State bene
Tutta Italia aspetta la partita di stasera. Io spero di fare in tempo per il saggio perché ora vado in ospedale a fare un bell'elettrocardiogramma. Ma pensa te.
Postato da Azioneparallela | 18:45 | commenti (7)
Guerra giusta
Si discute in Parlamento di Afghanistan. Io vi segnalo un lucido articolo su Libération di Noam Chomsky, critico nei confornti della tesi di Michael Walzer secondo la quale la guerra in Afghanistan è stata "il trionfo della teoria della guerra giusta". Pongo poi una domanda:
coloro i quali criticano il concetto di 'guerra giusta' e considerano che la guerra in Afghanistan sia stata semplicemente una guerra illegittima, come pensano di criticare guerre legittime che considerino però ingiuste? Oppure ritengono molto ottimisticamente che che il diritto internazionale sia completamente eticizzato, sicché il caso non si può dare?
Postato da Azioneparallela | 17:05 | commenti (3)
Inchiostro
"Il mio pensiero si rapporta alla teologia al modo della carta assorbente rispetto all'inchiostro. Ne è completamente imbevuto. Se dipendesse però dalla carta assorbente, non resterebbe nulla di ciò che è scritto" (W. Benjamin). Malvino attira strali di ogni genere, quando mette post come questi (no: come questi). E invece, se bisogna muovergli una critica, è che, non essendo come la carta assorbente, lascia troppe tracce d'inchiostro. Parlo di ciò che mi riguarda. Per una filosofia che non è alquanto empirista e scettica, ma imbevuta di metafisica, lui ha molti sospetti, e non vede quando vuole essere come la carta assorbente.
P.S. Avevo postato da una postazione di fortuna. Non che adesso il post sia più chiaro, perciò aggiungo dell'altro. Bisogna che il credente abbia un profilo antropologico: è pur sempre un uomo. Dopodiché? Neanche se mi dimostrassero che è un profilo psico-patologico avrei risolto granché. Dio si rivela agli umili, agli stolti, perché non ai malati? Insomma, dimmi in cosa credi e ti dirò chi sei: dopodiché?
(Per cancellare i teologumeni, la filosofia - per come la pratico io - se ne deve lasciare imbibire. Che è come dire: non ha il problema di svalutare la vita religiosa, riducendola a questo o a quello con un'operazione di cui non si vede la fine, ma quello di potenziare la vita filosofica).
Postato da Azioneparallela | 12:53 | commenti (1)
Settimana santa
Nato ai bordi di periferia - come cantava, in rappresentanza della mia generazione (credo) Eros Ramazzotti - ho avuto la fortuna di non trascorrere neppure un'ora della mia vita in palestra. Negli anni in cui fioriva il body building, e a Salerno spopolava Tony Regalino, io ho continuato ostinatamente a giocare da mane a sera per strada: a t' foc e t' lisc', a pallone, in bicicletta. (Guardie e ladri in bicicletta era lo sport estremo). La mia indole filosofica, critica di ogni ideologia, si manifestava nel rifiuto pregiudiziale del tempo pieno e di qualunque attività parascolastica oltre l'orario obbligatorio di lezione. Refrattario all'idea di andare in un luogo ad un'ora determinata per rimanervi per un tempo determinato, ho resistito tra gli scout meno di tre mesi (non così due dei miei tre fratelli), e non ho fatto neanche un'ora di pianoforte (non così i miei tre fratelli). Ho rifiutato il viaggio d'istruzione in Inghilterra, preferendo l'acquisto della bici da corsa. Sono venuto su bene.
Con queste premesse, posso riaprire il sondaggio sul miglior aggettivo per la signorina istruttrice che ha fissato per domani sera alle ore 21.00 il saggio di fine anno per mia figlia (5 anni e mezzo), e nel corso di quest'ultima settimana, per le prove, ha imposto i seguenti orari: Domenica 16-18.30; Lunedì 15.30-18-30, Martedì 16-18-30, Mercoledì 16-20.30 Giovedì (oggi) 16-20.30 Venerdì mattina 10-13.30; Venerdì pomeriggio 19-21.
Costo del tutù: 76 EURO. Non so quante mamme leggano il mio blog, ma affido questo muto grido di protesta alla blogosfera, e prego per la loro redenzione.
