Il (8vero) pensiero di Einaudi sulla casta
Che siccome Gian Antonio Stella si è autorizzato con Luigi Einaudi in questo editoriale, qualcosa, sul Mattino, gli si è dovuto ricordare.
(E con una classica manovra a tenaglia, ci ha pensato anche Left Wing)
Postato da Azioneparallela | 09:16 | commenti (6)
Tertium (et quartum) datur
Bisogna stare in campana anche quando s'è fatto tardi. I terremoti politici si annunciano alle ore più impensate. Va bene che è sabato notte, ma non vorrei che vi sfuggisse il lancio dell'ansa: la costituente dell'Unione democratica (se non sapete cos'è peggio per voi) non è ancora nata, e già pone un ultimatum al governo. O si dimezza il numero di ministri e sottosegretari oppure Prodi va a casa anche se nel frattempo avrà approvato la finanziaria. Tertium non datur. e se invece tertium si desse, sarebbe che non si dimezza niente, e Bordon e Manzione entrano al governo. E fose si dà pure un quartum, che se non entrano, Prodi se ne va a casa per davvero, e Bordon e Manzione entrano nel governo Berlusconi.
Ah, l'antipolitica!
Postato da Azioneparallela | 23:48 | commenti (1)
Il programma
Eccolo:
Postato da Azioneparallela | 09:30 | commenti (2)
Rosso
L'articolo di Piperno sul Corriere mi è piaciuto, salvo le ultime righe, inutilmente polemiche. Ancor più mi piace che il regime mostri delle crepe
(E io, al solito, mi regalo Rothko)

Postato da Azioneparallela | 17:41 | commenti
Link (e buchi)
Postato da Azioneparallela | 10:03 | commenti (5)
Gioventù
La battuta più tremendamente efficace di Roberto Esposito (vedi sotto) stamane: "Dopo la gioventù hitleriana, non possiamo formare la gioventù rawlsiana o habermasiana. Fa ridere". E in effetti fa ridere. Resta da capire se rimane possibile formare alcunché, e a cosa.
Postato da Azioneparallela | 15:16 | commenti
Seminario
Stamane inizia a Salerno un importante seminario di studi su "biopolitica,bioeconomia e processi di soggettivazione". La prima seduta è dedicata a Terza persona di Roberto Esposito.
Postato da Azioneparallela | 08:35 | commenti (4)
Italia mia, benché 'l parlar sia indarno
Non ho mai stroncato un libro senza leggerlo e non lo farò nemmeno adesso. Non ho alcun motivo per parlarne male. Dovrei basarmi solo su titolo e copertina, o su un semplice estratto (per esempio: "Alla vista del mustacchio segoso del croato, che dopo esser stato intinto nell'acquavite ora sfregava sul petto della ragazza, Jacopo capì per la prima volta il senso delle lamentazioni patriottiche che parlavano di una patria stuprata. "È lei, è la Patria", si disse Jacopo Izzo Dominioni) oppure su dichiarazioni come questa: "Questo è un libro impegnato, anzi, uno dei romanzi più impegnati pubblicati negli ultimi anni – insieme a Gomorra di Roberto Saviano, non a caso ricordato per affinità [affinità] dallo stesso Scurati –".
Ahimè, troppo poco.

Per quanto.
Postato da Azioneparallela | 21:12 | commenti (3)
A parte ogni altra considerazione
E' eugenetica. Perciò, mi perdonino i genitori di Cagliari, ma parlo ben a proposito di nazismo. Moralmente: la diagnosi preimpianto e le sperimentazioni del dottor Mengele sono la stessa cosa. Ora, quel che mi infastidisce dell'articolo di Lucetta Scaraffìa (che sostiene questa tesi) è che, a parte ogni altra considerazione, da qualche parte avrebbe pur dovuto scrivere che è la stessa cosa perlomeno nell'ipotesi che quello che non verrebbe impiantato a Cagliari è una persona proprio come quella che veniva scartato dal medico di Auschwitz. Dico: a parte ogni altra considerazione, perché non si osserva questa correttezza minima?
