Carinerie
Come può un filosofo dire di un collega che è un fottuto idiota? Così: "E' curioso [oppure: "E' interessante] che il mio collega X pensi che io affermi p quando chiunque può vedere che io affermo in realtà q". Ancora meglio sarebbe premettere qualcosa come "Adoro X quando pensa che...".
Di insulti tra filosofi si occupa tal Joe Salerno. Il suo post è segnalato in coda al Philosophers' Carnival # 39.
Postato da Azioneparallela | 09:31 | commenti (4)
Gauche e Gauchet
Ségolène Royal: la decomposizione del mitterandismo. Uno si aspettava che dal mitterandismo i socialisti sarebbero usciti sul piano della dottrina, e invece... e invece tutto si è giocato sul terreno dell'immagine e del simbolo. La vera forza della Royal sta nell'aver colto la profonda crisi d'autorità che attraversa la società francese, e nell'incarnare la giusta misura di scetticismo nei confronti della classe dirigente del paese. Poi dice cose che è difficile tenere tutte insieme, però forse, proprio perciò (perché parla ogni volta a pezzi diversi della società, senza inventarsi una sintesi politica) questa cosa può funzionare (a condizione, ovviamente, di non metterla per iscritto!). Può andare bene o male, può sgonfiarsi oppure no, ma di certo Ségolène è espressione di un rigetto della politica tradizionale che è palpabile.
(Libera sintesi di alcune opinioni espresse su Libération dal filosofo Marcel Gauchet, che ha pure un blog dedicato)
Postato da Azioneparallela | 09:49 | commenti (2)
Ginocchioni
Postato da Azioneparallela | 00:00 | commenti (2)
Ho una strategia
Alle prossime Olimpiadi di Pechino (2008: abbiamo un paio di anni scarsi per prepararci), un'ondata di attentati terroristici. Bombe, kamikaze, spari sulla folla, assalto al villaggio olimpico: cose così (non sono un tecnico, non saprei calibrare rigorosamente gli interventi). Poi: rivendicazioni di democrazia sufficientemente attendibili, un po' di indipendentismo tibetano, la riesplosione del problema Taiwan (se c'è dell'altro, ben venga). Segue orchestrata (ma non poi tanto: la cosa verrebbe da sé) campagna di stampa contro i pericoli di investimento in un paese con forti problemi politici.
Che ve ne pare: destabilizza l'ordine mondiale o invece funziona? Funziona, dico, per frenare un po' la corsa economica del gigante cinese, e non sentire noi occidentali sul collo il fiato del dragone? (Con l'India, la stessa strategia andrebbe a nozze, con tutti i problemi che hanno).
Una precisazione: non accetto obiezioni moralistiche basate su cose tipo i costi umani. Se poi mi si dice che la concorrenza economica è pacifica, rispondo: certo, per ora. Ma dico: non vorrà l'Occidente svegliarsi troppo tardi? Non vogliamo far credere al mondo che siamo imbelli? (E poi non sto proponendo una guerra, solo di dare qualche primo segnale).
Beh, funziona? La so fare la guerra, o no? (E' che mentre Giuliano Ferrara si accalora, io mi sono stufato di cincischiare con i musulmani, e punto al bersaglio grosso: la Cina, intendo. E comunque, magari, qualcuno ci sta già pensando).
Postato da Azioneparallela | 12:33 | commenti (6)
Most cited
Lista dei prominent books on ethics a far data dal 1960, sulla base della Stanford Encyclopedia of Philosophy. John Rawls piazza il primo e il terzo libro. Sul podio con lui Robert Nozick. Non ci sono molte sorprese, nel senso che i libri che mi aspettavo di trovare ci sono tutti. Ovviamente, ciascuno se la canta e se la suona: anche la Stanford. Non è che sia un filosofo che ami molto,ma un posticino a J. Habermas per esempio l'avrei trovato. e invece il posticino ce l'ha, ma solo nella lista degli ethicists. Score: 28. Primo è ancora Rawls, e lo score è 93. Non c'è partita.
