effe effe esse esse: genti del sud
Postato da Azioneparallela | 17:31 | commenti
All'anima!
Si parla fitto dell'anima. Io ho dedicato ieri un breve post. Malvino uno meno breve. Ffdes li riporta e ci mette del suo. Io intervengo nei commenti di Ffdes, e Malvino segnala e ripende e discute. A causa dei minuti contati, mi limito a due minime osservazioni, e mi scuso.
A Ffdes, che dice che è tutta colpa di Descartes, ho chiesto: quando inviti a pensare un'anima "sprofondata nel biologico" (neanche fosse fango), cosa intendi, fuor di metafora? (Qui aggiungo: la metafora sembra suggerire subdolamente che prima o poi bisogna trarre l'anima da; però no: lui voleva solo distinguere l'antropologia cristiana da angelismi e platonismi vari). Ffdes ha risposto: macché metafora. Toglimi i lobi frontali e addio anima. Allora devo pregarlo di spiegare per bene a Malvino dove mai stia la differenza, oppure, visto che gli concede (concede a Malvino e alla neurobiologia, poniamo) di poter trovare il bandolo della matassa, cosa mai sarebbe la matassa che Malvino non avrebbe a quel punto trovato.
A Malvino, che traduce la proposizione che ho rubata a Carlo Sini (non l'anima è nel corpo, ma il corpo è nell'anima) come una tesi (magari riveduta e corretta ma sempre una tesi) sull'immortalità dell'anima (di qualcosa che non è corpo), dico che nient'affatto: da nessuna parte ho detto e in nessun modo intendo con quel che ho detto che l'anima è immortale.
Postato da Azioneparallela | 09:43 | commenti (13)
Politische Justiz
Vent'anni fa, Rberto Racinaro era il mio professore di filosofia teoretica. "Qualche anno fa, ha curato la pubblicazione di un piccolo ma impegnativo saggio..." - continua su Left Wing. (La goccia è in tema, e trattasi nientepopodimenoché di Don Benedetto)
Postato da Azioneparallela | 17:53 | commenti
Come mettere alla porta david fox
BUZZ! La messaggeria manda un trillo:
I am David Fox from London I am 46 the Deputy Personnal Manager of Rose House Hold Company in Accrington,UK. I Am appointed to recruit an employee from your state to work for us and be earning $500 on every transaction.
Firstly,i will like to know your ASL....(Age,Sex and location) and what you do for a living presently
Massimo Adinolfi: I am a philosopher.
(Lo spammer, dall'altra parte, cade in un costernato silenzio)
Postato da Azioneparallela | 11:21 | commenti (2)
E poi dice che uno si butta a sinistra
Oggi vi propongo una comparazione. Questo articolo apparso sul Foglio di sabato (titolo inequivocabile: morte di un'anima, spalla sinistra della pagina), e questo articolo di Giovanni Jervis apparso su L'Unità del 26 ottobre (scorrere un po' la pagina; titolo: Umano, poco umano. E' la natura a vincere). Il tema è lo stesso: quel che ti combina la scienza con l'uomo. Il tema è lo stesso, il tono (e la fifa) no.
Postato da Azioneparallela | 07:58 | commenti
Senza braccia
"Berlino: al centro del Breitscheidplatz - ove il Kurfürstdamm incrocia la Budapester-, la Kant- e la Tauentzienstrasse - s'erge il rudere della Kaiser Wilhelm-Gedächtnis-Kirche, crollata sotto i bombardamenti del novembre 1943; accanto una chiesa moderna, a pianta ottogonale, privo di colonne ed archi, blu le vetrate ad obrare la luce del gorno. Dall'alto, sull'altare, pende un Cristo crocifisso, le braccia aperte ad accogliere-comprendere tuti - noi barbari del non breve '900, anzitutto.
Trar: Liebfrauenkirche, anche questa semidistrutta in un bombardamento di quegli anni feroci: accanto ad un piccolo altare laterale, dedicato a Edith Stein, un Cristo senza braccia. La spada dell'uomo - l'odio - ha sottratto persino al Figlio di Dio la posibilità, il potere di amare? La spada dell'uomo, s'è detto, indicando l'odio. Ma è spada anche quella dell'amore che si leva contro la spada dell'odio. L'amore - anche l'amore divino - non unisce senza dividere, non sa amare senza odiare. La spada dell'amore s'è rivolta contro Cristo? Mai Matteo 5, 43-45 e Matteo 10, 34-39 sono apparsi tanto prossimi nella loro radicale opposizione. Icona del nichilismo contemporaneo, il Cristo senza braccia è l'espressione più pura della nostra finitezza" (V. Vitiello, Cristianesimo e nichilismo. Dostoevskij e Heidegger, Morcelliana 2005, pp.37-8).