Se il dottore dice a mia moglie: se vuole un figlio sano, non fumi durante la gravidanza, e stia lontana dai gatti, nessuno dice che è eugenetica, e che il dottor dà consigli nazistoidi. Ma - obietterebbe subito la Scaraffia - qui non si tratta di badare alla salute del nascituro, ma di eliminare (non impiantare: ma sorvoliamo) il nascituro che non fosse sano. Sarà, ma la differenza regge solo se il nascituro è già una persona, proprio come gli internati con cui si dilettava il dottor Morte. E così siamo di nuovo al punto. Ma allora perché uno scrive un articolo del genere, tutto giocato sulla analogia col nazismo, sottacendo il punto?
(Ripeto: a parte ogni altra considerazione)
Postato da Azioneparallela | 12:51 | commenti (3)
I palazzi della moda soffritta
L'antipolitica è un'onda che sale, che sale, e travolge anche i palazzi della moda soffritta.Fernando Savater sull'arte culinaria le dice peggio di Beppe Grillo.
Postato da Azioneparallela | 09:27 | commenti (1)
La proposizione perfetta/4
"L'oggetto non verrà mai a riempire l'interrogativo filosofico".
Postato da Azioneparallela | 00:47 | commenti (6)
Applausi
"Come scienziato devo affermare con chiarezza che sono ateo, materialista, e credo che non ci sia nulla dopo la morte". Malvino cita Massarenti, che cita le parole di Prochiants al Festival di Filosofia. E soprattutto l'applauso scrosciante che ne è seguito.
Ora, io non voglio mettere questo commento per dire le solite cose. Che ho meno certezze, che non si può dimostrare né questo né quello, ecc. ecc.. Penso per giunta che sia Massarenti che Malvino abbiano più di una ragione, nel vedere un che di liberatorio in quell'applauso, come di chi s'è stufato non tanto dell'al di là, ma di come la Chiesa metta le cose nell'al di qua.
Tuttavia mi domando: perché la sua affermazione "sono ateo, sono materialista, ecc." Prochiants doveva farla "come scienziato"? Parlava da scienziato? No ("credo - credo, dice - che non ci sia nulla..."). Lo ha detto uno scienziato, ma non lo ha detto da scienziato: eppure questa differenza è stata sommersa da un applauso. E se lo avesse detto da agronomo? Si stava forse autorizzando in forza del credito sociale della scienza? Ma può uno scienziato accreditarsi in quanto scienziato anche quando non parla su cose che lo interpellano in quanto scienziato?
Ma soprattutto: se qualcuno lo avesse detto " da filosofo" (dopotutto, si era al Festival di Filosofia), l'applauso sarebbe seguito uguale? Forse sì. Forse quell'applauso avrebbe salutato chiunque avesse fatto quella liberatoria affermazione. Chiunque avesse parlato chiaro. Senza infingimenti, senza ammiccamenti, senza tentennamenti. Però, secondo me, se in premessa avesse detto: "Lo so che non c'è un acca di dimostrazione per l'affermazione che sto per fare, ma tengo a dirvi, come scienziato, che sono credente, spiritualista, e penso che dopo la morte c'è il Paradiso (e per voi l'Inferno)", l'applauso sarebbe scattato lo stesso. (Avrei applaudito anch'io, perché non penso che la filosofia sia condannata a non dire nulla di nulla. E se mai - capriola indicibile - se non dice nulla è perché non c'è nulla da dire).
Peròc'è un però. Prochiants ha premesso: "Sono consapevole del luogo in cui ci troviamo, ma come scienziato...", e quel che segue. E in quale luogo si trovava? Mica era nel Tempio: era sul palco del Festival di Filosofia. Forse stava dicendo proprio: come scienziato credo (credo: anche qui, si sarebbe trattato di quel che Prochiants crede) che la filosofia non la si può fare su basi atee e materialistiche; su quelle basi si fa scienza, il resto sono amenità. Si stava quindi scusando della sgradevolezza che stava per dire? Credeva di parlare della corda in casa dell'impiccato? Può darsi. Sta il fatto che la gente era andata al Festival di Filosofia, non a quello della Scienza. Ed ha applaudito lo stesso. Prochiants viene al Festival della Sciocchezza, e il pubblico, che è accorso numeroso e s'è lasciato suggestionare per tre giorni, scoppia in un fragoroso applauso?