Passiamo alla lista dei filosofi del linguaggio/della mente. Svetta solitario Jerry Fodor (score: 148), il che per me è abbastanza inaccettabile (Kripke, per dire, ha uno score di 33, e lo stesso autore della lista se ne meraviglia un po'). Secondo Dennett, terzo Block. Per i libri, di nuovo qui, il terzetto di testa è formato da Chalmers, Kripke (che si prende la sua rivincita), Dennett. Fodor scivola al quarto posto, e per me poteva scivolare anche di più.
Postato da Azioneparallela | 09:13 | commenti (10)
In nome di Dio
Nuovo numero di Left Wing. Il sottoscritto è stato esonerato. Se avessi scritto, mi sarei occupato del pregevole articolo di Gianni Baget Bozzo, apparso su Il Foglio di venerdì 24 novembre, dal titolo La libertà degli atei devoti. Non sto a dire perché lo trovi pregevole (il che ovviamente non significa che lo condivida). Dico solo che, se ne avessi scritto, avrei cercato di sostenere (un po' provocatoriamente, lo confesso) la seguente tesi: solo in nome di Dio uomini possono muovere guerra a altri uomini. In caso contrario, la guerra non può avere che un significato esclusivamente nichilistico. E dunque, a meno che non siate utopici (cioè stolidi) pacifisti, o peggio nichilisti confessi, vi occorre Dio.
(Ma non dico altro, perché magari per lunedì prossimo non mi viene in mente niente e il pezzo lo scrivo lo stesso).
Postato da Azioneparallela | 18:13 | commenti (4)
Piacere e dispiacere
Il bel programma (pdf, pesantuccio) dell'incontro, organizzato dalla Biblioteca Nazionale d'Algeria, Sur les traces de Jacques Derrida, tenutosi ieri e l'altroieri ad Algeri, a due anni dalla morte. L'eco sulla stampa internazionale, finora, non mi pare sia stato granché. E mi dispiace.
(Però il coordinatore scientifico del colloquio, Mustapha Chérif, riferisce per esteso nel suo blog - che piacere!: questo islamologo e filosofo algerino ha anche un blog -, sul contenuto di un altro colloquio, quello con Benedetto XVI in udienza privata! Tra le altre cose, Mustapha Chérif si intrattiene sulla differenza fra guerra giusta - di difesa - e guerra santa, che non sarebbe contemplata dal Profeta. Benedetto XVI pone invece l'accento sui pericolo della secolarizzazione galoppante. Sul blog è riportata anche l'eco che l'incontro col Papa ha avuto sulla stampa).
Postato da Azioneparallela | 09:37 | commenti (1)
My Lord
L'articolo di Ralf Dahrendorf che segnalo non è granché. Però il passaggio seguente è interessante:
"Why has religion returned to secular and democratic politics? The main reason is probably that the enlightened countries of the world have become unsure of their values, even of the Enlightenment itself. A moral relativism has spread, leading many to accept the taboos of all religious groups in the name of tolerance and multiculturalism" (seguono esempi).
Perché è interessante? Ma perché i religious groups sono in prima fila a combattere quel moral relativism che sta consentendo il ritorno religioso. (In verità, non c'è bisogno di essere Lord per notare la cosa: mi pare che Vue sostenesse in neretto qualcosa di analogo, qui)
Postato da Azioneparallela | 00:42 | commenti (3)
Trotterellando
Ho dato un'occhiata al documento preparatorio della tavola rotonda sul tema: que peut la philosophie dans le monde arabo-méditerranéen, organizzata dall'UNESCO che tiene da qualche anno una giornata mondiale della filosofia. Non è che non veda l'importanza politico-culturale di portare un centinaio di filosofi in Marocco, a Rabat, a discutere di multiculturalismo, condizione umana, condizione femminile, cittadinanza, diritti umani, società aperta, cultural studies, revival religiosi, e via di questo passo. Però mi torna in mente quel che Cavazzoni diceva, a Sora, dello scrittore: che è un animale che non può vivere in un branco, in un gruppo. Non vi fa ridere la frase: "sette scrittori andarono a cena nel ristorante sul lago"? Lo stesso dicasi dei filosofi: "trentatre filosofi andarono al cinema tutti e trentatre trotterellando".