Porphirios mette la foto dell'opera che campeggiava alle spalle del Cardinale Ruini, al Convegno Ecclesiale di Verona. realizzata da Claudio Parmiggiani, raffigura il Risorto. Senza braccia.
Postato da Azioneparallela | 12:25 | commenti (1)
Non pensare all'Altro!
"A me pare che questa faccenda dell'Altro dal (del?) pensiero sia uno pseudo problema. Detto un po' bruscamente: in primo luogo, (1) l'Altro esiste (è per questo che costituirebbe un limite al pensiero); in secondo luogo, (2) è un oggetto - molto grossolanamente: è qualcosa a cui possiamo riferirci come a un'unità, che è soggetto di predicazioni, che gode di proprietà".
Il carattere brusco con cui queste parole volevano sbarazzarsi di una certa ermeneutica della finitezza, è stato appena compensato dal rigore formale dell'esposizione. Che però una volta concludeva così: "Cercando di non esprimere l'inesprimibile, lo abbiamo espresso", un'altra così: "Cercando di non pensare l'impensabile, ci abbiamo pensato", e un'altra ancora così: "Cercando di evitare di pensare alla Totalità Trascendentale come a un oggetto, naturalmente, l'abbiamo trattata proprio come un oggetto". La conclusione finale e generale? "E' proprio così: l'Altro è ciò a cui non si può pensare; ma, naturalmente, a questo abbiamo già pensato".
Non sto qui a dire come io, in quanto ultimo rappresentante della tradizione ermeneutica, cercherei di svicolare, poiché ad occhio e croce, non cercherei di svicolare affatto. Francesco Berto (suo il titolo della relazione che è il titolo del post) non può accontentarsi delle 'strategie limitative' in stile kantiano, e nemmeno io. Il punto è sempre che se cerco kantianamente di evitare di pensare la totalità come un oggetto, ciò che non penso come una totalità mi si muta, anche solo per questo, in un oggetto. Io insinuo tuttavia il dubbio che l'impossibilità di pensare l'Altro se non come un oggetto equivalga ad affermare che l'Altro è un oggetto. Io insinuo il dubbio sulla natura di questa equivalenza.
(Ma del seminario di Sora ecco qua un resoconto equivalente)
Postato da Azioneparallela | 10:33 | commenti (3)
Siamo tutti potenzialmente controllabili
I solutori più che abili dei paradossi logici si cimentino con questa affermazione.
Postato da Azioneparallela | 12:52 | commenti (17)
Angeli custodi
I signori controllori che si preoccupano di controllare me sono pregati di farsi vivi: vorrei risparmiare loro del lavoro e assicurarli che dispongo di un invidiabile self-control.
(oppure nessuno mi controlla? Possibile che io sia fuori controllo?)
Postato da Azioneparallela | 12:51 | commenti (1)
Countdown
Fra meno di un mese uscirà il nuovo libro di Tomas Pynchon, Against the Day. Non segnalerei la cosa, se The modern world non avesse cominciato uno scrupoloso conto alla rovescia con un mese di aggiornamenti piccoli e grandi.
Postato da Azioneparallela | 12:20 | commenti
Fondi e mannaie
Qual è l'utilità pratica? La domanda cala come una mannaia sulle ricerche storico-filologiche di Cesare Segre, e i fondi non arrivano. Figuratevi quando la stessa domanda viene rivolta alla filosofia teoretica, che del fatto di non servire a nulla sa farsi persino un vanto!
Però Segre non si accorge di argomentare a favore della ricerca pura e non applicata, e così riproduce l'antico conflitto fra le due culture. Ma io sono abbastanza convinto che nei dipartimenti di matematica o di fisica teorica se la passino decisamente peggio rispetto ai dipartimenti di ingegneria.