Postato da Azioneparallela | 17:04 | commenti (7)
Ma che musica, maestro!
Postato da Azioneparallela | 11:10 | commenti (9)
Tortura
Postato da Azioneparallela | 00:47 | commenti (4)
Galli, Bettini, Pasolini
Ieri Galli della Loggia, sul Corriere, è tornato, via Pasolini, sul decesso del cattocomunismo. Quel che penso al riguardo l'avevo postato qui, e suona così: decidetevi, agli ex- o post-comunisti non potete rimproverare di non essere al passo coi tempi e insieme di esserlo troppo. Non potete fare loro ogni giorno l'esame di cultura liberale, e poi rimproverarli per non aver mantenuto un punto di vista radicalmente critico sulla società liberal-democratica moderna. (Quel che pensa invece ffdes, dal lato catto-, sta qui).
Ma c'è un passaggio dell'intervista a Goffredo Bettini sul Riformista di oggi che vorrei segnalare: Pasolini aveva visto giusto, perché il neo-capitalismo "non si accontenta di vendere ciò che produce, ma trasforma i consumatori, li crea a sua immagine e somiglianza". Al di là dell'iperbole teologica, domanderei: ma perché, il vetero-capitalismo si accontentava di vendere? Era così rispettoso dell'anima del consumatore come Bettini lascia intendere?
Non voglio tediarvi: quel che mi domando è perché resiste ed è così tenace quella forma di pensiero che si può schematizzare così: fino a ieri...ma ora... Ma 'ora' cosa? Da che mondo è mondo, da quando l'uomo è uomo, nessun mezzo è semplicemente un mezzo, e nessuna forma è una mera forma: non c'è bisogno di aspettare il neocapitalismo per vedere trasformazioni tanto radicali.
(E anche sulla storia dell'omologazione bisogna intendersi. Poiché nessuno protesta perché oggi tutti o quasi in Italia sanno scrivere e far di conto: è omologazione pure questa? E che io sia più uguale al mio vicino di casa, omologo del mio collega di lavoro più di quanto un impiegato lo fosse negli anni trenta con il suo vicino o con il suo collega di lavoro attende adeguata dimostrazione)
Postato da Azioneparallela | 11:20 | commenti
Il nichilismo del calcio
Più guardi, meno c'è da vedere. Il calcio potrebbe essere giocato anche senza palla: pochi noterebbero la differenza. IE' il gioco ideale in un mondo postmoderno, espressione del nichilismo ormai prevalente in molte culture. In una partita non succede quasi nulla. Una vittoria per 2-0 ha dimensioni epiche, da guerra punica. Il goal mancato (roba che si verifica ogni mezz'ora) mette i tifosi in preda ad attacchi parossistici.
Il calcio: giovani che per lo più corrono senza uno scopo, metafora della mancanza di senso della vita. Solo un paese che soccombe al nichilismo può appassionarsi a uno sport simile, non l'America.
E non può appassionarsi l'America anche perché è uno sport contro natura. In cosa gli uomini si differenziano dagli altri animali? Per la testa e per le mani. In quasi tutti gli altri sport, la testa ha una adeguata protezione. Nel calcio, al contrario, la testa impatta deliberatamente la palla, ed è proibito l'uso delle mani.
Postato da Azioneparallela | 08:15 | commenti (5)
Sondaggio con caduta di stile
Postato da Azioneparallela | 19:32 | commenti (9)
Un, due, tre
Perché sentiate il dovere civico di votare, Left Wing è uscito di domenica. Io ho scritto con sommo divertimento su Sartori e la democrazia degli esperti. Sullo stesso argomento, in verità, un po' più di duemila anni fa aveva detto la sua Protagora. Del sottoscritto c'è pure una lettera dedicata a Ernesto Galli della Loggia, che per non affaticarvi troppo vi riporto qui:
Postato da Azioneparallela | 20:57 | commenti
Il nemico del pensiero
"The particular architecture of the blogosphere is the chief impediment to its becoming a place where new ideas can be deployed, tested, and developed. Take, for instance, the problem of comments". [Non v'azzardate a commentare]
"Blogs are not very different from newspapers: they present an idea and then move on, as quickly as possible, to the next idea. [...], as the newsreel in Citizen Kane reminds us, Time is On The March, and bloggers are under enormous pressure to march along with it" [E io che non ho aggiornato i feed rss].