Messa da parte questa sciocca riserva, le domande preparatorie fanno un po' tenerezza. Che deve fare la filosofia, si chiede? Ci son troppe cose che alla filosofia non andrebbero giù, nella tradizione del mondo arabo che ancora dura e perdura: si tratta di far piazza pulita o di tenerne conto, di mediare? Deve la filosofia tenersi a distanza dalla realtà o contribuire al suo cambiamento effettivo? E via di questo passo. Io la metterei così: evitiamo di considerare filosofi coloro i quali non solo accettano la domanda, non solo accettano il dilemma, ma provano pure a rispondere.
Postato da Azioneparallela | 08:30 | commenti (8)
Invenzioni e domanda
"Il fatto è che gli animali ci insegnano se non altro il carattere irriducibilmente esteriore della morte, benché si diano la morte necessariamente gli uni con gli altri: la morte in quanto cattivo incontro inevitabile nell'ordine delle esistenze naturali. Ma essi non hanno mai inventato questa morte interiore, questo sadomasochismo universale dello schiavo-tiranno" (Deleuze, Spinoza. Filosofia pratica, Guerini, 1998, p. 22).
(Domanda: un pensiero come questo rientra nella political correctness, si ode in tv, si legge sui giornali?)
Postato da Azioneparallela | 12:44 | commenti (5)
Proposta indecente
"Vi propongo nulla di meno che una generale e massiccia partizione dell'esistente in due grandi gruppi o classi: da una parte gli esseri viventi (o le sostanze) e dall'altra i dispositivi in cui essi vengono incessantemente catturati" (Giorgio Agamben ripreso da Tiziano Scarpa ne Il primo amore).
Rifiuto la proposta: è troppo ingenua.
Postato da Azioneparallela | 11:03 | commenti (7)
Fassino non c'entra
Armando Torno dà conto delle polemiche suscitate da Giovanni Reale, sui presocratici e l'imperante (un tempo) marxismo. Reale precisa la sua accusa: il modo in cui Giannantoni ha riprodotto Diels-Kranz, con tagli e omissioni, "ha l'effetto di svuotare le idee forti di codesti autori [i presocratici]". Straordinario Reale: è riuscito a scovare la "vecchia tattica". I presocratici avevano le "idee forti", e il superficiale Giannantoni gliele svuotava. Carogna. Ma Togliatti? Ma i comunisti? Uno vorrebbe chiedere a Reale: e quali sono le forti idee presocratiche che davano fastidio a Togliatti, che non sono presentate a tutto tondo nell'edizione Giannantoni? Ma a intervistare quel colosso della filosofia antica che è Giovanni Reale (così lo presenta Torno), è quel colosso del giornalismo culturale che è appunto Armando Torno, e così la domanda a Reale non viene posta. Però Torno chiede a Mario Vegetti (di cui si cita la monumentale edizione della Repubblica in corso di pubblicazione, ma presentandolo come un professore di Pavia sembra che il suo formato sia dieci volte inferiore a quello del grande Reale, ed è invece cento volte maggiore) - Torno chiede a Vegetti, e Vegetti (immagino sorridendo) dice che è assurdo. Poi Torno chiede pure a Roberto Radice e Roberto Radice aggiunge: nulla so del ruolo dei comunisti, però anche il più piccolo frammento può essere rivelatore, anche il capro omesso da Giannantoni. Radice ha ovviamente ragione, ma altrettanto ovviamente non si preoccupa minimamente del capo d'accusa ideologica, poiché non ne sa nulla e non c'entra nulla. Ma Torno di nuovo non domanda. Aggiungiamo pure che: non ogni libro è per ogni uso. Avendo tradotto una 'selezione' dell'epistolario cartesiano, ed essendo iscritto ai DS, vorrei mettere le mani avanti: nessuno accusi fra 40 anni Fassino per le incredibili omissioni della mia traduzione!