Non so.
Postato da Azioneparallela | 09:41 | commenti (10)
NIente elezioni, siamo liberali
Postato da Azioneparallela | 00:36 | commenti (1)
Tutti per Veltroni
Non capita tutti i giorni di leggere un articolo in cui vengono presi di mira Walter Veltroni ("Roma, una città sporca e rumorosa oltre ogni dire"), Piergiorgio Odifreddi, Franco Cardini. Perché la cosa veramente notevole è che per Veltroni si è candidato il matematico impertinente e ateo recentemente dedicatosi all'esegesi biblica, mentre, richiesto di prelevare un intellettuale dal campo opposto, Walter Veltroni si è pronunciato per il cattolicissimo, nonché quasi forse filo iraniano Franco Cardini.
L'ha scritto Giorgio Israel, e per questo, benché tema di non pensarla uguale su diverse cose, lo segnalo molto volentieri.
Postato da Azioneparallela | 10:51 | commenti
Appello
Siamo angosciati per le sorti della letteratura e delle arti nel mondo. Pur riconoscendo infatti a Roberto Benigni doti artistiche ed umane di eccezionale levatura, pur riconoscendogli l'immortale merito di avere diretto e interpretato pietre miliari della cinematografia mondiale come Tu mi turbi; pur ricordando con riconoscenza che è stato autore di programmi televisivi di eccezionale qualità come Tele Vacca; pur apprezzando il valore incomparabile di componimenti musicali quali ad esempio l'Inno del corpo sciolto; pur ammettendo che negli ultimi tempi ha saputo persino finire nelle braccia di Clemente Mastella, ci rivolgiamo alla Fondazione Nobel di Stoccolma perché non prenda seriamente in nessuna considerazione la sua candidatura al prestigioso premio assegnato dalla Accademia Reale di Svezia, così come sembra che sia possibile in base a notizie di stampa.
Qualora ciò accadesse, continueremo sì a leggere la Divina Commedia a fumetti, ma ci asterremo dalla lettura di volumi rilegati in marocchino di oltre 200 pagine, bruceremo i libri di filosofia che non siano stati scritti dopo il 21 settembre 2007, e soprattutto leggeremo i libri del più grande scrittore svedese a noi noto, August Strindberg, esclusivamente in gabinetto.
Noi sottoscritti:
Massimo Adinolfi, Ernesto Forcellino, Domenico Lombardi, Vincenzo Pascale, Alfonso Romano, Lucio Sessa, Antonio Vecchione, Giorgio Veturo.
P.S. Coloro i quali volessero sottoscrivere il presente appello, possono farlo nei commenti. Il Re di Svezia ne sarà tempestivamente informato.
Postato da Azioneparallela | 18:15 | commenti (29)
L'embrione è qualcosa o qualcuno?
Una versione appena più eleborata dell'articolo apparso su Il Mattino è uscita sul numero 1 della nuova rivista Schibboleth
Postato da Azioneparallela | 16:49 | commenti (2)
Mettete dei fiori nei vostri cannoni
Domanda 1. il pianeta si sta sempre più militarizzando? Non affrettatevi a rispondere. Siccome siete sociologi, non metafisici, ponetevi il problema di quali parametri adottare per misurare il livello di militarizzazione del pianeta (per esempio rispetto a trenta, a cinquanta e a cent'anni fa), misurate e ditemi.
Domanda 2: Trovate che il bene più forte degli USA sia la potenza militare, e che sia 'legge di natura' che ciascun potere tenda a ridefinire i rappoorti con gli altri attori in relazione al bene più forte di cui è dotato? Non vi pare allora che debba da ciò necessariamente conseguire la militarizzazione del pianeta, vista la superiorità militare degli Stati Uniti? Se la risposta alla prima domanda non si combina con la risposta alla seconda domanda, avete la possibilità di:
ignorare i dati empirici; trovare che il bene più forte degli USA non sia solo la potenza militare; trovare che la tendenza naturale non sia così naturale come crede Zygmunt Bauman, e in generale dubitare molto di siffatte semplificazioni, per cui in America ci sono i bulli e in Europa le pupe.
