Auguri
Questo blog resta chiuso ancora per un bel pezzo, e il suo autore non ha molta voglia di riprenderlo. Magari l'anno prossimo.
Auguri
Postato da Azioneparallela | 11:37 | commenti (9)
Chiusura per un po'
Statemi bene
Postato da Azioneparallela | 10:46 | commenti (1)
Dai all'ateo una chance
Grazie a Luca Sofri, mi sono guardato lo spettacolare "bilancio del culto dell'ateismo" redatto da Francesco Agnoli. E mentre mi leggevo la valanga di morti di cui s'è reso responsabile l'ateismo - denominatore comune, secondo Agnoli, e causa prima di tutte le turpitudini figlie della Rivoluzione francese -, mentre così leggevo e mi domandavo, assunto l'abito storico di Agnoli, di chi o cosa fosse figlia la Rivoluzione francese, e conseguentemente anche di chi nipote e bisnipote, mi sono ricordato che dopotutto la divisa del direttore del giornale è l'ateismo devoto: e allora, mi son detto? Come la mettiamo? Ma l'ateismo devoto - mi son subito risposto - è quella spece di ateismo il quale, di fronte a un simile bilancio, pensa che l'unica è fare finta che Dio ci sia. E quindi tutto torna.
Solo che c'è un'altra specie di ateismo, al quale è difficile mettere in conto tutti i morti messi da Agnoli sul conto di quanti hanno preteso di sostituirsi a Dio, perché un simile ateismo non nega solo la guida divina, ma nega pure che nella guida ci si debba sostituire a Lui. Di questa variante Agnoli non dice nulla, e non capisco perché.
Eppure è ben incarnata dalla democrazia (che però non saprei ben dire di chi è figlia, escluso che si tratti della Rivoluzione francese, e incerto come sono tra Donoso Cortes e Louis de Bonald).
Postato da Azioneparallela | 12:41 | commenti (2)
Nozze gay
D'Alema al Corriere è sembrato ieri in piena svolta religiosa, se non clericale. E s'è attirato un bel po' di critiche. Oggi sull'Unità tutto viene prestamente ridimensionato, per fortuna.
Io però: mi va bene il PACS il DICO il CUS ma, pace con chi s'offende, resto favorevole alle "nozze gay".
Postato da Azioneparallela | 11:23 | commenti (3)
Contributi alla ricerca
Qui a destra il banner sul libro che dovete acquistare l'avete visto, neh?
Postato da Azioneparallela | 11:07 | commenti (2)
Recensioni super-ontiche
Emanuele Severino recensisce i Contributi alla filosofia di Martin Heidegger, apparsi finalmente (ma non era un'impresa facile) in italiano, grazie alla cura di Franco Volpi (quanto alla traduzione: il volume che un amico troppo generoso mi ha regalato, risulta tradotto dalla sola Alessandra Iadicicco, ma è un incredibile errore dell'editore, Adelphi, che dovrà correggere le ulteriori tirature, perché a tradurre sono stati tutti e due, Volpi e Iadicicco).
Per Severino, il punto è: vi sono verità eterne, sì o no (verità, principi, enti)? Lui dice di sì, Heidegger dice di no, e quindi va rubricato sotto l'etichetta: "follia estrema". Ciononostante, e in attesa delle determinazioni del mio heideggerologo di fiducia (che ci sta scrivendo un libro sopra), a proposito della citazione di Essere e Tempo nell'articolo di Severino ("Che ci siano verità eterne potrà essere concesso come dimostrato solo se sarà fornita la prova che l'Esserci era è e sarà per tutta l'eternità"), osserverei quanto segue:
Severino scrive su un giornale, capisco dunque che della parola Esserci debba offrire una traduzione per il volgo, e che quindi dica: l'Esserci è l'uomo. Ma poiché Heidegger scrive "Esserci" proprio perché non vuol scrivere "uomo", e poiché la struttura d'essere di questo benedetto Esserci è di essere-nel-mondo, e poiché infine si tratta per Severino della domanda se vi sia qualcosa di eterno oppure no, sarebbe stato meglio sostituire "Esserci" con "mondo", e chiedere che si dia la prova che "il mondo [e con mondo non si intende il pianeta Terra, ma qualcosa come il tutto, posto che anche questa parola possa essere usata così impunemente] era è e sarà per tutta l'eternità". Messa così, si può anche concedere ad Heidegger che certo egli non era in dubbio circa la possibilità di fornire la prova in questione, e che doveva considerare abbastanza insensato domandare se il mondo, cioè il tutto, cioè quella cosa che precede immemorabilmente la domanda sulla sua durata o sulla sua eternità, e quindi anche - purtroppo per lui - il domandare di Severino, sia eterno oppure no.
Se infatti il mondo precede (en philosophe direi: il mondo è la precedenza), ciò non vuol dire ancora che non proviene dal nulla (o che finisce nel nulla). Dire che il mondo precede non significa affatto dire che è eterno, e non significa affatto autorizzare l'interpretazione in senso cronologico o logico di questa precedenza. (E anzi, se fosse eterno nel senso di 'non proveniente dal nulla', lo spazio di pensabilità dentro il quale verrebbe fatto cadere il mondo con la domanda, la possibilità alla quale sarebbe esposto potendo/non potendo provenire dal nulla, precederebbe il mondo).
