Finzioni
E' morto, all'età di 66 anni, Philippe Lacoue-Labarthe.Questo il necrologio apparso su Le Monde. Dove tra l'altro si ricorda che da piccolo fu 'soggiogato' dal pensiero di Heidegger, e da grande scrisse La Fiction du politique, in cui mise in discussione l'archi-fascismo del filosofo tedesco, l'inverecondo "nazional-estetismo" della sua piccola baita sotto la neve (vedi sotto).
Aggiornamento Per molte più informazioni e molto più materiale, compresi alcuni testi reperibili in rete e un ricordo di Jean-Luc Nancy, vedi: http://www.millepiani.net
Postato da Azioneparallela | 09:02 | commenti (1)
Zappare la terra
"Quando in una profonda notte d’inverno una furiosa tempesta di neve si scatena con i suoi colpi attorno alla baita e tutto copre e nasconde, è allora il grande momento della filosofia. Il suo domandare deve allora farsi semplice ed essenziale. L’elaborazione di ogni pensiero diviene forzatamente dura e incisiva. La fatica del coniare il linguaggio è simile alla resistenza degli svettanti abeti contro la tempesta. E il lavoro filosofico non si svolge come occupazione solitaria di un eccentrico. Esso appartiene integralmente al lavoro dei contadini". (M. Heidegger).
Ci pensavo ieri, con l'effetto serra e l'innalzamento della temperatura. Ieri la neve ha imbiancato le cime dei monti, e io a lezione producevo esempi di gente che se ne sta al mare. (Ma Socrate non ha mai preso una zappa in mano).
Postato da Azioneparallela | 08:53 | commenti (4)
LW
Negazionismo e opinioni salutari, e John Stuart Mill, La certezza di avere ragione.
(Con una copertina strepitosa)
Postato da Azioneparallela | 07:19 | commenti (2)
L'epoca attuale
Postato da Azioneparallela | 12:41 | commenti (1)
Heideggerismi
L'ultima volta avevo cincischiato. Il libro dei difensori di Heidegger, Heidegger à plus forte raison, a difesa dell'onore del filosofo dopo l'uscita del libro di Emmanuel Faye, Heidegger, l'introduction du nazisme dans la philosophie, è infine stato pubblicato - benché non da Gallimard, che aveva tra mille polemiche rinunciato. Vi segnalo, er farvi un'idea, il testo del curatore Fédier, e il difensore più deciso di Faye.
Postato da Azioneparallela | 09:24 | commenti
Fare senza
Postato da Azioneparallela | 23:37 | commenti (1)
Domande e risposte
Postato da Azioneparallela | 12:08 | commenti (10)
Bandinelleide - verso il terzo millennio
Nominalismo per nominalismo, farei presente al Bandinelli in cerca del lessico filosofico per il terzo millennio, che non ne vuol sapere di individuo, che purtroppo il termine soggetto di cui sugerisce di trovare riscontro in Agostino, in Agostino ahimè non c'è. E gli suggerirei che per lo scavarsi dentro, il torturarsi e l'autocompiacersi che molto gli stanno pensosamente a cuore, il termine 'uomo' non è ancora da buttar via. Certo è sospetto pure quello (come tutti), e non dà la patente di ingegno filosofico bensì quella di scopritore di acqua calda, però almeno evita puerili anacronismi. E pure la provocazione (si fa per dire) finale riuscirebbe meglio: sai che gusto a dire che è più moderno 'uomo' che individuo!. D'accordo, l'articolo sarebbe da buttare lo stesso, ma non si può avere tutto.
(Mi sa che nascerà una Bandinelleide, se qualcuno non tira fuori Bandinelli dalla confusa biblioteca dei suoi ricordi)
Postato da Azioneparallela | 21:38 | commenti (3)
L'essere, comodamente a casa vostra
L'articolo a firma di Andrea Vaccaro è apparso su Avvenire il 5 gennaio, nel periodo di pieno sonno di questo blog. Lo ritrovo oggi, via wXre. Il tema è (contro) il riduzionismo. Si citano Rorty, Searle, Nagel, Kripke: tutti contro. Non sospettavo che le fila fossero così grosse. Si denuncia una
"grave infrazione, il passaggio dal legittimo criterio di ricerca: «le esperienze soggettive non fanno parte della scienza» all'indebita conseguenza ontologica: «quindi, le esperienze soggettive non esistono".
Ovviamente, respinta l'infrazione, non si concluderà per ciò stesso che esistono (o che Dio, o che qualunque cosa mi passi per la testa esiste). Soprattutto: non nello stesso senso in cui esistono le cose che risultano esistere ad una considerazione scientifica. D'altra parte, che esistono le esperienze soggettive così come risultano alla mia considerazione personale di esse, non vedo neppure - sin qui - perché affannarmi a negarlo. E mi spingo a dire: che Dio esista, in un senso di esistere che non è lo stesso riservato alle entità che risultano alla considerazione scientifica, anche questo io non nego affatto, finché non so in qual senso di esistere si afferma che Dio esista. Ma questo, appunto, come lo so?