(E l'Europa che deve fare? Siccome il suo bene più forte non è la potenza militare né quella industriale, deve mettere fiori nei cannoni e nelle ciminiere, deve rendere il mondo "più ospitale ai valori e ai modi che l'Europa, più di ogni altra parte del mondo, è predisposta ad offrire al mondo").
Postato da Azioneparallela | 10:57 | commenti
Toilette
Non l'ha presa bene. E' finito a testa in giù dentro la tazza del bagno e non l'ha presa bene. Anzi: l'ha presa malissimo. Vedremo domani, ma per il momento sappiate, o voi tutti che mi cercate, che il cellulare che Mauro ha gettato nel gabinetto non funziona.
Postato da Azioneparallela | 21:54 | commenti (5)
Cronache da Gmunden
Non so se ci sará un seguito, ad ogni buon conto questa é la sintesi dei primi giorni.
Primo giorno: sabato 15.
Arrivo in serata, clima mite, la cittadina, ma sarebbe meglio chiamarlo paesello, é sul lago Traunsee uno dei piü belli dell´Austria. Si ha subito l`impressione, poi confermata, che la sera non c'è nulla da fare. Le ultime ore di luce vengono ovviamente dedicate alla ricerca dei "siti" importanti: il ristorante, il supermercato, la pasticceria, la sede del torneo.
Secondo giorno: domenica 16.
Giornata dedicata all´ambientamento e quindi al turismo. Il torneo comincia domani. É una giornata splendida, cielo terso, sole caldo, me ne vado sul ghiacciao del Dachstein. Spettacolare. Soprattutto vanno segnalate le sue grotte con formazioni di ghiaccio che da sole valgono il viaggio. Faccio il biglietto per salire e scendere, ma poi, una volta in cima, decido di scendere a piedi. É una bella passeggiata di circa quattro ore. Peccato che all´inizio sia relativamente semplice, vuoi perché c´é un mucchio di gente, vuoi perché ci sono indicazioni ad ogni pié sospinto, vuoi infine perché la pendenza é sopportabile, mentre dopo un´oretta, quando ormai gente non se ne vede piú, indicazioni nemmeno e soprattutto la pendenza assume a tratti livelli estremamente impegnativi, ci si comincia a chiedere perché diavolo non si é sfruttato anche il biglietto per scendere. Ero preparato per il freddo con maglione e giacca a vento, ma data la giornata di sole ho sofferto il caldo e pian piano mi sono spogliato: prima la giacca, poi il maglione, poi la camicia ed infine a torso nudo, con tutto tra le mani, ho dovuto affrontare la parte impegnativa della discesa. Oltre ai meravigliosi panorami e ad una quantitá e varietá inspiegabilmente elevata di uccelli mi ha colpito vedere ad un certo punto un gruppo di ragazzi che uno alla volta si lanciavano col parapendio. Confesso che in passato ho accarezzato l´idea di fare qualcosa del genere, vederli volteggiare in aria mi ha sempre affascinato, ma ho capito, vedendoli partire che non ce la potró mai fare: fare due tre passi e lanciarsi dal dirupo nel vuoto é troppo per me.
Terzo giorno: lunedí 17.