(Poi Torno conclude con un paio di porcherie: prima, la citazione dell'ateo Onfray - infilata lì solo per dimostrare che tutto si può discutere e vedete come sono aperto, ma senza un cenno al fatto che Onfray non è un antichista e dunque non c'entra un bel nulla; poi, l'affermazione che gli è aumentata enormemente la stima per Togliatti, nonostante l'atteggiamento di chi lo difende. Che è una porcheria perché non c'è un rigo nel suo articolo che giustifichi questo incremento di stima, il che significa che la cosa è di nuovo messa lì per far vedere che lui sì che è veramente aperto di mente. Che pena).
Postato da Azioneparallela | 10:17 | commenti (14)
I comunisti non mangiano più i bambini, ma i vecchietti
Molto si discute di eutanasia. Ma nessuno era ancora arrivato a sospettare che, anche lì (non solo coi prescratici), il problema fosse il comunismo. Ora mando una mail a Serra per segnalargli la cosa, ma l'illustre senatore Gaetano Quagliariello, tra le tante cose che avrebbe potuto dire, sceglie di dedicare la sua verve intellettuale prima ai tempi di discussione (perché diavolo stanno tutti lì a parlarne, perché questa urgenza di legiferare? Meglio sopire, meglio tacere) poi a quel "residuo culturale" di "mentalità comunista", "che vorrebbe imporci oggi felicità per altra via: se non possiamo esser felici perché tutti uguali, quanto meno cerchiamo di esserlo mettendo nelle mani dell'individuo [lo vedete il comunismo?] il diritto di agire senza limiti sull'origine e sulla fine della vita, di condurre un'esistenza che non tenga conto di alcun fondamento [è noto che i fondamenti disponibili sono tre o quattro]: né dove andiamo né cosa lasciamo".
Perché in fondo cosa vogliono questi comunisti infiltrati nei laboratori? "L'abolizione della morte come fenomeno naturale" - che è tutto quello che i "costruttori di utopie" possono chiedere oggi, non potendo per decreto abolire la caduta dei capelli.
(Quagliariello dice: che follia, fare una legge in faccende di finesse, in cui tutto deve risolversi nel rapporto medico/paziente. Il che mi fa pensare che potrebbe essere d'accordo con una legge che dica che tutto si risolve nel rapporto medico/paziente, di modo che quando questo rapporto porti a scegliere l'eutanasia, nessuno finisca in carcere)
Postato da Azioneparallela | 06:54 | commenti (2)
Una buona notizia
Ieri si è svolta la prova orale del dottorato di ricerca. Come ho segnalato le mie perplessità sullo scritto, così segnalo la mia soddisfazione per lo svolgimento dell'esame orale. Esame vero, al termine del quale hanno vinto la borsa i due studenti che hanno effetivamente dimostrato una maggiore propensione alla ricerca, e una più solida preparazione. Incredibilmente, nessuno si era scomodato per segnalarceli, e credo che i due vincitori siano abbastanza sorpresi pure loro.
Postato da Azioneparallela | 06:34 | commenti (35)
Per rinfrancar lo spirito tra un enigma e l'altro
Postato da Azioneparallela | 06:30 | commenti (2)
Poi dicono che non serve a niente
Il filosofo Régis Debray inviato speciale di Chirac in Siria. (Non so: D'Alema potrebbe spedirmi in Libano)
Postato da Azioneparallela | 00:23 | commenti (1)
La proposizione perfetta
Vita tamen illa qua unumquodque est contentum et gaudium nihil aliud est quam idea seu anima ejusdem individui
Postato da Azioneparallela | 00:19 | commenti (6)
Bravo Togliatti!
Uno accompagna i figli a scuola, torna, si fa un caffé e apre il giornale, e legge in prima, sul Corriere, taglio basso: Il filosofo accusa: censura marxista sui Presocratici. Il caffè è rovinato.