"Blogs remain great for news: political, technological, artistic, whatever. And they provide a very rich environment in which news (or rather "news") can be tested and evaluated and revised [...]. But as vehicles for the development of ideas they are woefully deficient and will necessarily remain so unless they develop an architecture that is less bound by the demands of urgency". "The blogosphere is the friend of information but the enemy of thought".[la ragione sociale di questo blog ne esce a pezzi]
Postato da Azioneparallela | 09:24 | commenti (7)
Secondo post
Postato da Azioneparallela | 02:52 | commenti (7)
Primo post
Postato da Azioneparallela | 02:41 | commenti (5)
Auguri e prescrizioni
Postato da Azioneparallela | 09:06 | commenti (7)
Cosa dite: apriamo una Guantanamo anche da noi?
Postato da Azioneparallela | 01:10 | commenti (7)
Chi la fa l'aspetti
Ma in forza di cosa un embrione, un preembrione, un ootide, le tre cose insieme, quello che volete voi, sono già un uomo? In forza del DNA. Al tempo dei referendum sulla legge 40, ce l'hanno spiegato in tutte le salse: c'è il DNA, c'è l'uomo. (Mons. Sgreccia, che Dio lo perdoni, scriveva che il vero galileiano, attento alle risultanze scientifiche, era lui).
Oggi l'editoriale di Avvenire di Roberto Colombo ("La tedenza a ridurre l'umano dell'uomo": ma va!?) manifesta la preoccupazione della filosofia e della teologia che questa nuova antropologia scientifica riduca la natura dell'uomo al suo DNA. Chi la fa l'aspetti, mi verrebbe voglia di dire.
(Pregando poi l'illustre editorialista di non confondere la difesa della filosofia e quella del Comitato Scienza e Vita, di Monsignore Elio Sgreccia, e delle pastorali ecclesiastiche).
Postato da Azioneparallela | 11:45 | commenti (3)
Tra gli scarti e il rumore
Chiama questo istante "t". Che è successo nell'istante "t"? Direi: si e' verificato una certo evento fisico x nel mio cervello. Perché non dovrei dire che l'evento è x la mia scelta? Che *cosa* è la mia scelta, senno'?”
Postato da Azioneparallela | 11:05 | commenti
Incredibbile
La cosa è andata così, che alla presentazione del volume in onore di Vincenzo Vitiello, per i suoi 70 anni, sono mancati entrambi i relatori, Biagio De Giovanni e Gianni Vattimo. E sono mancati (per motivi di salute, in un caso seri) non qualche giorno prima, ma qualche ora prima. Nervosismo e sconcerto. Cosa si fa, cosa non si fa. Enrica Lisciani Petrini e Francoesco Tomatis, che di fatto hanno curato il volume, avevano già in animo di intervenire, avevano qualche appunto e così è toccato loro di presentare il volume e dire della loro esperienza di allievi e amici di Vtiello. Ma hanno poi insistito perché la generazione successiva degli allievi di Vitiello intervenisse, per tappare il buco. Intervenisse così: senza aver preparato nulla, senza appunti, senza preavviso.
E non finisce qui. Perché la altre volte benemerita Radio Radicale, probabilmente stuzzicata dalla presenza prevista di Vattimo e De Giovanni, ha messo i microfoni e registrato il tutto. Così, se volete sentire cosa ha dovuto dire il sottoscritto all'impronta, ma a imperitura memoria, potete attingere a questa indegna pagina dell'archivio di Radio Radicale. (E c'è pure un tremebondo Walter!).
Postato da Azioneparallela | 08:41 | commenti (4)
L'uomo, proprio l'uomo, per pura ingratitudine, per pura sceneggiata, vi farà una porcheria
Oggi è giornata. Malvino mette qualche giorno fa un post in cui mi fa scrollare testa braccio e spalla dinanzi alla lista dei "geni che guiderebbero i nostri orientamenti" di cui ha dato notizia Repubblica. (No, non si tratta di Kant o Hegel).Ma il Magazine del Corriere aveva fatto di più. Aveva ntervistato Camillo Padoa Schioppa, ricercatore della Harvard Medical School (mica sorbole!) che frequenta nei laboratori "territori ai confini tra psicologia cognitiva, neurobiologia e teoria economica". Come sia fatto un simile confine, non so. Ma fa nulla.