Oggi inizia il torneo, speriamo bene. Contemporaneamente al mio torneo si svolge anche il campionato del mondo dei "vecchietti" (uomini sopra i sessanta e donne sopra i cinquanta): sono una marea, piú di duecentocinquanta. I vecchietti italiani sono tre, uno ahimé famoso anche per vicende burocratico scacchistiche che mi hanno coinvolto. Pazienza. A proposito, la discesa libera di ieri ha lasciato il segno ho un male alle gambe che non si tiene, quei piccoli muscoletti che non si usano mai, se non quando stai scendendo per un sentiero ripido, sulla parte bassa e sul davanti della gamba (non so come si chiamino) si stanno vendicando della fatica fatta ieri. Altra brutta notizia, mi ero portato un PC con scheda per collegarmi liberamente ad Internet, ma mi é arrivato un messaggio terrorizzante: genitle cliente ha giá superato i 300 Euro di materiale scaricato previsti dal suo contratto di abbonamento. La cosa mi sconvolge. Pensavo di avere comprato un certo tempo ed invece evidentemente ho comprato un certo quantitativo di mega da scaricare. Non che abbia scaricato chissá cosa, anzi forse solo la pagina di Repubblica e qualche collegamento alla mia posta elettronica, ma purtroppo il PC appena connesso ad Internet scarica continuamente aggiornamenti di tutto, del sistema operativo, dei sistemi di sicurezza e chissá cos´altro quindi adesso lo uso solo per sentire la musica e vedere i film che mi sono portato. Veniamo all´aspetto tecnico. Prima partita a tempo lungo per me dopo tanto tempo: ne ho pagato le conseguenze. Ho giocato male, col nero e quando ormai consideravo sostanzialmente persa la partita il mio avversario mi ha inspiegabilmente proposto una patta che naturalmente ho accettato subito.
Quarto giorno: martedí 18
Oggi sará dura si giocano due turni uno al mattino ed uno al pomeriggio, totale dalle otto alle dieci ore di gioco previste. Il turno del mattino, con un australiano dal bellissimo cognome, Lovejoy, e dalle interessanti letture, The Divine Comedy. Gioco decisamente meglio del primo turno e vinco un finale che certamente apprezzerá il mio amico Andrea. Turno pomeridiano, l´accoppiamento é infelice, vengo "pescato" da un Maestro Internazionale, gioco da nero e gioco anche male, perdo in fretta. Non era l´avversario adatto per sperimentare come ho fatto aperture nuove.
Quinto giorno: mercoledí 19
Oggi mi tocca un ungherese, gioco bene, sto sempre meglio, ma non riesco a sfondare. Ma ho fiducia, ripenso al finale vinto ieri e, nonostante la stanchezza intorno alla quarta ora di gioco mi faccia compiere qualche imprecisione, alla fine, dopo cinque combattutissime ore vinco un altro finale che apprezzerá Andrea. Non quanto il primo per via delle imprecisioni, ma lui é di bocca buona quando si tratta di finali.
Arrivederci da Gmunden.
Postato da Azioneparallela | 10:47 | commenti (3)
Dream Team
La Francia schiera: Michel Foucault, Louis Althusser, Marguerite Duras, Christian Dotremont, Jean Paulhan, Editions Hachette, Félix Guattari, Roland Barthes, Gaetan Picon. I criteri 'oggettivi' per la formazione della lista dei più letti, studiati o consultati sono spiegati qui (spero che ci sia qualche ragione seria per cui c'è Guattari e non c'è Deleuze, ed è assente pure Derrida)
Chissà qual è la formazione italiana. (A parte Adriano Celentano e Beppe Grillo, dico).
Postato da Azioneparallela | 08:48 | commenti (2)
Ma non era fascismo islamico?
"All this suggests that Islam is fast becoming the Marxism of our times".
Postato da Azioneparallela | 21:34 | commenti
Miracoli
Postato da Azioneparallela | 17:28 | commenti (9)
Speciale
Non ho dedicato nemmeno un post al Festival di Filosofia di Modena Carpi Sassuolo. M'è mancato il tempo. E poi non essendoci stato, cosa avrei potuto dire, se non che i numeri fanno sempre impressione? Però recupero e vi segnalo il ricchissimo speciale di Fahrenheit, disponibile online. Li hanno intervistati tutti, o quasi.
Postato da Azioneparallela | 09:58 | commenti (2)
Tutti pazzi per la semantica
Questa intervista che mi pare faccia il punto sul progresso delle tecnologie semantiche per la rete è molto utile, almeno per un profano come me. Qualche dubbio però m'è venuto, quando ho appreso che parla l'azienda che ha inventato il correttore grammaticale Word! Se non altro, questo mi garantisce che il mio cervello è ancora un passo avanti rispetto al semantic web.
