occupi di Filosofia.
Questione di Zeitgeist
Postato da Azioneparallela | 16:28 | commenti (31)
Annunciazione!Annunciazione!
Mi giunge notizia che oggi pomeriggio la RAI - Radio Televisione Italiana ospiterà, in via del tutto eccezionale, una clamorosa, forse impossibile, comunque imperdibile trasmissione veritativa.
Postato da Azioneparallela | 12:16 | commenti (2)
Eh sì
E' online il nuovo sito del Foglio. Che è bellissimo, perché regala le foto segnaletiche dei Foglianti, cioè di redazione e collaboratori (credo). Ci sono quasi tutte, le foto. L'unico però che ha dato effettivamente la foto segnaletica, quella che ti fanno in Questura, spalle al muro, è il Direttore.
Postato da Azioneparallela | 00:36 | commenti (1)
Abuso d'ufficio
Oggi niente lezioni.
Postato da Azioneparallela | 05:46 | commenti (6)
Ore 15.41
La scelta di PD e PDL di correre da soli, alle ore 15.41 di oggi significa che candidati alla Presidenza del Consiglio saranno:
Bertinotti, Veltroni, Berlusconi, Tabacci, Casini, Mastella, Ferrara, Santanché. Non so cosa abbiano deciso Boselli e Bonino.
Postato da Azioneparallela | 15:42 | commenti (1)
Punteggio CEI
In piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia: no. Distesi, nudi, guardandosi negli occhi: sì. Assegnando alla prima circostanza il punteggio 0, e alla seconda il punteggio 100, il lettore consideri tutti i possibili casi intermedi e assegni il relativo punteggio.
(Altre variazioni sul tema vanno considerate frutto del demonio e riceveranno pertanto un punteggio negativo)
Postato da Azioneparallela | 11:02 | commenti (7)
Con la febbre, si sa, non si è lucidi abbastanza
Postato da Azioneparallela | 10:53 | commenti (4)
Natura: cosa non si fa in tuo nome
Mi ha molto colpito l'articolo di Telmo Pievani. Con la cui chiarezza non posso competere, ed è per questo che mi sembra già di avere torto, nelle piccole osservazioni che esporrò. Pievani dice: l'evoluzionismo che dobbiamo a Darwin è "la possibilità di concepire le origini di Homo sapiens in termini esclusivamente naturali, cioè prescindendo da cause extrabiologiche o finalistiche". Pievani spiega che possibilità non significa necessità; aggiunge che una tal possibilità non impedisce a nessuno di "credere a ogni sorta di entità immateriale"; precisa che è "la possibilità laica del naturalismo: pensare la specie umana come un'innovazione storica nella famiglia dei primati, come il frutto di un'evoluzione biologica e culturale unica e non trascendente, e proprio per questo capace di assumersi le proprie responsabilità e di darsi regole etiche e sociali di convivenza anche senza ricorrere a un fondamento sovrannaturale".
Perché mi ha colpito. Perché Pievani non sembra avere il minimo dubbio che o si è sovrannaturalisti, o si è naturalisti nel senso della scienza moderna della natura. Non sembra sospettare minimamente che una concezione non trascendente di una qualunque cosa non è necessariamente una concezione scientifica di quella cosa. Né spiega perché una concezione pienamente laica del vivente debba essere necessariamente una concezione scientifica del vivente. Io poi penso persino che sia possibile avere una concezione pienamente laica del divino, sicché ho difficoltà a seguire Pievani in queste equivalenze, per il quale - a quanto pare, ma forse mi sbaglio - laico, naturalistico e scientifico sembrano dire il medesimo ed essere sostituibili l'uno all'altro. (E per il quale c'è pure una "capacità" etica e sociale dell'uomo naturale che però ben difficilmente la scienza moderna della natura può fondare).
Naturalmente, la scienza moderna della natura è stata un potentissimo e molto salutare fattore di laicizzazione della società. Io per questo ne penso ogni bene. Ma appunto ne penso: non smetto di pensare (non che Pievani smetta, non lo so: è solo che volevo tranquillizzare Galli della Loggia)
Postato da Azioneparallela | 10:51 | commenti (12)
Soprannumerario
Ospite a Sora lo scorso anno, Ermanno Cavazzoni spiegò tra l'altro: lo scrittore è un animale solitario. Non si muove in branco, in gruppo. Non funziona, ad esempio: sei scrittori andarono a cena alla Taverna dell'Agnello. A cena, gli feci presente che non funziona neppure coi filosofi. E ora ne traggo conferma. C'è stato un bel congresso dell'American Philosophical Association - riferisce Philosophy now - e il figlio novenne di uno dei partecipanti ha scritto (libero adattamento): è stato orribile, c'erano 2000 filosofi che dicevano cose strane, molti avevano la barba e non ridevano mai.