Quale sia questo senso di esistere non è infatti che Vaccaro e i filosofi da lui citati aiutino molto a capire. E come l'esistere (e l'essere in generale) sopporti questi molteplici sensi è un problema mica ovvio solo perché se ne discute dai tempi di Platone ed Aristotele. Per giunta Vaccaro scrive cose del tutto gratuite come ad es.: "Quando però si incontrano i fenomeni propri del mondo umano, ovvero le esperienze dell'interiorità...": è molto molto opinabile, infatti, per non dire chiaramente falso, che i fenomeni propri del mondo umano siano le esperienze dell'interiorità. Vaccaro spende e spande nel suo articolo termini come coscienza, anima, spirito, mentale, come se fosse ovvio che tutte queste cose hanno un'esistenza interiore, e come se mettendo 'interiore' a fianco di 'esistere' noi avessimo risolto il problema di capire come esistono le cose che non risultano ad una considerazione scientifica. (Che poi quelle cose che risultano si potrebbero pure scocciare e dire: ma neanche noi esistiamo solo così come la scienza vuole che esistiamo!).
Insomma, limitiamo pure il discorso della scienza. Ma non crediamo che con ciò stesso ci sia data una nuova 'regione dell'essere' in interiore homine. Comodamente, a casa nostra
Postato da Azioneparallela | 00:14 | commenti (1)
Relata refero
Heidegger e l'oblò dell'esere
(esame di Filosofia Teoretica - Università di Salerno)
Postato da Azioneparallela | 19:20 | commenti (11)
Numero nuovo
Ancora a scartamento ridotto, segnalo il nuovo numero di Left Wing, su cui c'è una goccia spinoziana sul diritto d'espressione a commento di Una legge contro il negazionismo?
(Di nuovo c'è anche un Manifesto Democratico schietto e franco, che se lo si adottasse non sarebbe male, e la firma musicale, che esordisce esercitandosi sui limiti della democrazia elettronica. Notevole)
Postato da Azioneparallela | 08:42 | commenti (2)
Tour
Chi vuol vedere il professor Adinolfi concionare in val Tidone, per giunta nell'assai inusitata uniforme accademica, può farsi gli occhi qui. Cosa però abbia detto, non sono sicuro di saperlo - e per ragioni essenziali. Sicché confesso di avere qualche timore nel caso la documentazione dovesse ingrossarsi, come mi pare ffdes minacci.
P.S. L'uniforme è dovuto alla partecipazione (in qualità di uditore attento) ad un convegno in quel di Modena in cui fior di costituzionalisti hanno detto - ehm - fior di castronerie.
Postato da Azioneparallela | 10:39 | commenti (9)
Nuovo numero di Left Wing, primo dell'anno nuovo. Il sottoscritto: La strage del pensiero quotidiano. (E la goccia e' puro Wittgenstein).
Postato da Azioneparallela | 10:57 | commenti (8)
Le due sinistre (con agudeza)
A tutela della onorabilità di Giannini, e a proposito del suo editoriale di ieri, mi corre l'obbligo di riportare la risposta del Segretario al Venerabile (limitatamente al punto):
"Caro Venerabile [...],
la frase che ti ha fatto andare su tutte le furie è: "Riformismo è anche prepensionare qualche decina di migliaia di nullafacenti nella scuola, nei ministeri e negli uffici pubblici, e non continuare a blindargli il posto a vita con stipendi che crescono più dell'inflazione". A me proprio non sembra che questa frase si possa interpretare come un attacco indirizzato tout court agli insegnanti, tale da giustificare la tua reazione. Mi pare che Giannini metta insieme, forse troppo "genericamente" e certamente dimenticando le università, le categorie più importanti del pubblico impiego per sollevare il problema dei nullafacenti che certamente prosperano numerosi. E poi, anche se volessimo parlare della scuola, io è da sempre che sento dire, ad esempio dagli insegnanti miei familiari, che molti bidelli non fanno niente e si incazzano se chiedi loro qualcosa, che gli amministrativi nelle segreterie sono spesso una piaga, e anche tra gli insegnanti ci sono alcuni, soprattutto tra quelli delle materie cosiddette minori (educazione fisica o musica o applicazioni tecniche, se questi sono ancora i nomi corretti), che di certo non si ammazzano di fatica (te lo ricordi il nostro caro Prof. A.?). Che poi, come si diceva ieri, sia difficilissimo intervenire per evitare che ciò accada, beh, quello è indubbio: ma è anche un altro problema. Quindi, caro V., davvero non vedo il motivo per imbufalirsi tanto come tu hai fatto, a maggior ragione se tieni conto del tono generale dell'articolo, che mi pare certamente improntato alla pacatezza".
P.S. Ora che ho letto l'articolo, devo segnalare anch'io questa straordinaria riflessione del pacato editorialista: "Il riformismo non è una categoria dello spirito. Semmai, ha qualcosa a che vedere con il materialismo". Che agudeza! E anche l'invenzione linguistica, l'aggettivo "ossimora", dimostra quanto talentuoso sia il giornalista.
Postato da Azioneparallela | 22:55 | commenti (2)
Un contributo rasserenante al dibattito sul riformismo
(non avendo la connessione, mi limito a postare un prezioso contributo altrui al dibattito sul riformismo. Poicé è vero, indipendentemente dall'opinione del sottoscritto, che se ne dicono di fesserie. L'opinione non è a mia firma, né va considerata l'ultima parola sull'argomento, tuttavia mi piace il finale, e così mi assumo la responsabilità di pubblicarla)