Più seriamente, mi par di capire che il significato di un simbolo viene estratto in virtù delle relazioni che il simbolo intrattiene con altri simboli. Il che va bene, ma non risolve il problema se in ciò consista il significato di una parola, e se tali relazioni sono formalizzabili. Sicuramente lo sono in qualche misura, e questo giustifica l'impegno tecnologico.
Postato da Azioneparallela | 09:13 | commenti (7)
Domande a Moltmann
Su Jess di settembre (via Magister) domande a “uno dei più grandi pensatori cristiani viventi”, Jürgen Moltmann, teologo protestante. Estraggo: Però. Segue forse che per uno sguardo sul cristianesimo bisognerebbe chiedere ai musulmani che vivono in Europa? E che si fa se pure loro dicono che no, dialogare non è possibile? E se invece dicono sì, Moltmann intende forse che non bisogna raccogliere questa disponibilità perché i musulmani in Egitto dicono che non si può? Come dire: siete europei, ma solo di passaggio. Tornate pure in Egitto. E poi, quel che dovrebbe premere di più a Moltmann (e che filosoficamente preme pure a me): si fa un gran parlare di dialogo, e delle condizioni di simmetria e di reciprocità che sarebbero inscritte nella sua stessa natura. Ma il gesto con il quale si offre il dialogo, almeno per un cristiano, dovrebbe essere del tutto asimmetrico, e anche un non cristiano dovrebbe sospettare che l’apertura del dialogo non può stare alle condizioni del dialogo.
Postato da Azioneparallela | 01:28 | commenti
Domenica
Oggi, per un motivo o per un altro, non sono a pranzo da mia madre.
Postato da Azioneparallela | 11:33 | commenti
Viva Prodi
Postato da Azioneparallela | 07:53 | commenti (13)
Stendiamo un velo pietoso
Giuliano Amato: "Se le donne portano il velo o chiedono di essere visitate soltanto da ginecologhe, vogliamo desumerne che si tratta di diversità inaccettabili, perché sempre e in ogni caso espressive di inaccettabili prevaricazioni maschili, oppure vi riconosciamo sensibilità identitarie legittime, certo rimovibili, ma rimovibili solo per volontà delle donne che ne sono portatrici?".
Maria Giovanna Maglie: "Ci sono molte donne che potrebbero rispondergli, quelle ancora vive, ammesso che qualcuno le faccia uscire dalla segregazione nella quale qui in Italia è tenuto l'ottantacinque per cento di loro; ma al ministro questo non interessa, ha deciso, come l'Ucoii, che tutte le donne che portano il velo vogliono il velo, così si sta più tranquilli".
Ecco, uno può giudicare che certe posizioni à la Amato facciano troppi distinguo, siano troppo morbide, troppo rispettose, persino ipocrite (non è il mio parere). Uno può persino ritenere che ci voglia invece il maiale day (e in tal caso non si vede che bisogno vi sia di portare suini a passeggio, basterebbe il promotore), ma come si fa a scrivere dopo averne citato le parole, e quindi senza nemmeno fingere di non averle presenti, che il ministro ha deciso che tutte le donne vogliono il velo? Perché si scrive con una simile sciatteria su faccende così tremendamente serie?
Postato da Azioneparallela | 14:59 | commenti (3)
Severino e Spinoza
Non avevo visto l'articolo scritto da Severino per il Corriere della Sera, in occasione del Meridiano Mondadori, curato da Filippo Mignini e Omero Proietti, con tutte le opere di Baruch Spinoza. Lo trovo grazie a Millepiani. Dopo avere presentato la figura, Severino viene a quella che giudica la cosa essenziale, "radicalmente più decisiva del modo in cui Spinoza «dimostra » l'esistenza di Dio — e più decisiva di ogni altra «dimostrazione» di tale esistenza, proposta lungo la storia del pensiero occidentale". Questo punto emerge fin dalle prime battute dell'Ethica, nelle definizioni che aprono la prima parte dell'opera ed è precisamente la distinzione tra "ciò che esiste necessariamente, cioè non è mai inesistente, ed è Dio, l'Eterno, [e] ciò che invece non esiste necessariamente, nel senso che non è sempre esistente ed è l'insieme delle «cose prodotte da Dio», esistenti nel Tempo".