(Sul resto tuttavia, sulla corsa alla novità, sull'istituzione di nuovi insegnamenti, nuove cattedre, nuovi corsi, nuove facoltà, nonché sul 'principio del rinvio', per cui visto che c'è l'educazione permanente la formazione eccellente la si fa sempre un passo più in là, son d'accordo. Quanto invece al fatto che si impara sempre meno e peggio, mi pare che valga abbastanza per quel che accade nelle aule universitarie, nei primi anni di corso, per la ragione che un mucchio di cose oggi sono, o potrebbero o dovrebbero essere apprese altrove).
Postato da Azioneparallela | 10:00 | commenti (1)
Convegno con frattaglie
Alla Scuola internazionale di studi filosofici, il cui programma originario è qui, sono venuti a mancare domenica Carlo Sini, a causa dell'influenza, e lunedì mattina Caterina Resta, a causa dell'influenza (Felix Duque c'era, nonostante l'influenza). Una cartolina precetto ha raggiunto Romano Gasparotti e Francesco Berto, che sono giunti al volo per rimettere in sesto il programma della settimana. Un primo resoconto veridico con frattaglie si trova qui.
E a proposito di frattaglie, io ne ho infilate due: ieri pomeriggio, alla Fondazione Italianieuropei, si discuteva in forza di una singolare capacità divinatoria di questo passo dell'articolo di Edmondo Berselli apparso oggi su Repoubblica: "Allorché Mario Monti propose almeno due volte [...] un 'governo dei volenterosi', esente da fisime ideologiche, che provvedesse a riformare l'Italia dal centro, l'ipotesi aveva tutte le caratteristiche del buon senso e dell'irrealtà". (Se ne discuteva, perché sospetto che nessuno dei partecipanti, me compreso, abbia mai considerato di buon senso quella proposta). Nel mio appassionato intervento ai limiti del dialettale, io ho cercato di dire che politica e cultura non sono oggi la stessa cosa di ieri, e dunque le mere lamentele sull'incapacità della classe politica di, o sull'incapacità del mondo della cultura di, dovrebbero essere precedute da qualche analisi di come cambiano le rispettive funzioni e sistemi e campi di discorso (cose che ho appreso qui).
L'altra frattaglia, stamane. Nei dialoghi di etica. L'etica e il naturalismo, organizzato a Cassino dai colleghi di filosofia morale, ho appreso che "esistono quarantuno definizioni scientifiche, intendo dire neurobiologiche, del concetto di coscienza". Il relatore (un naturalista duro e puro) aggiungeva: "il che significa che non ne sappiamo nulla". Io pensavo: c'è qualche speranza.
Postato da Azioneparallela | 14:24 | commenti (4)
LW
Postato da Azioneparallela | 19:21 | commenti
Ciuffi
Postato da Azioneparallela | 15:22 | commenti (10)
Sconfinamenti - il jazz
Postato da Azioneparallela | 12:16 | commenti (19)
Nomen omina
Certo che è una bella soddisfazione avere un presidente del consiglio il cui nome consente tanti giochini. Oggi Il Foglio ha uno splendido prodi et amo. Sui muri della mia città c'era nei giorni scorsi un brillante manifesto di AN contro l'immigrazione clandestina che urlava: Basta aPprodi! E ho sentito per radio un senatore dilungarsi su una fantatastica etimologia del nome per poi chiedersi: cui prodest?
Tutti attacchi proditori, beninteso.
Postato da Azioneparallela | 17:51 | commenti (3)
Immersioni
Sono stati giorni di celebrazione del centenario della nascita di Hannah Arendt. Non ho segnalato nemmeno un articolo (non sono un suo grande conoscitore, né un suo grande ammiratore). Lo faccio adesso, perché anche Toni Negri ha detto la sua, con Judith Revel, e in che maniera: il pensiero della Arendt pare ai due:
"completamente immerso nel clima della guerra fredda e decisamente caricaturale nelle sue espressioni scientifiche. Ancor più insufficiente quando si tenga conto della sua relativa ignoranza (se non di una volonterosa mistificazione) dell’analisi dei processi di trasformazione rivoluzionaria e del suo spregio per la critica dell’economia politica. Non è un caso che queste posizioni abbiano finito per nutrire le peggiori operazioni "revisioniste" nel periodo successivo alla caduta del muro di Berlino".