Dal giovane Padoa Schioppa apprendo che è stata individuata l'area nella corteccia orbitofrontale dove facciamo le nostre scelte [l'area, le scelte: NdB]. Il ricercatore ha studiato le scimmie e concluso che "il processo di scelta prevede due tappe: prima si assegna un valore alle singole opzioni e poi si confrontano questi valori e si prende una decisione" (Due tappe: non ridete. Sono studi serissimi e condotti su basi sperimentali). Poi la sua équipe ha messo gli elettrodi, per vedere "le cellule nervose che si accendono e si spengono a seconda del valore associato all'offerta". E cosa hanno trovato? Hanno trovato che per esempio "l'attività di uno specifico neurone risulta bassa quando la scimmia beve una goccia di mela oppure tre gocce d'acqua, è due volte più alta se la scimmia prende due gocce di mela o sei gocce d'acqua". Insomma: il neurone sa far di conto, quando soppesa e valuta. Giù il cappello.
Passiamo agli uomini. "Le evidenze scientifiche ci aiutano a comprendere come i soggetti economici si comportano, con implicazioni importantissime". Tenetevi forte. "Una fra tutte: come rispondere a chi suggerisce un intervento dello Stato nelle scelte economiche individuali? L'evidenza [l'evidenza, NdB] sugerisce [l'evidenza suggerisce, NdB] che gli uomini sono guidati in primo luogo da un grande desiderio di libertà, e credo [credo: qui crede solo] che tale desiderio vada rispettato".
Ora è Mario Iacoboni, dell'Ucla di Los Angeles, che parla: "Uno dei meccanismi più importanti è l'imitazione, che abbiamo studiato molto. I dati mostrano, per esempio, che alcuni pezzi musicali piacciono di più se si sa che piacciono ad altra gente". Ma va? Incredibile! Meno male che i dati lo dimostrano.
Poi viene il punto: "I dati neuronali potrebbero facilitare l'efficacia di campagne commerciali ed elettorali". Se so quali spot fanno accendere l'ambaradan dei neuroni, è fatta: altro che Mannheimer, Piepoli e compagnia cantante. "I giornali già parlano di neuroni dello shopping". Allora il giornalista domanda: "Sorgeranno fabbriche di consenso studiate in laboratorio?". Risposta:
"Decisamente no. In un certo senso, il neuromarketing fa il contrario della persuasione. Persuadere vuol dire modificare i processi cerebrali, noi invece non modifichiamo l'attività cerebrale dei soggetti [grazie! grazie!]: otteniamo [opppure: estorciamo?, NdB] dati che raccontano cosa la gente pensa e desidera veramente". Se Iacoboni avesse una minima idea di cosa significa quell'avverbio: veramente...
Ma dopo essermi letto tutto l'articolo, scopro in conclusione (com'è umano, questo riceratore: così la scienza non mi farà paura) che le decisioni complesse su faccende grandi e importanti, tipo chi votare [ma sopra non aveva parlato di efficacia di campagne elettorali?, NdB] "non sono prese da un processo esplicito, consapevole da un calcolo". Però attenzione: "Sono il frutto di un processo inconscio, anche se perfettamente razionale, che richiede la considerazione di fattori complessi". Se iacoboni avesse una minima idea di cosa significa perfettamente razionale. Se Iacoboni si domandasse quale metafisica gli occorre per supporre che tutto ciò che non è calcolabile può essere messo in forma di calcolo.
Gli dedico un po' di memorie dal sottosuolo:
"Solo allora inizieranno nuovi rapporti economici, già del tutto pronti e calcolati con esattezza matematica [...]. Allora sarà costruito il palazzo di cristallo. Allora... ". Beh [...] non si può garantire in nessun modo che allora, per esempio, non sarà una noia mortale (perché cosa c'è da fare, quando tutto sarà calcolato secondo una tavola), in compenso sarà tutto estremamente sensato. Certo, cosa non ti inventi quando ti annoi! Perché per la noia si possono anche conficcare spille, e sarebbe ancora niente. Il brutto è che, dio non voglia, magari allora si proverà gioia anche per quelle spille d'oro. Perché l'uomo è stupido, signori, stupido in modo fenomenale [...] Io per esempio non mi meraviglierò affatto se all'improvviso, senza motivo alcuno, in mezzo alla futura sensatezza generale sorgerà un qualche gentleman dall'aspetto poco nobile, o, per meglio dire, retrogado e buffo, si pianterà le mani sui fianchi e dirà a tutti noi: allora, signori, non è meglio dare un bel calcione a tutta questa sensatezza, che vada a rotoli, unicamente con lo scopo che tutti questi logaritmi se ne vadano al diavolo []. Da dove l'hanno preso tutti quei saggi che l'uomo deve avere una volontà normale, sensata?