Ora, non v'è chi non sappia che Spinoza comincia proprio da una distinzione simile: di là la sostanza, di qua i modi. E se io ardissi contestarla, mi si potrebbero addurre montagne di testi che si riconducono a questa distinzione. Dunque niente contestazione. Tuttavia cosa accade, quando questa distinzione diviene più decisiva di tutto quello che Spinoza avrebbe detto sul fondamento di questa presunta evidenza? Che di tutto il resto non occorre più far parola, perché tutto dipende, per Severino, da quella distinzione. Dal punto di vista teoretico, Spinoza non serve più (e infatti, giunto al punto decisivo, di Spinoza l'articolo non parla più. E così di Spinoza Severino finisce col ricordare il profilo biografico e le tracce intellettuali lasciate in eredità al romanticismo, e nient'altro, perché nient'altro resta).
Paradossalmente (ma non troppo), Severino filosofo teoretico è interessato alla lettera di Spinoza proprio al modo di uno storico. Come uno storico, non come un filosofo, va a caccia dell'evidenza che è la follia dell'Occidente (che le cose divengano), dopodiché abbandona l'oggetto della ricerca per aggredire da filosofo quell'evidenza (questa aggressione è peraltro una robustissima riflessione filosofica, che ha tutta la mia ammirazione). Ma l'oggetto della ricerca non gli serve più a nulla, e dunque in philosophicis non gli è mai davvero servito.
Si parva licet, per me è molto diverso. Per me non significa un bel nulla che Spinoza cominci da quella distinzione. Anzi: non è vero che quella distinzione è decisiva in Spinoza, ed è vero invece che si tratta di mettere in discussione quella distinzione. E' vero invece che vi sono luoghi di Spinoza a partire dai quali quella distinzione viene in questione. Dico forse meglio, o almeno più nettamente: non è vero che tra la sostanza e i modi la relazione posta da Spinoza sia una relazione di distinzione (con tutto che Spinoza distingue eccome!). La relazione che vede Severino è poi una distinzione logico-concettuale (sostanza e modo non sono distinti nel senso che stiano in luoghi diversi), ma c'è modo leggendo Spinoza di domandarsi: come si formano, da dove vengono le distinzioni logico-concettuali? Siamo sicuri che debbano avere l'ultima parola? A partire da simili domande, la lettura di Spinoza non finisce prima ancora di cominciare, anche se naturalmente lo storico inorridisce, perché non si tratterà più di attenersi superstiziosamente a ciò che è scritto. Questo però è per me ciò a cui, senza vestire per un tratto i panni dello storico e senza mischiare i mestieri, il filosofo teoretico deve mirare.
Postato da Azioneparallela | 09:37 | commenti (6)
Verso le primarie
Letta. «Cosa dice Grillo al Partito Democratico? Tutta quella folla in piazza a Bologna, ma anche le migliaia di copie vendute del libro "La Casta" sono un segnale, un messaggio di fronte al quale non possiamo scrollare le spalle», ha osservato il sottosegretrio alla presidenza del Consiglio e candidato alla segreteria del Partito democratico, Enrico Letta. «La politica italiana deve riflettere, non difendersi», ha aggiunto.
Bindi. « So che nelle parole di Grillo ci sono venature qualunquiste e anche un po' di volgarità, ma prima di liquidarle come ribellione antipolitica forse è il caso di chiederci se non sia una domanda di buona politica». Lo dice il ministro per la Famiglia Rosy Bindi. «Il problema non è solo la manifestazione di Bologna. Ma le tante firme, la gente che ha fatto la coda per aderire. E se uniamo il tutto alle copie vendute dal libro 'La casta', allora bisogna capire che siamo di fronte ad una ribellione contro la politica che va presa sul serio. Non possiamo far finta di niente».
Veltroni, non pervenuto.
(Invece: Cuperlo su Grillo, via quadernino)