Duemila. Duemila filosofi che pranzano, vanno al bagno, mettono cappotto: l'inensatezza è palese. Fare un mestiere per il quale anche solo uno in più ti fa sentire soprannumerario è veramente dura.
P.S. (Io, però, sarei uscito in giardino a giocare a pallone con mio figlio, per riscattarmi ai suoi occhi. Un giardino ci doveva essere per forza)
Postato da Azioneparallela | 09:43 | commenti (3)
La meglio gioventù
Troppo facile. Siccome si sa che le biografie dei candidati alla Casa Bianca vengono rivoltate come un guanto, Obama ha giocato d'anticipo e confessato che lui, da giovinotto, ha fatto uso di marijuana, alcol, e a volte persino cocaina. Testimoni dell'epoca confermano tuttavia che la droga non ha giocato alcun ruolo importante nella sua vita. Ma i cronisti del New York Times sono veri segugi, a loro non la si fa, e così, scavando ben a fondo nel suo passato, hanno scoperto che Obama, durante gli anni del college, sembrava interessato a pensatori come Nietzsche, Sartre o Freud.
Nietzsche, Sartre o Freud!. A me pare evidente che il tarlo del nichilismo stia per divorare il cuore dell'America.
(Però, capirai: si fosse entusiasmato per Kant o per Hegel, tanto di cappello. Ma un giovinotto che si interessa a Nietzsche si trova facilmente anche in provincia di Frosinone).
Postato da Azioneparallela | 18:51 | commenti (5)
Comincia la campagna elettorale
E io appunto queste parole: "La forma più deleteria di giornalismo è quello della previsione" (David Remnik, direttore del New Yorker, intervistato sul Magazine del Corriere).
Postato da Azioneparallela | 09:53 | commenti
Tutti i filosofi di Ratzinger
Non è vero che Ratzinger è oscurantista. (In effetti, per Giuliano Ferrara, è addirittura neoilluminista). Per il vaticanista Andrea Tornielli (Tutti i filosofi di Ratzinger, Il Giornale, 7 febbraio) Ratzinger "ha sempre mostrato una grande libertà e curiosità nel confrontarsi con le opinioni espresse dai filosofi": sono i docenti della Sapienza firmatari della lettera contro Ratzinger (e accecati dall'ideologia, suppongo: perché stupidi non sono) a non comprendere il pensiero papale.
Che son cinquant'anni che sta in questi termini: Pascal ha torto. "Il Dio della religione e il Dio dei filosofi coincidono pienamente", anche se il primo "aggiunge qualcosa" al secondo. (Peccato: un'inezia, un'incollatura, e c'ero anch'io). In verità, nel corso del suo stesso articolo, l'ottimo Tornielli tramuta, senza segnalare (o vedere) la differenza, la piena coincidenza in compatibilità, ma non fa nulla: non è questo il punto. Il punto è che la sintesi fra fede biblica e spirito ellenico (sintesi il cui frutto è la concezione cristiana di un Dio che è Ragione - come prima, solo con la maiuscola - ed Amore - cioè l'incollatura), "quella sintesi fu non solo legittima, ma necessaria".
Necessaria. Ora, come stiano precisamente le cose tra Atene, Gerusalemme e Roma (in rigoroso ordine alfabetico), io non lo so. So però che questa affermazione parla al più, a voler tutto concedere, a voler abbracciare senza incertezze il cristianesimo di Ratznger, di una necessità per la fede cristiana, non certo di una necessità per la filosofia. (Altrimenti, rinuncio a non sapere e domando dimostrazione). Il Dio cristiano si staccherà pure dalle nebbie del mito grazie al rapporto con la filosofia ellenica, ma - mi si perdoni - son problemi suoi.
(Sul resto dell'articolo conviene sorvolare. Tornielli non sembra preoccupato del fatto che usare la parola ragione non significa granché, quanto al fatto che davvero si ragioni. E' entusiasta della scoperta che questo papa legga i filosofi, e non sa porre domanda alcuna sul modo in cui li legge. Chiama infine curiosità il fatto che il professor Ratzinger sapesse pescare di qua e di là, e non dà un nome alla cosa più importante, al fatto cioè che il pescato finisca sempre nella stessa rete,già comodamente predisposta).