Postato da Azioneparallela | 13:15 | commenti (12)
L'inflatone
"La scoperta di Guth fu subito riconosciuta come fondamentale, e da allora è diventata un punto fermo della ricerca cosmologica. Notiamo però un paio di fatti. In primo luogo, nel modello standard del bing bang si suppone che l'esplosione sia avventa al tempo zero, e che sia dunque una vera e propria creazione dell'universo. Nella cosmologia inflazionaria, invece, il botto avviene quando le condizioni sono appropriate, cioè quando l'inflatone ha la giusta energia, proprio come un candelotto di dinamite esplode solo se accendiamo la miccia; questo momento può benissimo non coincidere con la 'creazione'. Ecco perché è bene pensare all'espansione inflazionaria come a un evento accaduto nell'universo dei primordi, non come all'unico evento che diede inizio a tutto [...]. Se la cosmologia inflazionaria è vera, in particolare, resta da capire perché sia esistito un inflatone, perché la sua energia potenziale fosse proprio della forma giusta, perché ci fossero un tempo e uno spazio in cuiitutto ciò stava accadendo. Per riprendere la celebre domanda di Leibniz, ancora non sappiamo perché c'è qualcosa al posto del nulla" (B. Greene, La trama del cosmo. Spazio, tempo, realtà, Einaudi 2006, p. 338).
Quando leggo un passo come questo mi viene voglia di chiudere il libro. Spero che Greene si lasci andare a simili considerazioni per far capire a me qualcosa dell'inflatone (il campo di Higgs responsabile del gran botto iniziale dell'universo), però quel che capisco è che si lascia andare un po' troppo. E poi mi domando: ma come? Tu hai per le mani un'inflatone, che se mai può servire concettualmente a qualcosa è per sbarazzarsi della celebre domanda di Leibniz, e invece ti lamenti che con l'inflatone non hai ancora risposta a quella domanda?
Postato da Azioneparallela | 10:34 | commenti (21)
Meteore appaiono nel cielo del giornalismo italiano
Postato da Azioneparallela | 10:21 | commenti (17)
Il problema ermeneutico di chiunque
Vale (almeno per me) la dura legge: più cose hai da fare giorno dopo giorno, meno ti importa quel che accade nel mondo giorno dopo giorno. Così ho letto poco i giornali, e per l'articolo su Left Wing sono andato a pescare l'elezeviro di Raffaele La Capria sul common sense (il Corriere di martedì scorso; non online, credo), che s'intitolava: Corpo a corpo con l'astrazione.
Su Leftwing, leggerete uno scampolo di analisi fenomenologica, un ripasso del mito di Eco e Narciso, e qualche finale domanda: Il problema ermeneutico di chiunque.
Quanto poi alla goccia, comincia così: "Il concetto 'vedere' dà un'impressione confusa. Ebbene, è confuso". Wittgenstein, naturalmente.
Postato da Azioneparallela | 09:03 | commenti (4)
Sussiste enigmatica
Prosegue l'esplorazione della lingua italiana, dopo i saggi di traduzione forniti qui e qui. Il testo che presentiamo oggi (grazie anche all'indefessa ricerca di walter) ha valore di archetipo. Non è una traduzione, è l'intervento di Nunzo Incardona all'incontro promosso nel 1991 dal Giornale di Metafisica sul tema Metafisica e arché. Intervento che così inizia:
"Sussiste enigmatica nel recesso sempre futuribile della divisione da tutti i tempi del tempo e della differenza sempre incoata da questo stesso e dalla sua intrinsecazione a tutto quanto sta: ultimamente e fin da principio; immota nella contrazione identitaria del non essere posta a sé, ma in sé posta ad altro e così non incontraddittoriamente ma contraddifferendo; sé movente dell’involgimento delle sue segmentazioni che fissa la dynamis a se stessa e libera ogni internamento pur sempre dialektikòteron ma, appunto, per flessione discorsiva e non per atto separata da un suo estremo all’altro suo non opposto estremo e dunque come inanemente rastremata all’infinito nella durata imperscrutata e non percettibile dell’uscita perenne alla finitezza: e pure, così, assoggettata alla proposizione costitutiva del disfacimento dell’intero e alla pretesa del differimento come distanza ricostituita di ogni parte come totalità dell’intero diviso; e ancora prosènanchos impedita a se stesso e, così, come divaricata e sbalzata archèten fino agli inferi aorgici del principio ancora più oscuro e radicale perché contemporaneo alla solare vertigine delle radici spiantate, pure non bruciate, dall’horror mentis; e però impedita a se stessa e divaricata fino al primordio in ogni modo: che è questo così indeterminatamente determinato e determinatamente determinativo, segno sempre incoato della complessione prosènanchos archèten".