Perché chiunque abbia studiato filosofia al liceo sa che Marx ha cominciato di lì, dai Presocratici: vuoi vedere che è tutto un imbroglio? Di corsa a pagina 47. Armando Torno occupa una pagina che è tutta e intera dedicata alla "prima traduzione integrale" del Diels-Kranz, ad opera di Giovanni Reale e dei suoi collaboratori. Reale, Giovanni Reale, il più discriminato dei filosofi italiani (in quanto non è un filosofo, si capisce: il titolo del Corriere è sbagliato). Reale, che nell'intervista apre la scatola dei ricordi e racconta amareggiato: "nelle biblioteche la mia Metafisica di Aristotele era sempre dal rilegatore" (e io fesso che ne ho due, di Metafisiche curate da Reale). Reale, che imputa alla regia del partito comunista la clandestinità delle Enneadi di Plotino, finché un giorno Faggin non poté tirarle fuori (nientemeno!). "Il vero problema, ci confida Reale, stava proprio nella penetrazione degli intellettuali comunisti nei laboratori dell'editoria liberale e nella successiva occupazione del sapere" (che uno pensa: se la penetrazione e l'occupazione servivano a non leggere di simili scemenze non era meglio?). Comunque, tra i frammenti che la cappa comunista sui presocratici impedì alle sfortunate generazioni venute prima di ieri pomeriggio di leggere, ce n'è uno riportato parzialmente da Canfora in basso. Facciamo opera di verità, citiamolo anche noi:
"Perché tu possa trovare corpo (lacuna) raccogli (?) per l'iniziazione. Tagliarono le pene dei padri (lacuna) affinché celebriamo bei riti (lacuna) e un capretto e un capro doni meravigliosi (?) e sul pascolo del fiume (lacuna) del capro".
Togliatti disse no: di tagliare le pene dei padri non se ne parla. Bravo Togliatti!
P.S. Torno dice che ben 4 pagine sono dedicate da Reale all'edizione comunista di Giannantoni. Non fornisce esempi dello sporco lavoro, sicché mi son dovuto limitare a citare Canfora.
Postato da Azioneparallela | 09:28 | commenti (21)
A domanda Baricco risponde
Su Repubblicatv c'era Baricco, e io gli ho posto una domanda, ripresa in forma accorciata ma corretta. Qui vi metto la domanda intera inoltrata via mail:
Postato da Azioneparallela | 00:02 | commenti (16)
Bullismo e adoratori
Dopo la sosta americana torno su Left Wing. L'elzeviro èIntellettualismo e bullismo, e parla dei fatti di Torino (il video delle angherie su un ragazzo disabile) per fare a pezzi un articolo e un modo di scrivere e pensare che trovo esemplarmente rappresentato da Antonio Scurati, su La Stampa. La gocia è dedicata invece agli adoratori di Siva
Postato da Azioneparallela | 10:27 | commenti (16)
Ancora sul naturalismo
Postato da Azioneparallela | 09:31 | commenti (8)
Tranche
E finalmente arrivarono le foto newyorkesi. Una prima tranche, perché al momento non ne posso caricare di più su flick. Ma eccone alcune:
una difficile accoglienza; fluorescenze; parking: una liberalizzazione; il futuribile; stonehenge; cinderella; scene da un set cinematografico; il mandrillo; cartolina.
Postato da Azioneparallela | 01:30 | commenti (2)
Malinconie
Leggo che i 220mila iscritti del partito socialista francese (quest'anno: record di iscritti) hanno scelto Ségolène Royal quale candidata socialista per un posto di qualche responsabilità: la presidenza della Republica. A noi Prodi l'avrebbero selezionato in quattro milioni. Non so perché, ma ho l'impressione che un dato simile significa che forse essere iscritti al partito socialista è in Francia ancora una cosa seria.