Se si è capito sin qui, si capirà perché Heidegger, interrogato sulla cosa, disse che per lui Severino era un super-ontico, che era una presa di sitanza non da poco per il pensatore della differenza ontologica. (Definizione grossolana e scherzosa di super-ontico: uno che pensa che intorno all'essere, alla verità e al mondo si possa, e si debba, rispondere con un sì o con un no).
Postato da Azioneparallela | 11:05 | commenti (1)
Buone notizie dal mondo della ricerca
Buone notizie dal mondo della ricerca. Non mi riferisco certo all'articolo che il Corriere dedica ai ricercatori, che sono anzi sottopagati e precari, ma allo studio sulla tombola condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche, di cui, sempre oggi, il Corriere dà conto. Mi scuso se oltre al link metto questa volta anche il titolo dell'articolo, ma occorre dare ad esso il giusto rilievo:
Gli scienziati studiano la tombola: per vincere bisogna avere 6 cartelle.
Come spesso accade quando la notizia è forte, il titolo tuttavia forza un po' il contenuto dell'articolo di Lorenzo Salvia (che purtroppo non conosco, ma che desidero ardentemente conoscere). Il quale infatti scrive, più prudentemente: "Con le sei cartelle in fila e nessun numero ripetuto due volte le possibilità di fare tombola sono le stesse: 50% per il tabellone, 50% per le cartelle". Straordinario.
Allo studio di Roberto Natalini e Ennio Peres (che a questo punto immagino già candidati al Premio Fields), il Corriere dedica giustamente una pagina intera, e mette anche una simpatica intervista al rettore dell'Università di Napoli Federico II, Guido Trombetti, che si complimenta con i ricercatori del Cnr ("Bravi, un ottimo lavoro").
(Dov'è la notizia? Ma mi pare chiaro: è stato finalmente individuato, al di là di ogni ragionevole dubbio, il livello più basso al quale può giungere la ricerca scientifica, quello nel quale "il consiglio della nonna e il Consiglio nazionale delle ricerche dicono la stessa cosa").
Postato da Azioneparallela | 10:21 | commenti (5)
Compra e fai comprare
(Disponibile qui
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Postato da Azioneparallela | 00:59 | commenti (1)
Divi: a ciascuno il suo (per la proliferazione relativistica dei sistemi valoriali)
V.: - Ma delle quarantenni o cinquantenni belle e intelligenti sanno ben distinguere tra un divo e un uomo -.
B.: - Quando dico 'divo', può anche essere un divo della filosofia, se la donna in questione è filosofa. Ognuno ha il proprio sistema professional-erotico o spettacolare di riferimento -.
(Lo psicanalista Sergio Benvenuto intervistato su la Repubblica delle donne di questa settimana da Patrizia Valduga, che però non deve avere un alto concetto dei professori di filosofia, visti i versi: "Perché anche il piacere è come un peso/ e la mente che è qui mi va anche via?/ Su, spiegamelo tu. "Per chi mi hai preso?/ Per un docente di filosofia?")
Postato da Azioneparallela | 10:50 | commenti (7)
Racchiuso nella parola racchiuso
L'articolo di Pierluigi Battista comincia così:
"Davvero non si capisce un tono tanto rancoroso e indispettito per una notizia che, ragionevolmente, dovrebbe rallegrare un po' tutti. Se c'è il minimo dubbio (eccome se c'è) che in un embrione sia racchiusa una vita umana...".
Interrompo qui la citazione. Non mi importa la notizia che dovrebbe rallegrare, né se sia vero che i toni siano rancorosi e indispettiti. Mi interessa l'espressione: in un embrione c'è il dubbio che sia racchiusa una vita umana. Domanderei a Battista se sia in grado di spiegarmi per bene cosa significa qui racchiudere. Se nel rispondermi mostrasse di considerare la mia domanda solo una questione di parole, lascerei perdere il resto dell'articolo, per non assumere toni rancorosi o indispettiti. (La mia tesi è infatti: le parole sono importanti).
P.S. In verità la notizia mi importa, e ancor più importano i toni. Dopo Galli della Loggia, anche Battista se la prende con i toni di Carlo Flamigni (e Rita Bernardini), e non dedica nessuna attenzione agli argomenti addotti. Mi pare giusto quindi sollecitare una sua riflessione sulle parole che adopera.
Postato da Azioneparallela | 10:09 | commenti (2)
Poi basta
Postato da Azioneparallela | 07:28 | commenti
Cosa ci aspetta
Postato da Azioneparallela | 16:53 | commenti (2)
Nietzsche a BogotÃ
Siccome il traduttore è forse il più grande traduttore dallo spagnolo vivente, e sicuramente il più grande traduttore dallo spagnolo della Valle dell'Irno, non posso non fare la giusta pubblicità a Nietzsche a Bogotà (che poi è quel galantuomo di Gomez Davila)
Postato da Azioneparallela | 12:55 | commenti (1)
La speranza. La paura
Su Il Mattino (disponibile dopo le 18), la mia riflessione sull'enciclica di Papa Benedetto XVI, molto rispettosa ma con finale cripto-spinoziano.