Il giudizio è riferito in particolare a due punti del pensiero arendtiano che hanno avuto notevole successo: il concetto di 'totalitarismo'; la distinzione fra specie di rivoluzioni (politica quella americana, sociale quella francese e russa). Poi c'è la Arendt che Negri/Revel mostrano di apprezzare, e che a loro giudizio sarebbe stata obliata, la Arendt del processo ad Eichmann, della banalità del male, per impedire la quale ci vuole - concludono i due piuttosto sbrigativamente - "l'esperienza politica della moltitudine".
A me non pare che la Arendt del processo ad Eichmann sia stata dimenticata, mi pare anzi che stiano tutti lì a citarla. (Mi pare molto più dimenticata l'incompiuta opera La vita della mente, se è per questo). Però mi pare straordinario che l'essere immerso del pensiero della Arendt, ovunque sia immerso, paia a Toni Negri un così serio problema. Mi domando se il suo pensiero non sia pur'esso immerso da qualche parte.
Postato da Azioneparallela | 09:46 | commenti
Contro il relativismo
Domando per sapere: ma chi critica il relativismo, chi dà del relativista a questo o a quello, accetterebbe di buon grado di dirsi assolutista, o almeno tendente all'assolutismo, favorevole all'assolutismo, con propensioni assolutiste? Di solito, questi che criticano il relativismo (nel modo rozzo in cui criticano un mucchio di cose che mettono sotto un'etichetta assai discutibile), sono pure poco inclini al 'politicamente corretto'. Bene: dov'è il problema, allora? Perché non dirla così: salve, sono un teorico dell'assolutismo, sono un fautore duro e puro dell'assolutismo.
(E come si ignorano le cose, peraltro. Perché l'assolutismo laico è quella cosa che in età moderna si tentò di costruire attorno alle monarchie nazionali per tirarsi fuori una buona volta dalle guerre di religione. Nemici del relativismo: vi va bene questo assolutismo? No, dite: è appunto questo la dittatura del relativismo. Eh già. Ma allora, siccome relativisti proprio non vi va di essere, non è che puntate diritti all'assolutismo religioso?).
Postato da Azioneparallela | 13:17 | commenti (18)
La Rosa nel Pugno
Sul fallimento della Rosa nel Pugno c'è oggi un bell'articolo di Biagio De Giovanni sul Riformista. Poiché qualche attenzione a quell'esperimento l'ho prestata, lo segnalo. La tesi di De Giovanni, ridotta ai minimi termini, è la seguente. Il problema non sono i socialisti, il problema non sono i radicali, il problema non è che non si mescolano bene gli uni con gli altri, il problema è che elementi di cultura liberale non riescono a penetrare nella cultura politica italiana, non sopravvivono nei principali schieramenti (sono sempre 'brevi stagioni', oppur 'conati'), e soprattutto non vengono premiati alle elezioni. Una vecchia storia, insomma.
C'è però un passaggio dell'articolo di De Giovanni che mette conto di riportare. Eccolo:
"E' dunque la società italiana nel suo insieme che rigetta, starei per dire per sua costituzione storica, che idee liberali, da istanza di liberazione di alcune forme di vita, si facciano per davvero politica, e si diano una forma".
Leggendo l'articolo, si capisce cosa De Giovanni abbia in mente: le grandi vittorie radicali in tema di diritti civili, e il loro magro bottino elettorale. Ora però io credo che per porre adeguatamente questo tema non bisogna domandarsi come mai, ma che cosa significa che la liberazione di una forma di vita si faccia politica. Se mi domanderò come mai, dirò che colpa delle Chiese catto-comuniste, dei sindacati e di tutto il resto. Se invece io chiedo cosa mai significhi, e pongo la domanda a un socialista o a un radicale, sono sicuro che otterrò risposte differenti, e questo non risolve il problema, ovviamente, ma spiega a sufficienza perché l'esperimento Rosa nel Pugno sia fallito.
Postato da Azioneparallela | 12:57 | commenti (2)
DIO E' DI SINISTRA
Il Corriere ieri sparava a caratteri cubitali questo titolo (articolo di Ennio Caretto). Tutto quello che ho potuto fare io, è metterlo maiuscolo. Però non capisco dov'è la notizia: se Gesù è risorto, asceso al cielo, e siede alla destra del Padre, mi pare evidente che Dio stia a sinistra
Postato da Azioneparallela | 09:07 | commenti (3)
Un'idea per Veltroni (e peri sindaci di buona volontà )
Postato da Azioneparallela | 06:43 | commenti
Buona volontÃ
Habermas su Repubblica di ieri. L'uomo è minacciato dai processi di auto-oggettivazione ispirati a un naturalimo scientista, e dalla politicizzazione delle scelte religiose che rompe con le premesse illuministiche della modernità. C'è una segreta complicità tra le due minacce: da una parte e dall'altra "manca la buona volontà di riflettere su di sé".