Postato da Azioneparallela | 09:10 | commenti (6)
Luoghi del pensare
Il libro in onore dei settanta anni di Vincenzo Vitiello sarà presentato a Napoli lunedì prossimo, alle ore 18.00, presso l'Istituto Italiano per gli studi filosofici, da Gianni Vattimo e Biagio De Giovanni.
Ci vediamo.
Postato da Azioneparallela | 16:35 | commenti (1)
Vortex temporum
Un amico mi manda un assaggio di Vortex Temporum di Gerard Grisey, e mi chiede: "ti piace?". Benché assolutamente incompetente e praticamente digiuno in fatto di musica, domando a mia volta:
Postato da Azioneparallela | 11:16 | commenti (5)
Pittura e filosofia
Postato da Azioneparallela | 11:28 | commenti (3)
Apnea
Ieri Barbara e Mauro sono tornati a casa. Renata ed Enrico avevano la febbre. E' cominciata l'apnea.
Postato da Azioneparallela | 10:16 | commenti (2)
Bush's moment
Dici che sei compassionevole e tollerante, che le discriminazioni sono sempre sbagliate, che l'America tratta tutti con tolleranza, rispetto e dignità. Ti presenti come un moral leader sostenendo leggi contro la discriminazione nelle case, nei luoghi di lavoro, nella scuola. Bene, perché allora non promuovi una legge federale che metta finalmente l'orientamento sessuale affianco della razza, del colore della pelle, del sesso, dell'età, della nazionalità, della religione, della disabilità tra i motivi di un'ingiustificabile e odiosa discriminazione? Molti stati e molte città hanno già leggi simili, tocca allo Stato federale. Lyndon Johnson era texano pure lui, la sua cultura i suoi valori erano abbastanza provinciali, però ci ha dato un Civil Rights Act e un Voting Act.
Tocca a te. Dici di avere il senso della storia e del progresso; le riconosci addirittura una direzione di marcia nel senso della giustizia e della protezione per legge dei diritti di ciascuno, afferra dunque il momento storico, se sei davvero un moral leader e hai del coraggio. (E che cavolo!)
Postato da Azioneparallela | 10:14 | commenti
Dialogo dei morti - a voi la scelta
Amos, Salomon e Louis a colloquio con Benoit, Baruch e Benedictus, cioè Pascal e Spinoza, cioè la mia tesi di dottorato contro il mio lavoro di ricercatore, il tutto per intercessione di Fontenelle: è il dialogo imbastito da Pierre Macherey lo scorso 8 giugno. Ve ne offro qualche pezzettino (in francese, chiedo scusa, ma non ho tempo):
Postato da Azioneparallela | 16:40 | commenti (5)
Art'è/2
Su Il primo amore viene ripreso l'articolo pubblicato da Carla Benedetti sull'Espresso, dedicato a Linguaggio e silenzio di George Steiner.
George Steiner: "Fucilare un uomo perché non si condivide la sua interpretazione di Darwin o di Hegel è un tributo sinistro alla supremazia delle idee nelle cose umane – ma pur sempre un tributo".
Carla Benedetti: "Lo stesso – aggiungo io – si può dire per l'epoca postmoderna, quando gli unici a credere nella forza agente della letteratura sembrano essere stati solo gli ayatollah, condannando a morte Salman Rushdie per dei 'versetti satanici', scritti all'insegna dell'ironia postmoderna".