Postato da Azioneparallela | 11:49 | commenti (4)
Nel giardino
Chez Lipperatura, articolo di Girolamo De Michele (già apparso su Liberazione) su Esercizi di pensiero per apprendisti filosofi, di Roberta De Monticelli, libro che ho adottato come sorta di introduzione al filosofare per il corso di Interpretazione dei testi (Sc. della Comunicazione). Qui non dico nulla del libro, ma una parola sull'articolo, che si sofferma su un punto, questo: non è vero che se Dio non c'è tutto è permesso, non è vero che impallidisce la differenza tra bene e male. A farla impallidire è casomai l'idea che una cosa è bene sol perché Dio la vuole.
La mia idea è invece: non è vero che quando impallidisce la differenza tra bene e male non c'è più spazio per un agire morale. Non è vero che io abbia bisogno di sapere che è male fare violenza a un bambino per non fare violenza a un bambino. E' vero che quando non so che è male fare violenza a un bambino è più facile che faccia violenza a un bambino. Ma allora è vero che quando non faccio violenza a un bambino senza sapere che è male fare violenza a un bambino compio un'azione più 'difficile'. Se è morale solo quell'azione che discende dal sapere quel che è moralmente consentito, allora quando non faccio violenza a un bambino senza sapere che è male non compio un'azione morale. Ma se è morale, e moralmente positivo, non fare violenza a un bambino, allora la mia azione è un'azione morale. E se un'azione morale 'difficile' vale più di un'azione morale facile, la mia azione ha un valore morale maggiore.
Postato da Azioneparallela | 11:22 | commenti (9)
Merola è morto. Viva Merola!
Postato da Azioneparallela | 12:58 | commenti (2)
Marisa
Meno male che c'è lei.
Postato da Azioneparallela | 10:01 | commenti
PerplessitÃ
Ieri, esame di dottorato. Essendo in commissione, ho provato a difendere l'idea che, benché il dottorato di Cassino non abbia un programma, e non sia espressione di una scuola o di una tradizione, non indichi in sede di bando testi o contenuti di sorta, cionondimeno rinunciare a dare una traccia in qualche senso determinata non mi sembrava il massimo. Gli altri due colleghi in commissione mi han dato torto, anche sulla scorta di quanto fatto negli scorsi anni dalle precedenti commissioni, e così il tema sorteggiato chiedeva agli studenti di affrontare una problematica filosofica o scientifica ritenuta rilevante in un dato periodo storico. Non specificava quale problematica, lasciando allo studente facoltà di scelta, e non specificava neppure il periodo storico. Che si scegliessero pure quello.
Bah. (Post reso necesario dal fatto che in passato, non mi ricordo se sul blog o altrove, ho fatto un po' d'ironia su tracce così generiche. E ora mi ci ritrovo responsabile)
Postato da Azioneparallela | 11:10 | commenti (8)
La passione della scrittura
Poesia e filosofia in dialogo.
Mercoledì 15 novembre 2006, alle ore 17.00, nella sede dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici,
in via Monte di Dio 14, Napoli, in occasione della presentazione del volume di Flavio Ermini: Il moto apparente del sole. Storia dell'infelicità, pubblicato da Moretti & Vitali, Bergamo 2006,
Massimo Adinolfi, Ermanno Cavazzoni, Flavio Ermini,
Marcello Gombos, Ida Travi e Vincenzo Vitiello
terranno una tavola rotonda sul tema:
La passione della scrittura.
Postato da Azioneparallela | 11:03 | commenti (7)
E io che c'entro?
"Il 16 novembre 2006, alle ore 11.30, a Roma presso il Caffè Fandango (Piazza di Pietra 32/33), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di vibrisselibri. Partecipano: Lucio Angelini, responsabile del Comitato di lettura; Gaja Cenciarelli, responsabile della redazione; Giulio Mozzi, ideatore di vibrisselibri; Demetrio Paolin, autore del saggio Una tragedia negata pubblicato da vibrisselibri; Filippo La Porta, critico letterario".
E io che c'entro, direte voi? Perché ne faccio parte, sia pure ancora solo come cellula dormiente. Su vibrissebollettino trovate il link al sito, e i link ad altri avventurosi che ne fanno parte e ne hanno parlato