Poi l'articolo prosegue sviluppando molto densamente stili di argomentazione propri della Diskursethik habermasiana: andiamo a guardare cosa implica lo stare insieme sotto lo stesso tetto, entro la stessa comunità politica, compiamo l'accertamento riflessivo', e vi faccio vedere che ci troviamo lo Stato costituzionale laico, e una storia che è approdata ad esso (una storia che quell'approdo non è in grado d determinare ma da cui dipende).
trovo che sia un articolo filosoficamente molto istruttivo (è raro che capiti, sulle pagine dei giornali). L'approdo ideale dipende da condizioni che non governa affatto. Detto fuori dai denti: è impotente. Haberas dice: a rifletterci su, vedrete che sviluppiamo le premesse per stare insieme. Ma occorre che si voglia un po' tutti rifletterci su. E questa buona volontà di riflettere non è un precipitato della stessa riflessione. E da dove e da come venga, beh, è un problema che esula dai limiti della riflessione. Ma questo significa pure che se manca la buona volontà di riflettere, addio filosofia della riflessione di Habermas (e addio patriottismo costituzionale).
(Habermas non è pronto per questo passo d'addio. E nemmeno io. Ma vedere quei limiti significa per me guardare alla menzogna necessaria della riflessione, per Habermas no: sarebbe una palinodia completa. Ancora un passo, infatti, e Habermas avrebbe scoperto che 'l'uomo che riflette su' non ha più molte ragioni per essere l'ideale comunicativo; ancora un passo e l'avrebbe definitivamente smascherato, ficcandolo nel circolo storico-ermeneutico da capo a piedi; ancora un passo, e Habermas avrebbe scoperto che la sua impotenza dipende dall'essere stato posto/presupposto fuori dalla storia quel poco che gli serve per mantenere un minimo di argomento trascendentale, riconoscibile alla fine dell'articolo dalla cluasola che contiene il 'dover poter soddisfare i presupposti, salvo poi scoprire che, per l'appunto, stando fuori dalla storia non si riesce a determinarla granché)
Postato da Azioneparallela | 06:35 | commenti (1)
S'i fossi il mondo li denuncerei
Postato da Azioneparallela | 15:41 | commenti (3)
I commentatori mi hanno convinto che l'argomento contenuto in questo post non funziona
Sembra incredibile, ma può capitare. E' capitato qua, ed effettivamente la discussione nei commenti procede che è una bellezza. Si tratta di quel che ci vuole per negare l'esistenza di Dio: non molto, si conclude, nonostante il post pretendesse di più.
(Commento dell'autore: "il mio argomento ha la più eccellente delle virtù anticontinentali: è chiaro abbastanza per essere confutato". Ben detto, ma all'interno di una continentalissima - benché vecchia - discussione)
Postato da Azioneparallela | 06:51 | commenti (4)
La libertà di parola
Postato da Azioneparallela | 06:33 | commenti
Le parole dell'altro
C'è qualche piccola imprecisione, in particolare l'assenza del prof. Vitiello, ma il programma della Scuola di Studi Filosofici dell'Università di Cassino, che prevede la partecipazione di Carlo SIni, Felix Duque, Luigi Vero Tarca, Enrica Lisciani Petrini, Caterina Resta è pronto, e lo si può leggere qua.
Postato da Azioneparallela | 11:58 | commenti (4)
Leftwing è uscito
L'elzeviro (il post scriptum al quale leggete nel post precedente) è qua. La goccia è un passo dell'Etica nicomachea, su coraggiosi e temerari.
Postato da Azioneparallela | 20:35 | commenti
P.S.
Postato da Azioneparallela | 07:14 | commenti (25)
Piccolo resoconto veridico
Postato da Azioneparallela | 17:12 | commenti (2)
Letteratura e realtÃ
Da Lipperatura ho appreso come si stia rendendo la vita impossibile a Roberto Saviano, per via del suo Gomorra. Roberto Saviano ha tutta la mia solidarietà, e quella dell'autore di questa piccola rassegna napoletana, che per l'occasione riprendiamo dalla carta e postiamo in rete:



